martedì 27 dicembre 2016

NEL 2017 ATTENTI AGLI OGGETTI CHE COLLEGHERETE ALLA VOSTRA RETE INTERNET

Avete ricevuto in regalo un giocattolo o un oggetto che si collega tramite wi-fi alla vostra rete domestica? Allora attenti: il 2017 sarà l'anno delle violazioni sulla sicurezza dei dispositivi Internet of Things, grazie ai quali si sta realizzando la prospettiva di un mondo interconnesso tramite stampanti, smart TV, ma anche termostati, webcam, semafori, centrali elettriche, etc. Violando questi dispositivi – spesso protetti da semplici password predefinite – i cracker hanno facile accesso alle reti hardware e software nei pubblici uffici, nelle fabbriche e in altre infrastrutture potenzialmente sensibili».



La tecnica rimarrà quella del “riscatto”. Ma se negli scorsi mesi agli utenti veniva richiesta una cifra in bitcoin per farsi sbloccare l’hard disk del Pc, in futuro sarà sempre più frequente che al centro di questi tentativi di estorsione finiscano i sensori e i sistemi dell’Internet delle cose, con attacchi mirati sia alle aziende sia ai privati cittadini. È quanto emerge da “Tendenze 2017: sicurezza a rischio riscatto”, il report con le previsioni annuali sulla sicurezza informatica pubblicato da Eset, società specializzata nella produzione di software per la sicurezza digitale.

Sicurezza a rischio riscatto già nel 2016, in Italia la minaccia da ransomware ha raggiunto nell’ultimo anno  il 40% di infezioni con Nemucod e il 35% con ScriptAttachment


ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, ha pubblicato un rapporto con le previsioni annuali sulla sicurezza per il 2017 intitolato - Tendenze 2017: sicurezza a rischio riscatto. Il rapporto presenta temi chiave sulla sicurezza informatica sia per le aziende sia per gli utenti privati, introducendo le nuove minacce che prenderanno forma nel 2017. Sulla base delle informazioni raccolte dai laboratori di ricerca ESET di tutto il mondo, il rapporto indica una nuova tendenza all’orizzonte: il Ransomware delle cose o Rot, ovvero la possibilità che i criminali informatici violino i dispositivi, in particolare quelli delle reti domestiche, chiedendo il pagamento di un riscatto per permettere agli utenti di tornare a prenderne il controllo. D’altra parte gli esperti di ESET, già a novembre 2016, avevano diffuso dati preoccupanti sulla sicurezza dei router domestici: il 15% di questi dispositivi utilizzano infatti password deboli e nella maggior parte dei casi il classico “admin” come nome utente, mentre il 7% dei router presenta delle vulnerabilità software di alta o media gravità. 


Il bilancio di ESET per il 2016


È fuori dubbio che il 2016 sia stato l’anno del ransomware, in cui questo tipo di malware si è affermato come seria minaccia sia per gli utenti privati che per le aziende e le organizzazioni, che sempre più spesso sono cadute vittima dei cybercriminali che chiedono un riscatto per liberare i dati informatici. L’Italia ne è un chiaro esempio, considerato che Nemucod e ScriptAttachment, che veicolano tra gli altri malware proprio i ransomware, hanno registrato durante il 2016 una escalation di infezioni, che ha sfiorato il 40% a Marzo per Nemucod e il 35% a Dicembre per ScriptAttachment.

Ma il 2016 è stato anche l’anno dei trojan bancari, costantemente rilevati dalla telemetria di ESET, insieme ai grayware, che comprendono una vasta categoria di software di per sé legittima il cui intento non è esattamente o inequivocabilmente pericoloso - come succede per altri tipi di malware come virus o trojan – ma che potrebbe installare ulteriori software non desiderati, cambiare il comportamento del dispositivo o effettuare delle attività non approvate o non richieste dall'utente.


Il buon proposito per il 2017

Per gli esperti di ESET non ci sono dubbi: per non cadere nella trappola dei criminali informatici sarà necessario nel 2017 documentarsi costantemente sui nuovi tipi di minacce, navigare online con prudenza e dotare i propri dispositivi fissi e mobili di un adeguato software di sicurezza informatica.


Ulteriori informazioni sull’argomento sono disponibili sul blog di ESET al seguente link.



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