Governi di sinistra e innovazione ambientale: uno studio internazionale mette in discussione un luogo comune
Quando si parla di ambiente, molti tendono ad associare automaticamente i governi di sinistra a una maggiore attenzione verso la sostenibilità e le politiche verdi. Ma questa sensibilità si traduce davvero in una maggiore innovazione tecnologica?
Secondo uno studio scientifico pubblicato nel 2024 sulla rivista Economic Change and Restructuring, la risposta potrebbe essere meno scontata del previsto. Analizzando venti democrazie dell'OCSE tra il 2010 e il 2018, gli autori hanno osservato che i governi orientati a sinistra sono associati, in media, a un numero inferiore di brevetti nelle tecnologie ambientali rispetto ai governi orientati a destra.
Che cosa hanno analizzato i ricercatori?
Lo studio, realizzato dagli economisti Vincent Tawiah (Dublin City University) e Abdulrasheed Zakari (University of Wollongong), ha preso in esame 20 Paesi OCSE caratterizzati da sistemi democratici multipartitici.
Per misurare l'innovazione ambientale gli autori hanno utilizzato il numero di brevetti relativi alle tecnologie verdi, basandosi sui dati dell'OCSE. Questo indicatore comprende invenzioni nei settori della:
- gestione ambientale;
- contrasto ai cambiamenti climatici;
- economia sostenibile degli oceani.
I dati sui brevetti sono considerati uno degli indicatori più utilizzati nella ricerca economica per valutare la capacità innovativa di un Paese, pur non rappresentando l'intera attività di ricerca e sviluppo.
Il risultato principale
L'analisi mostra una correlazione negativa tra governi orientati a sinistra e numero di brevetti nelle tecnologie ambientali.
In altre parole, nel campione studiato, i Paesi governati da coalizioni di sinistra hanno registrato, mediamente, livelli inferiori di innovazione verde rispetto ai Paesi governati da esecutivi di centrodestra o destra. Il risultato rimane stabile anche utilizzando differenti modelli statistici e misure alternative dell'innovazione.
Perché potrebbe accadere?
Gli autori avanzano alcune ipotesi teoriche, che non vanno confuse con dimostrazioni definitive.
Secondo la loro interpretazione, i governi di sinistra tenderebbero a privilegiare politiche con benefici immediati, come:
- tutela dell'occupazione;
- welfare;
- trasferimenti sociali;
- protezione dei lavoratori.
Gli investimenti nell'innovazione tecnologica, invece, producono risultati spesso solo dopo molti anni e comportano rischi elevati.
Inoltre, l'innovazione tecnologica può aumentare l'automazione e ridurre la domanda di lavoro in alcuni settori. Gli autori ipotizzano che governi maggiormente sensibili alla tutela dell'occupazione possano essere meno inclini a incentivare innovazioni radicali che, almeno nel breve periodo, potrebbero avere effetti occupazionali indesiderati. Si tratta però di una spiegazione proposta dagli autori e non di una conclusione dimostrata direttamente dai dati.
Il ruolo del settore privato
Lo studio sottolinea anche che la maggior parte delle innovazioni ambientali nasce nelle imprese.
Secondo gli autori, governi orientati verso il libero mercato tenderebbero più facilmente a utilizzare strumenti come:
- incentivi fiscali;
- crediti d'imposta;
- sostegno agli investimenti privati;
- politiche favorevoli all'attività imprenditoriale.
Questi strumenti potrebbero favorire un numero maggiore di brevetti rispetto a modelli maggiormente orientati all'intervento pubblico diretto. Anche questa è un'interpretazione teorica coerente con la letteratura economica citata dagli autori, ma non costituisce una prova che tali politiche siano la causa diretta della differenza osservata.
Ambiente e innovazione non sono la stessa cosa
Uno degli aspetti più importanti dello studio riguarda proprio questa distinzione.
Gli autori non sostengono che i governi di sinistra siano meno attenti all'ambiente.
Al contrario, ricordano che numerosi lavori precedenti mostrano come i partiti progressisti adottino frequentemente politiche ambientali più rigorose.
Il loro risultato riguarda esclusivamente l'innovazione tecnologica verde, misurata attraverso i brevetti, e suggerisce che una maggiore attenzione normativa o regolatoria non si traduce automaticamente in una maggiore produzione di nuove tecnologie ambientali.
Alcune cautele
Come ogni ricerca economica comparativa, anche questa presenta alcuni limiti.
Il campione comprende soltanto 20 Paesi e un periodo relativamente breve (2010-2018). Inoltre, il numero di brevetti rappresenta soltanto una parte dell'innovazione: non misura, ad esempio, la qualità delle invenzioni, la loro diffusione sul mercato o gli investimenti pubblici nella ricerca.
Infine, lo studio individua un'associazione statistica coerente e robusta secondo i modelli utilizzati, ma ciò non significa che il colore politico sia l'unico fattore che determina la capacità innovativa di un Paese. Variabili come struttura industriale, livello di sviluppo economico, investimenti privati, università e sistema fiscale continuano a svolgere un ruolo fondamentale.
Il lavoro pubblicato nel 2024 offre uno spunto interessante perché mette in discussione un'associazione spesso data per scontata nel dibattito pubblico: quella tra governi progressisti e maggiore innovazione ambientale.
Secondo i dati analizzati, nei venti Paesi OCSE esaminati i governi orientati a sinistra risultano associati a un numero inferiore di brevetti nelle tecnologie verdi rispetto ai governi orientati a destra. Gli autori interpretano questo risultato alla luce di differenti priorità di politica economica, ma sottolineano implicitamente che il tema richiede ulteriori ricerche.
Più che una sentenza definitiva, lo studio rappresenta un invito a distinguere tra politiche ambientali, investimenti nell'innovazione e risultati tecnologici, tre dimensioni che non sempre procedono nella stessa direzione.
Fonti
- Tawiah, V., & Zakari, A. (2024). Government political ideology and green innovation: evidence from OECD countries. Economic Change and Restructuring. https://doi.org/10.1007/s10644-024-09712-y
- Articolo Springer (Open Access): https://link.springer.com/article/10.1007/s10644-024-09712-y
- OECD – Measuring environmental innovation using patent data (Haščič & Migotto, 2015): https://www.oecd.org/en/publications/measuring-environmental-innovation-using-patent-data_5js009kf48xw-en.html
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