Bussoleno, Gianni Oliva e la storia che divide: "La prima guerra civile"
di Claudio Pasqua
Grande partecipazione e forte interesse culturale hanno caratterizzato la serata di Bussoleno dedicata alla presentazione dell’ultimo libro dello storico Gianni Oliva, La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l’Unità d’Italia (Mondadori).
L’incontro, svoltosi oggi presso la Sala Consiliare del Comune di Bussoleno, ha registrato una significativa partecipazione di pubblico e la presenza delle istituzioni locali. Sono intervenuti il Sindaco di Bussoleno, Antonella Zoggia, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale sottolineando l’importanza di iniziative culturali capaci di stimolare il dibattito storico e civile, e Giovanni Firera, Presidente dell’Associazione Culturale Vitaliano Brancati, che ha moderato l’incontro guidando il dialogo con l’autore e favorendo il confronto con il pubblico.
La serata si inserisce nella rassegna letteraria “Viaggiando tra le pagine – Incontri con gli autori”, un ciclo di appuntamenti dedicati alla promozione della lettura e alla riflessione culturale sul territorio.
L’iniziativa rientra nel programma culturale promosso dall’Unione Montana Valle Susa, dal Sistema Bibliotecario Valsusa e dal Comune di Bussoleno, in collaborazione con l’Associazione Culturale Vitaliano Brancati e con ADI – Agenzia Digitale Italiana, realtà impegnate nella valorizzazione culturale e nella diffusione della conoscenza storica e letteraria.
| Gianni Oliva e Giovanni Firera |
L’iniziativa si è svolta in un clima di grande attenzione, con un pubblico numeroso e partecipe, segno di quanto il tema della memoria storica continui a suscitare interesse e interrogativi. La serata ha assunto fin da subito il carattere di una vera lezione di grande divulgazione storica, in cui Oliva ha ricostruito il lungo percorso che ha portato all’Unità d’Italia, soffermandosi soprattutto sulle contraddizioni e sulle tensioni sociali che ne accompagnarono la nascita.
La relazione di Gianni Oliva: una rilettura del Risorgimento
Durante l’incontro, Gianni Oliva ha spiegato che l’interpretazione del Risorgimento è cambiata nel tempo: negli anni Settanta del Novecento, anche sulla spinta culturale del Sessantotto, si cominciò a leggere l’unificazione italiana non solo come un processo guidato dalle élite politiche, ma anche come il risultato di rivolte popolari nate dalla richiesta di diritti negati.
Lo storico ha sottolineato come l’Unità d’Italia non sia stata soltanto un progetto politico, ma anche una necessità economica. Ha ricordato che, prima dell’unificazione, la penisola era frammentata in numerosi Stati, ciascuno con proprie frontiere, dazi e unità di misura, una situazione che impediva lo sviluppo di un’economia moderna. Oliva ha evidenziato che la creazione di un mercato unitario era indispensabile per favorire la crescita industriale e la formazione di una classe dirigente capace di guidare il nuovo Stato.
Nel suo intervento, Oliva ha inoltre spiegato che la nascita di un’economia industriale richiedeva non solo manodopera, ma soprattutto istruzione e formazione tecnica. Ha ricordato come, nella seconda metà dell’Ottocento, l’introduzione dell’obbligo scolastico rappresentò uno dei primi passi per costruire una società moderna, basata su competenze e professionalità.
Lo storico ha poi analizzato il ruolo della classe media, sottolineando che fu proprio questa borghesia emergente a sostenere il processo di unificazione. Tuttavia, secondo Oliva, questa classe sociale temeva una rivoluzione radicale e preferiva un processo guidato da una monarchia moderata, capace di garantire stabilità politica ed economica.
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione del Mezzogiorno. Oliva ha ricordato che, dopo l’Unità, il Sud visse una fase di forte tensione sociale, dovuta alla nascita di una nuova classe dirigente e alla trasformazione dei rapporti economici e sociali. Ha spiegato che la vendita delle terre demaniali e la fine di alcuni diritti tradizionali provocarono malcontento tra le popolazioni contadine, alimentando rivolte e conflitti.
Lo storico ha quindi descritto come queste tensioni sfociarono in episodi violenti e in una dura repressione da parte dello Stato unitario. Secondo Oliva, la contrapposizione tra ribelli e governo assunse le caratteristiche di una vera guerra interna, che coinvolse ampie zone del Mezzogiorno e impegnò per anni l’esercito italiano.
Infine, Oliva ha sottolineato che il Risorgimento non fu un processo lineare, ma un percorso complesso e contraddittorio, segnato da conflitti sociali, tensioni politiche e profonde divisioni territoriali.
Antonella Arianos, Consigliere alla Cultura, evidenzia come La prima guerra civile di Gianni Oliva costituisca un contributo particolarmente significativo per comprendere una fase complessa e spesso controversa della storia nazionale. Sottolinea inoltre che l’opera ha il merito di riportare al centro dell’attenzione pubblica le fratture interne che hanno segnato l’Italia, affrontandole con rigore storico ma attraverso uno stile narrativo chiaro e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico ampio.
Il libro: una tesi forte e controversa
Il saggio di Gianni Oliva propone una lettura innovativa: le rivolte meridionali successive al 1861 non sarebbero semplicemente episodi di brigantaggio, ma la prima vera guerra civile italiana. Secondo l’autore, il conflitto coinvolse ampie fasce della popolazione e mise a dura prova il neonato Stato unitario.
Il libro ricostruisce un contesto drammatico, in cui da una parte i ribelli ricorrevano a violenze brutali, mentre dall’altra lo Stato rispondeva con repressioni severe, rastrellamenti e fucilazioni. Questo scenario, secondo Oliva, evidenzia come il processo di unificazione sia stato più complesso e traumatico di quanto spesso raccontato nei manuali scolastici.
Sottolineo il valore dell’opera come strumento per comprendere le radici delle divisioni tra Nord e Sud, evidenziando come il conflitto postunitario abbia lasciato ferite ancora percepibili nella società italiana.
Una serata di storia e riflessione civile
La presentazione di Bussoleno si è rivelata molto più di un semplice incontro letterario. È stata una riflessione sulla memoria nazionale e sulle contraddizioni della nascita dello Stato italiano.
Gianni Oliva, con il suo stile chiaro e coinvolgente, ha guidato il pubblico attraverso un percorso storico complesso, mostrando come l’Italia unita sia nata non solo attraverso ideali e battaglie patriottiche, ma anche attraverso conflitti sociali, tensioni territoriali e violenze interne.
La serata si è conclusa con domande e interventi del pubblico, segno di un interesse vivo e di un tema che continua a interrogare il presente. L’impressione generale è stata quella di un incontro culturalmente ricco, capace di stimolare riflessioni profonde sulla storia italiana e sul significato dell’unità nazionale.
Il libro di Gianni Oliva si conferma così non solo come un saggio storico, ma come uno strumento per comprendere le radici delle divisioni italiane e per riflettere su una memoria collettiva ancora in costruzione.

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