Header Ads

Regione Piemonte: “Board Inclusion Panel: from Education to CdA” un confronto su leadership femminile, governance e accesso ai CdA

venerdi 27 febbraio 2026

A Torino confronto su leadership femminile, governance e accesso ai Consigli di Amministrazione



Torino si prepara ad accogliere un importante momento di riflessione sul futuro della governance aziendale e sul ruolo crescente della leadership femminile nei processi decisionali. Giovedì 5 marzo 2026, alle ore 16:00, presso il Palazzo della Regione Piemonte – Sala Trasparenza, si terrà il Board Inclusion Panel – From Education to CdA, iniziativa promossa da Federmanager Torino in collaborazione con la Consigliera di Parità della Regione Piemonte e con il supporto di Federmanager Minerva Nazionale.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto dedicato ai temi della Diversity & Inclusion, alle competenze richieste nei ruoli apicali e alle prospettive di accesso ai Consigli di Amministrazione, con un focus specifico sulla valorizzazione del talento femminile e sull’equilibrio di genere nella governance.





L’evento si inserisce nell’ambito del progetto Federmanager Torino Board Inclusion Piemonte e del percorso formativo nazionale di rete Women On Board (WOB), iniziative finalizzate a promuovere una governance più inclusiva e a sostenere concretamente la presenza delle donne nei CdA.

Ad aprire i lavori sarà Valeria Volpi, Consiglio Direttivo Federmanager Torino e Coordinamento Federmanager Minerva Nazionale. Seguiranno i saluti istituzionali, anche da remoto, di Donato Amoroso (Presidente Federmanager Torino), Maria De Renzis (Coordinatrice Federmanager Minerva Nazionale) e Filomena D’Antini (Consigliera Nazionale di Parità).

Il panel vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo manageriale, imprenditoriale e accademico:

  • Sara Cirone, Coordinatrice nazionale Women On Board, presenterà il progetto WOB e i risultati conseguiti in Piemonte;
  • Rosa Giovetti, Coordinatrice territoriale Federmanager Minerva Torino, interverrà sul tema dell’inclusione e dell’equilibrio di genere nei CdA;
  • Marco Piccolo, CEO Reynaldi Srl SB e Presidente della Commissione ESG di Confindustria Piemonte, illustrerà le iniziative a sostegno delle donne nei CdA nell’ambito dell’Unione Industriali di Torino;
  • Valeria Panini, Presidente AIDDA ETS Delegazione Piemonte e Valle d’Aosta, approfondirà il valore strategico della leadership femminile per l’impresa;
  • Prof. Avv. Eva R. Desana (Dipartimento di Giurisprudenza e CIRSDe) offrirà un punto di vista accademico sulla Direttiva WOB e sul Protocollo “NO Women NO Board”;
  • Lorena Gurra, TO_gether ON BOARD e short list Women On Board 2025, interverrà sul tema delle competenze e della visibilità come leve concrete per le pari opportunità;
  • Marina Chiarelli, Assessore regionale alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili presso Regione Piemonte.

Le conclusioni saranno affidate a Chiara Cerrato, Consigliera di Parità della Regione Piemonte.

L’incontro si concluderà alle ore 18:00 con un aperitivo di networking, occasione di dialogo e scambio tra istituzioni, imprese e professionisti.


Per informazioni:
tel. +39 3939066586 | +39 3294592139


UNA RIFLESSIONE DALLA REDAZIONE 

Parlare di leadership femminile, governance e accesso ai Consigli di Amministrazione non è “solo” un tema di pari opportunità. È un tema di qualità delle decisioni, di tenuta delle organizzazioni nel tempo e, in ultima analisi, di competitività. I CdA sono uno dei luoghi in cui si decide come un’impresa interpreta il rischio, investe, innova, costruisce reputazione e relazioni con il territorio. Se quel luogo resta poco permeabile alla pluralità di competenze e di esperienze, l’impresa si priva di una parte importante del proprio capitale umano e culturale.

La questione di genere, qui, è un indicatore molto concreto di quanto un sistema sia capace di riconoscere e far emergere il merito. Quando le donne restano sottorappresentate nei ruoli apicali, raramente è perché “mancano le competenze”: più spesso si sommano barriere meno visibili, come reti professionali chiuse, criteri di selezione informali, modelli di leadership costruiti su un’idea unica di carriera, tempi e linguaggi che penalizzano chi non rientra nello standard storico del decisore. Per questo, lavorare sull’accesso ai CdA significa lavorare sul funzionamento stesso delle regole del gioco.

C’è poi un aspetto di governance che va oltre il tema della rappresentanza. La complessità dei mercati, la pressione regolatoria (anche su ESG e sostenibilità), la gestione delle crisi e la trasformazione tecnologica richiedono oggi CdA capaci di leggere la realtà da più angolazioni. La diversità, quando è reale e non cosmetica, non è un “ornamento etico”: è un meccanismo che può ridurre l’auto-referenzialità, aumentare la qualità del confronto, far emergere rischi che altrimenti resterebbero sotto traccia. In un mondo dove l’errore di governance costa caro (in reputazione, in attrattività verso talenti e investitori, in resilienza), avere tavoli decisionali più equilibrati è una scelta razionale prima ancora che valoriale.

In questo senso, un convegno come il Board Inclusion Panel – From Education to CdA ha un’importanza particolare perché mette insieme tre livelli che spesso restano separati: cultura, competenze e accesso. La cultura riguarda la visione: perché serve una governance inclusiva e quali effetti produce. Le competenze riguardano la preparazione: cosa significa “essere pronti” per un CdA oggi, quali linguaggi servono, quali strumenti, quali responsabilità. L’accesso riguarda la realtà dei percorsi: come si passa davvero dalla formazione alla nomina, quali reti contano, come si costruisce visibilità, quali meccanismi si possono rendere più trasparenti. Tenere insieme questi tre livelli è l’unico modo per evitare che l’inclusione resti uno slogan.

Conta anche il fatto che questo confronto avvenga in un contesto istituzionale forte (Regione Piemonte) e con una regia che unisce mondo manageriale, imprenditoriale e accademico. È un segnale: non si sta parlando di un problema “di categoria”, ma di un interesse pubblico e di sistema. Quando entrano in dialogo associazioni manageriali, reti come Women On Board, rappresentanti dell’industria e figure istituzionali legate alle pari opportunità, si crea un terreno in cui le soluzioni possono diventare operative: protocolli, percorsi, criteri di selezione più chiari, impegni misurabili.

Un altro elemento decisivo è il passaggio dalla teoria alla pratica. Parlare di “talento femminile” non basta se poi non si lavorano le leve concrete: come si riconoscono competenze trasferibili, come si valorizzano esperienze manageriali non lineari, come si costruiscono shortlist ampie e realmente inclusive, come si superano le cooptazioni ripetitive. Il focus su competenze e visibilità è cruciale perché rende l’inclusione verificabile: non si chiede una corsia preferenziale, ma un sistema che sappia vedere e selezionare meglio.

Infine, c’è un valore spesso sottovalutato: il networking. L’aperitivo conclusivo non è un dettaglio mondano; è parte del “motore” con cui si costruisce accesso. Molte nomine nei CdA avvengono dentro relazioni fiduciarie e reti professionali. Aprire quelle reti, renderle più porose, mettere in contatto persone, esperienze e opportunità significa incidere sul punto in cui, di fatto, si decide chi siede al tavolo.

In sintesi, questi temi sono importanti perché riguardano la capacità delle organizzazioni di decidere meglio, reggere meglio, innovare meglio. E il convegno è importante perché prova a fare una cosa rara: trasformare un principio condivisibile (più equilibrio di genere) in un percorso concreto (formazione, criteri, strumenti, reti) capace di cambiare davvero la composizione dei luoghi dove si governa. In un’epoca in cui le imprese sono chiamate a rispondere a pressioni enormi, non è solo “giusto” includere: è anche, molto banalmente, intelligente.







Nessun commento