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ULTIMA CHIAMATA PER PHOENIX


Ha perso la sua ultima possibilità di chiamare casa il Phoenix, la sonda automatica sviluppata dalla NASA per l'esplorazione del pianeta Marte (qui su wikipedia). Chiamata ripetutamente la scorsa settimana non ha dato segni di vita.

La sonda, che dal 2008 non dava più segnali, divenne famosa per le foto con le tracce di acqua trovate pochi centimetri sotto il suolo marziano, da lei scavato.

Una nuova immagine trasmessa dal NASA Mars Reconnaissance Orbiter mostra segni di gravi danni dovuti al ghiaccio sui pannelli solari.

Sopra, due immagini del Mars Phoenix Lander tratto da orbita marziana nel 2008 e 2010.

L'immagine mostra come nel 2008 la sonda presentasse macchie blu sui due lati corrispondenti a pannelli solari puliti. Nel 2010 gli scienziati osservano un'ombra scura che potrebbe appartenere al corpo orientale e al pannello solare, ma privo del riflesso del pannello solare rivolto a occidente.

La sonda Phoenix, nonostante tutto, ha comunque superato il ciclo di vita previsto per la sua missione e anche se il suo lavoro è al termine, l'analisi delle informazioni ricavate continuerà ancora per molto tempo.

Qui sotto come si presentava il pannello solare in condizioni ottimali.


(NASA / JPL-Caltech / Università di Arizona)

Fonte:

Video



ULTIMA ORA

Il post di Marco Cagnotti è da visionare!

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2 commenti

Anonimo ha detto...

Danni per il ghiaccio SULLA sonda?, ma l'acqua non era stata trovata a pochi centimetri SOTTO la superficie? oppure c'è un atmosfera che solidifica...?

Redazione ha detto...

Certamente, lei ha ragione. Parlando di acqua è vero. E' stata trovata pochi centimetri sotto la superficie perché le condizioni di pressione e temperatura non permettono all'acqua in forma liquida di essere presente sulla superficie.

Il ghiaccio che però ha danneggiato presumibilmente la sonda non è ghiaccio di acqua ma ghiaccio secco (o di anidride carbonica).

Durante l'inverno l'abbassamento della temperatura provoca infatti il condensamento del 25-30% dell'atmosfera che forma spessi strati di ghiaccio secco.

Con l'estate il ghiaccio sublima causando grandi sbalzi di pressione e conseguenti tempeste con venti che raggiungono i 400 km/h.