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FAKE NEWS E VACCINI: CHI LI DIFFONDE DI PIÙ IN ITALIA?

Mondo Sanità meno attendibile dell'Organismo Governativo: la satira e i media risultano invece attendibili rispettivamente all'80% e al 90%, sicuramente più dei politici (56%) o di chi dovrebbe far ripartire l'economia: gli imprenditori: tasso di attendibilità 57%  





Come emerso anche al corso di Giornalismo Scientifico che si sta svolgendo a Torino in elearning presso il CNR-IRPI (Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica) e da una recente analisi di Twitter è emerso che la sanità, dal V-day a metà aprile, ha condiviso meno fake news nell'ultima settimana (13-19 aprile 2021) sui social guadagnando così la medaglia di argento per indice di attendibilità (91%).

QUI LA DASHBOARD INTERATTIVA 

A rivelarlo Iconsulting, prima azienda di consulenza italiana focalizzata solo ed esclusivamente sulla creazione di valore strategico partendo dai dati, che ha sviluppato un algoritmo in grado di assegnare un punteggio ad ogni singolo profilo Twitter italiano che, tra il 27 Dicembre 2020 (V-Day) e il 19 Aprile 2021, ha utilizzato gli hashtag: #vaccino, #vaccini, #novax, #astrazeneca, #PfizerBioNTech, #Moderna, #sputnik.

Da un’analisi macro si evince che:

- Podio Fake news: Politico (44% - media retweet alta), Attivista (43%), Imprenditori (40%) e Mondo Istruzione (37%)

- Categorie più attendibili: Organismo Governativo (99%); mondo sanità (91%), Media (90%)

Insight controintuitivi:

- Mondo Sanità (91%) meno attendibile dell’Organismo governativo (99%)

- Satira – tasso attendibilità 80% vs Politici – tasso attendibilità 56%. La satira sente la responsabilità di un ruolo importante e si impegna a diffondere notizie attendibili anche più della classe politica

· Mondo dell’Istruzione – tasso attendibilità non molto alto che si attesta a 60%

· Media – elevato tasso attendibilità 90%. La redazione conferma affidabilità, autorevolezza e controllo/verifica delle news.

· Imprenditori – tasso di attendibilità diminuisce nel corso dei mesi (da 64% a 57%), evidenza inaspettata da chi dovrebbe supportare la ripartenza e quindi puntare sui vaccini.

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