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mercoledì 9 settembre 2009

HANNO UN SENSO I PROGRAMMI DI RIENTRO DEI CERVELLI IN ITALIA?


Un post di Sergio Nava, giornalista a Radio 24 ed esperto delle politiche dell'Unione Europea, affronta l'ormai preoccupante problema del programma di Rientro dei Cervelli in Italia.

Ecco quello che il giornalista scrive oggi sul portale di social network professionale LinkedIn "Italiani nel mondo":

"Il pomposo programma di Rientro dei Cervelli ha fatto l'ennesimo buco nell'acqua: su 120 domande (poche, per la verità) inviate da ricercatori disposti a rientrare nel Belpaese, solo 24 sono state accettate. Il budget a disposizione era infatti di soli 3 milioni e mezzo di euro. Per farli tornare tutti ne sarebbero serviti ben 22, di milioni. Intanto il Ministro dell'Istruzione Gelmini annuncia in pompa magna il varo di 30 borse di studio da 200mila euro l'una (sei milioni di euro in tutto) per giovani ricercatori italiani di rientro o giovani talenti stranieri desiderosi di venire in Italia. Ma anziché varare iniziative scoordinate e a pioggia, non sarebbe meglio curarne una sola? E bene? Ma soprattutto, pensate che questi programmi abbiano un senso?"

La riflessione prosegue sul suo blog "La fuga dei Talenti" dove nel post dal titolo "Champagne", tra l'altro scrive:

"Ma questo è veramente un Paese assurdo. Capace di far rischiare lo sfratto all’istituto di ricerca sul cervello Ebri (fortemente voluto da Rita Levi Montalcini), e poi - come se nulla fosse - annunciare pochi giorni dopo il varo di trenta borse di studio da 200mila euro l’una per far tornare i cervelli (o attrarre ricercatori di chiara fama). Indovinate come il Ministro dell’Istruzione Gelmini ha voluto chiamare il progetto? Ovviamente “Progetto Levi Montalcini”. Perchè questo Paese con una mano quasi ti sfratta, mentre con l’altra ti dedica premi, targhe, vie, strade, piazze. Il problema, Ministro, è anche strutturale: quando questi 200mila euro finiranno, che succederà? Li rispediamo indietro, i “cervelli”?"



Oggi su Tuttoscienze (inserto scientifico de La Stampa) un editoriale di Lamberto Maffei (Accademico dei Lincei) dal titolo "Povero Ebri  abbandonato  a se stesso"

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