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Quando Scotty sbarcò in Normandia: il D-Day dimenticato della Star Trek Enterprise

 

Per milioni di persone è sempre stato semplicemente Scotty, l'ingegnere della USS Enterprise che cercava miracoli dai motori a curvatura mentre ripeteva la celebre frase: «Sto dando tutto quello che può dare, Capitano!».


James Doohan nei panni di Montgomery Scott


Ma molto prima di diventare uno dei volti più amati di Star Trek, James Doohan aveva già vissuto un'avventura infinitamente più pericolosa di qualsiasi missione spaziale.


Il 6 giugno 1944, durante il D-Day, il giovane tenente canadese James Doohan sbarcò infatti sulle spiagge della Normandia insieme alle truppe alleate impegnate nell'Operazione Overlord. Non era un attore. Non era una celebrità. Era un ufficiale della 3ª Divisione di Fanteria Canadese che partecipava a una delle operazioni militari più importanti della storia.


Doohan arrivò a Juno Beach, il settore assegnato alle forze canadesi. Quella mattina migliaia di soldati affrontarono mitragliatrici, artiglieria e campi minati per aprire la strada alla liberazione dell'Europa occupata dal nazismo.


La sua guerra, però, non finì con lo sbarco.


Dopo aver superato la spiaggia e aver contribuito alle operazioni nell'entroterra, venne colpito da sei proiettili durante un episodio di fuoco amico. Quattro colpi lo raggiunsero alla gamba, uno gli attraversò la mano e un altro lo colpì al petto. Fu salvato da un portasigarette d'argento che fermò il proiettile diretto al cuore. Il colpo alla mano gli costò invece l'amputazione di un dito.






Per tutta la carriera televisiva cercò di nascondere quella ferita davanti alle telecamere. Pochi spettatori si accorsero che il celebre ingegnere scozzese della fantascienza portava sul proprio corpo i segni reali della Seconda guerra mondiale.


È una storia che merita di essere ricordata perché racconta qualcosa che spesso dimentichiamo quando celebriamo il D-Day. Dietro le grandi fotografie in bianco e nero e dietro i numeri impressionanti dello sbarco ci furono persone reali, giovani uomini che affrontarono una probabilità concreta di non tornare a casa.

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Alcuni di loro, dopo la guerra, divennero attori, scrittori, artisti o scienziati. James Doohan diventò una leggenda della fantascienza. Ma prima di aiutare l'Enterprise a salvare la galassia, contribuì a salvare l'Europa.


Ogni 6 giugno ricordiamo giustamente i comandanti, le strategie e le grandi battaglie. Forse dovremmo ricordare anche storie come questa: quella di un ragazzo canadese che sbarcò a Juno Beach sotto il fuoco nemico e che, vent'anni dopo, sarebbe entrato nell'immaginario collettivo come Scotty.


Perché a volte gli eroi della fantascienza erano già stati eroi nella realtà.


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