lunedì 12 marzo 2018

IL VAR, LO STRUMENTO CHE HA CAMBIATO IL CALCIO: NUMERO E POSSIBILI MIGLIORAMENTI

Settimana dopo settimana, il VAR è entrato sempre di più nelle case degli amanti del calcio allo stesso modo del pallone o dei calciatori. La rivoluzione tecnologica voluta dalla FIGC ha portato quella che era stata richiesta da molti durante gli scorsi decenni: la moviola in campo. E ora, che finalmente è realtà, si stanno vedendo i primi frutti, anche se non mancano mai le polemiche e i contrari.

VAR

Il primo anno di VAR ha già fatto registrare, nonostante la fase sia prettamente sperimentale, numeri importanti. Al giro di boa del campionato in questioni, in un incontro tra arbitri, dirigenti e addetti ai lavori sono state riportate le statistiche riguardanti l’uso primordiale di Video Assistance Referee
I risultati sono importanti, visto che le verifiche effettuate, sono state ben 1078, con una percentuale di errore soltanto dell’1%. Anche i dati in merito alle correzioni danno ragione alla tecnologia: sessanta decisioni cambiate, di cui 11 errate. E in valore assoluto? Beh, basti pensare che negli anni passati la percentuale di errore si era assestata al 5,6%, mentre nella stagione in corso gli errori sono circa 5 volte meno, come specificato in precedenza, cioè 0,28 a partita. Qualcuno, inoltre, aveva contestato la naturalezza del gioco: con la tecnologia si sarebbe giocato di meno. Anche il mito in questione è stato sfatato, visto che in Serie A ora si gioca di più di circa 40 secondi, in media.
E in ultimo, il gioco è migliorato dal punto di vista disciplinare: riduzione drastica delle simulazioni (-23%), e addirittura zero cartellini gialli per proteste.

VAR

Perché qualcuno contesta ancora il VAR? Secondo Luca Marelli, intervistato in esclusiva da Sports Bwin, questo deriva soltanto da una percentuale minoritaria di tifosi e addetti ai lavori che lo fanno per partito preso. L’ex arbitro è solito commentare gli episodi sui social ed ha riscosso un grandissimo successo per via delle sue analisi molto dettagliate e argomentate. “L’impatto sul campionato” - il suo pensiero - “è senza dubbio di enorme positività”. Tutto questo per vari fattori: in primis per il numero di errori drasticamente minore, ma anche per la non presenza di proteste all’interno del rettangolo di gioco e di prova tv, a questo punto resa praticamente inutile dal check dell’arbitro dedicato al VAR. 

VAR

A questo punto, Marelli ha anche risposto a una domanda riguardante il miglioramento del VAR. Dopo aver spiegato che ci si trova solo in una fase di sperimentazione, il che fa pensare che la tecnologia possa essere migliorata e arrivare nelle prossime annate alla perfezione, secondo Marelli l’aspetto da affinare è quello che riguarda il concetto di chiaro errore. “L’espressione potrebbe apparire ben catalogata, ma nella realtà, può significare tutto e niente. A mio parere, la scelta dovrebbe ricorrere su una dizione più corretta di “possibile errore” – afferma Marelli. In questo modo sarebbe possibile dare un controllo effettivo all’arbitro centrale, che in questo momento è troppo vincolato alla chiamata del VAR, la quale arriva, appunto, solo in presenza di un chiaro errore. 

Possiamo, insomma, trovare qualche aspetto da migliorare ma sarebbe incredibile in contrario, visto che la tecnologia applicata al calcio è appena nata. Per ora bisogna godere degli aspetti positivi e capire che il VAR è una rivoluzione positiva a tutti gli effetti e che tutti gli appassionati di sport dovrebbero esserne contenti.

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