sabato 28 settembre 2013

GRAVITÀ ZERO ALLA NOTTE DEI RICERCATORI

Torino, 27/9/2013, Notte dei ricercatori. Conduttività,
magnetite e densità
Oggi, a Torino, una parte della redazione di Gravità Zero ha trascorso il pomeriggio curiosando scientificamente fra gli stand della Notte dei ricercatori.

Fra tutte le cose interessanti viste, ecco alcune tra quelle che mi hanno colpito maggiormente, sperando di soddisfare adeguatamente la curiosità dei lettori.

Nella foto a sinistra si possono osservare alcuni utili esperimenti per comprendere le proprietà dei minerali. Innanzitutto la conduttività: tramite un circuito dotato di un segnale sonoro (che si attivava quando il circuito era chiuso) si poteva provare quali minerali fossero conduttori (più o meno buoni) e quali isolanti. Attraverso il rame la corrente fluiva immediatamente, tanto che il segnale sonoro si attivava subito. Meno buoni come conduttori sono risultati l'argento e il piombo.


Nel secondo esperimento occorreva rovistare con una specie di forchetta di ferro all'interno di una ciotola piena di terra e pezzi di magnetite. Dopo pochi minuti si poteva estrarre la forchetta: la sua forma era completamente cambiata in quanto aveva attratto tanti pezzi di magnetite.

Il terzo esperimento, infine, consisteva in una prova di galleggiamento, basata sulla densità del minerale immerso in un bicchiere d'acqua. La pietra pomice galleggiava, mentre il quarzo affondava.

Torino, 27/9/2013, Notte dei ricercatori. La macchina che
produce fili di zucchero sottilissimi
In un altro stand  una macchina molto particolare. Era dotata di un imbuto (si veda foto a destra) in cui si versavano involtini di zucchero.

Lo zucchero veniva fuso a causa del calore emanato da due lampade. Dall'imbuto si vedeva un filo sottilissimo di zucchero che fluiva e veniva arrotolato su un nastro.

Lo scopo era simulare la produzione di fili di vetro per i cavi in fibra ottica, che consentono di trasmettere segnali - ad esempio - sotto gli oceani, percorrendo migliaia di chilometri (con un'efficienza che dipende anche dall'appettito degli squali, che - come è noto - quando sono attratti da qualche strana forma, provano a sbranarla per "fare conoscenza"....).

Ho provato a toccare un cavo di vetro (rivestito di plastica) dello spessore di 30 micron, cioè sottile come un capello. Che strana sensazione! Pur essendo vetro, a causa del limitato spessore e del rivestimento in plastica, non era facile romperlo.....

Torino, 27/9/2013, Notte dei ricercatori. Luigina Pugno e il
piccolo Rossano osservano al microscopio uno
striscio di sangue

Come appaiono al microscopio i globuli del sangue? In uno stand c'era la possibilità di osservarli al microscopio (foto a sinistra).
Innanzitutto i "globuli" non erano così lisci e regolari come appaiono talvolta sui libri di scuola. Quelli rossi apparivano in realtà di color ciclamino, mentre quelli bianchi erano decisamente grigi!!!

In quello stand ho tralaltro appreso delle cose molto interessanti: si stanno studiando nuove terapie antitumorali che istruiscono il sistema immunitario a combattere contro le cellule tumorali, quindi funzionano come un vaccino. La differenza è che il "vaccino" viene iniettato a persone già malate (in realtà mi è stato detto che può essere iniettato anche a persone sane che intendono prevenire l'insorgenza di un ampio spettro di tumori. Quindi può funzionare come un vero e proprio vaccino). Il nostro sistema immunitario (senza aiuti) spesso fallisce nell'attacco alle cellule tumorali perchè non riesce ad identificarle; insomma il tumore si nasconde e opera praticamente indisturbato. Ma se si riesce (tramite un vaccino) ad apporre sulle cellule tumorali degli antigeni ben evidenti, essi funzioneranno come degli evidenziatori che renderanno immediatamente visibili i nostri aggressori. A quel punto il nostro esercito dispiegherà tutte le sue
Torino, 27/9/2013, Notte dei ricercatori. Il piccolo Rossano
prepara la sua prima supposta
forze, e sarà una battaglia senza esclusione di colpi!

Infine, ho trovato uno stand in cui si spiegava che non è poi così difficile preparare farmaci e costa poco. L'obiettivo è fare in modo che i Paesi poveri diventino autonomi (a costi bassi) nella produzione di medicine.

Così Rossano si è divertito a preparare la sua prima supposta (e alla fine ha voluto portarsela via!). Nella foto a destra si vede che è sufficiente inserire in una sorta di imbuto l'eccipiente e il principio attivo. Si accende "il fornelletto" e si assiste allo scioglimento del composto, mescolando adeguatamente. Infine si raccoglie il risultato (liquido) e lo si cola nello stampo della supposta. Basta qualche minuto affinchè si raffreddi: poi è sufficiente aprire lo stampo e prendere la supposta.

Ultimissima nota: sono stato intervistato da un giornalista de "La Stampa". Credo che leggerò l'edizione di domattina (sabato 28/9/13). Ecco l'articolo !!!




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