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Gestire il rischio digitale negli ambienti VUCA

 



Viviamo in un contesto economico e tecnologico che viene sempre più spesso descritto con l’acronimo VUCA: Volatile, Uncertain, Complex, Ambiguous.

L’accelerazione digitale, l’adozione di tecnologie emergenti come intelligenza artificiale, cloud, IoT e automazione, e la crescente interconnessione dei sistemi hanno reso il rischio una componente strutturale delle decisioni aziendali.

In questo scenario, il problema non è più se un evento inatteso si verificherà, ma quanto velocemente un’organizzazione sarà in grado di riconoscerlo, comprenderlo e trasformarlo in un vantaggio competitivo. È qui che il concetto di Digital Risk Management assume un ruolo centrale.

Perché il Risk Management tradizionale non basta più

I modelli di gestione del rischio nati nel secolo scorso si basano su una visione prevalentemente deterministica: identificare le minacce, stimarne l’impatto, applicare controlli per ridurle. Questo approccio ha funzionato in contesti relativamente stabili, ma mostra tutti i suoi limiti in ambienti digitali altamente dinamici.

In molte organizzazioni, il Risk Management si è trasformato in un esercizio burocratico, orientato più alla conformità che alla decisione strategica. L’attenzione è rivolta alla dimostrazione dell’esistenza dei controlli, non alla loro reale efficacia. Il risultato è un sistema difensivo, lento e fragile, incapace di adattarsi quando il contesto cambia.

In un mondo VUCA, concentrarsi solo sulla mitigazione delle minacce equivale a giocare una partita pensando esclusivamente alla difesa: prima o poi, anche la difesa cede.

Il Digital Risk Management come evoluzione naturale

Il Digital Risk Management (DRM) non rappresenta una rottura con il passato, ma l’evoluzione del Risk Management tradizionale alla luce della trasformazione digitale.
La sua caratteristica distintiva è il cambio di prospettiva: il rischio non è solo una potenziale perdita, ma anche un'opportunità .

In questo senso, il DRM si allinea perfettamente alla mentalità Agile e ai modelli di organizzazione adattiva: non cerca di eliminare l’incertezza, ma di governarla, accettando che le decisioni siano sempre probabilistiche e basate su informazioni incomplete.

Gestire il rischio digitale significa quindi attivare un processo continuo di identificazione, valutazione, prioritizzazione e trattamento sia dei rischi negativi sia di quelli positivi, con l’obiettivo di ottimizzarne l’impatto sugli obiettivi di business.

DARE25: un framework pensato per il mondo VUCA

Un esempio concreto di questo cambio di paradigma è il framework DARE25 – Digital Approach to Risk for Enterprise, promosso da APMG International.
DARE25 nasce per rispondere alle esigenze delle organizzazioni che operano in contesti caratterizzati da elevata incertezza e rapidi cambiamenti.

A differenza dei modelli tradizionali, DARE25 non separa il rischio dalla strategia aziendale e non lo tratta come un’attività isolata. Il rischio viene integrato nei processi decisionali e nei backlog aziendali, diventando una leva di adattamento e crescita.

Tra gli elementi chiave del framework troviamo:

  • un approccio quantitativo che consente di confrontare rischi e opportunità con altri elementi di valore;
  • un modello Offense-Defense simmetrico, in cui difesa e attacco si trasformano reciprocamente;
  • una logica agile e iterativa, che favorisce apprendimento continuo e revisione delle decisioni.

In questo modo, il rischio smette di essere un vincolo e diventa uno strumento strategico.

Scomporre il rischio per governarlo: la Risk Conceptual Decomposition

Uno dei concetti centrali del Digital Risk Management è la Risk Conceptual Decomposition (RCD). Ogni rischio può essere visto come il prodotto tra la probabilità che un evento si verifichi e l’effetto che produrrà. Ma queste due dimensioni non sono monolitiche: dipendono da molteplici fattori interconnessi.

Scomporre il rischio nei suoi elementi costitutivi permette di intervenire in modo mirato, modificando probabilità ed effetti attraverso controlli specifici. Questo vale sia per le minacce sia per le opportunità.

Ad esempio, entrare in un nuovo mercato comporta rischi competitivi, ma anche potenziali benefici reputazionali e di crescita. Analizzarli in modo strutturato consente di prendere decisioni più consapevoli e di allocare le risorse in modo coerente con la strategia.

Integrare il rischio nei contesti Agile

Nei contesti Agile, il Digital Risk Management non deve essere un processo parallelo, ma una tecnica integrata. Framework come Scrum riducono l’incertezza iterazione dopo iterazione; il DRM aggiunge un ulteriore livello di analisi, aiutando a prioritizzare backlog e decisioni in base al valore atteso.

Stimare il valore economico di un’opportunità o di una minaccia consente, ad esempio, di decidere se dare priorità a un incremento con ritorno certo o a uno con maggiore potenziale ma probabilità inferiore. È un cambio di mentalità che sposta il focus dalla sicurezza apparente alla sostenibilità nel tempo.

Competenze e cultura del rischio digitale

La vera sfida del Digital Risk Management non è tecnica, ma culturale. In un mondo VUCA, affidarsi alle certezze è spesso un’illusione. Le organizzazioni che prosperano sono quelle che imparano più velocemente, che sperimentano e che accettano il rischio come parte integrante del processo decisionale.

Per questo motivo, sviluppare competenze strutturate in Digital Risk Management significa dotarsi di strumenti utili non solo per la sicurezza, ma anche per la leadership, la gestione dei prodotti e la governance aziendale.

Percorsi formativi dedicati al Digital Risk Management aiutano professionisti e organizzazioni a integrare il rischio nei processi decisionali, allineandolo agli obiettivi di valore e rendendolo una leva concreta di adattamento strategico.

Conclusione

Gestire il rischio digitale negli ambienti VUCA non significa tentare di controllare l’imprevedibile, ma costruire organizzazioni capaci di apprendere, adattarsi e crescere anche nell’incertezza. Il Digital Risk Management rappresenta oggi una competenza chiave per chiunque operi all’incrocio tra tecnologia, strategia e decisione.

Trasformare il rischio da minaccia a opportunità non è solo possibile: è una necessità per competere nell’era digitale.

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