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NEUROPSICOLOGIA A GRAVITÀ ZERO

Evento​ realizzato​ ​in​ ​occasione​ ​della Settimana​ ​Mondiale​ ​del​ ​Cervello​, ​in​ ​collaborazione​ ​con Hafricah.NET,​ ​partner​ ​ufficiale​​ ​Brain​ ​Awareness​ ​Week.





La rappresentazione spaziale e corporea nascono dall’integrazione multisensoriale: le informazioni visive, uditive, tattili, olfattive e propriocettive sono molteplici e colpiscono i nostri sensi contemporaneamente, ma devono essere integrate in una rappresentazione unitaria per fare in modo che abbiamo la consapevolezza di un corpo -il nostro- che si muove in uno spazio – quello generato dai nostri sensi.

Le neuroscienze cognitive hanno studiato in modo approfondito i meccanismi di integrazione multisensoriale per cercare di capire come il cervello riesca ad unificare in una rappresentazione unitaria la molteplicità delle informazioni sensoriali. Tuttavia esiste un tipo di input poco studiato, anche se di importanza enorme: l’input gravitazionale, ossia l’impatto della forza di gravità sul modo in cui rappresentiamo il nostro corpo nello spazio. 

Il gruppo di ricerca SaMBA del dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, in una recente ricerca finanziata dall’ESA (European Space Agency) ha studiato in che modo l’assenza di peso, o il suo aumento, durante un volo parabolico alteri la rappresentazione corporea mentre il soggetto sperimenta una illusione visuo-tattile chiamata ‘illusione della mano di gomma. In un secondo esperimento, invece, ha indagato che effetto ha sulla rappresentazione visiva l’esperienza di alleggerimento del peso corporeo durante l’immersione in acqua. I risultati di entrambi gli esperimenti suggeriscono che l’informazione gravitazionale e propriocettiva, se alterate, producono un cambiamento della rappresentazione corporea e spaziale.



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