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I ristoranti fanno fatica a trovare dipendenti: proviamo a capire il perché

 


Fino a prima della pandemia lavorare in un ristorante sembrava il sogno di centinaia di migliaia di persone, anche per l’effetto “Masterchef” e il boom dei programmi tv dedicati alla cucina. Adesso, però, qualcosa è cambiato: mentre le ricerche di personale continuano ad aumentare, molte di queste sono destinate a rimanere inevase, al punto che gli addetti ai lavori sono costretti a interrogarsi sulle origini del fenomeno. In poche parole, i cuochi sono sempre di meno, e così anche i camerieri: più in generale, va via via riducendosi il numero di coloro che hanno voglia e intenzione di lavorare nel campo dell’ospitalità.

I numeri

Per capirne di più può essere utile lasciare spazio ai numeri, che non mentono mai. In appena 14 mesi nel settore della ristorazione è stato bruciato un numero di posti di lavoro pari al doppio di quelli che erano stati creati nel periodo di tempo compreso fra il 2013 e il 2019. Ecco, quindi, che in questo campo si sente una sempre maggiore incertezza, confermato dal calo della quantità di attività nuove che sono state aperte nel corso dell’anno: circa la metà rispetto al periodo che ha preceduto la pandemia.

La domanda e l’offerta

Quella che si profila è una situazione di crisi che non riguarda unicamente l’offerta ma che in un certo senso coinvolge anche la domanda. In effetti, i consumi dei nostri connazionali sembrano essere divenuti meno ricercati, e la spesa alimentare per la casa copre meno del 20% di ciò che è stato perso con la chiusura momentanea dei ristoranti e dei bar. Lo scorso anno, quasi il 98% delle imprese ha dovuto fare i conti con una riduzione di fatturato: il che era facile da prevedere, in considerazione delle chiusure. In più del 60% dei casi, però, il calo del volume di affari fra il 2019 e il 2020 è stato di oltre il 50%.

La fine dell’emergenza sanitaria

E se è vero che la maggior parte degli imprenditori è pronta a scommettere sul rilancio del settore, è altrettanto vero che ciò potrà avvenire solamente nel momento in cui la situazione di emergenza sanitaria giungerà a conclusione. Gli addetti ai lavori si aspettano che anche il 2021 si concluda con una riduzione del fatturato. Fra i responsabili di grandi aziende della filiera, che comprende non solo la ristorazione ma anche la distribuzione e l’industria, due su tre sono convinti che la ripresa si potrà concretizzare solo a partire dal 2022, mentre in quasi il 30% dei casi la convinzione è che il trend potrà essere invertito unicamente nel 2024.

Perché ci sono meno cuochi e camerieri

Come detto, però, non sono solo le chiusure a causare una riduzione dei posti di lavoro. Sono sempre di meno le persone che desiderano tornare o entrare per la prima volta in questo mercato, e di certo una delle cause deve essere individuata nel reddito di cittadinanza, che permette di guadagnare le stesse somme che si potrebbero ottenere con un part time o lavorando nei ristoranti nei week-end. La disoccupazione e il reddito di cittadinanza si lasciano preferire a una paga minima, ma c’è dell’altro: per esempio, il fatto che il lavoro in sala e in cucina nella maggior parte dei casi sia retribuito meno di quanto necessario, non essendo tutelato. In più, il lavoro richiesto è impegnativo e spesso presuppone lunghi turni. Si tratta di un insieme di fattori che già dovevano essere migliorati prima dello scoppio della pandemia, ed è ovvio che richiedano un intervento tempestivo, ora più che mai. I titolari delle attività di ristorazione hanno dovuto fare i conti con il coprifuoco e con l’obbligo di servire solo all’aperto: oggi che la situazione sembra migliorata, è giunto il momento di andare incontro alle esigenze dei lavoratori.

Lavorare come cuoco

Le offerte di lavoro come cuoco proposte da Adecco sono commisurate alle aspettative e alle esigenze dei candidati. Prima agenzia per il lavoro sul territorio nazionale, Adecco opera – infatti – nel pieno rispetto delle necessità di garanzia e di tutela dei lavoratori, prestando attenzione alla continuità professionale che essi ricercano in un mercato del lavoro che evolve di continuo.

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