venerdì 28 settembre 2018

LA VARIABILE "WHEN" PUO' CAMBIARVI LA VITA


Avete mai pensato al momento in cui svolgete determinate azioni? Secondo voi, il momento in cui svolgete un compito oppure fate un'attività o prendete una certa decisione, ha rilevanza sul risultato finale? La risposta affermativa arriva dalla scienza. C'è chi si è messo ad analizzare moltissime ricerche, al fine di scoprire quanto e in che modo sia rilevante la variabile "When" nella nostra vita. E "When - i segreti della scienza per scegliere il momento giusto" è appunto il titolo del recente libro scritto da Daniel H. Pink e pubblicato da Urra (marchio editoriale di Feltrinelli). 


L'introduzione al testo, ovvero il racconto di una decisione importante del Capitano Turner, in seguito alla quale si verificò uno dei più gravi disastri della storia marittima, è già uno stimolo a chiedersi perché si verificò quella disgrazia. La risposta non c'è, ma potrebbe semplicemente trattarsi di una decisione errata, in quanto fu presa di pomeriggio. Il problema è che noi pensiamo che le nostre capacità cognitive siano costanti durante la giornata, per cui decidere una cosa importante alle 10 del mattino piuttosto che alle 4 del pomeriggio non dovrebbe fare alcuna differenza. E invece non è così.

Dobbiamo riconsiderare la nostra giornata e quindi la nostra agenda in modo da far coincidere le attività giuste con i momenti giusti. Ad esempio, i compiti analitici sarebbe meglio svolgerli al mattino presto, quando il nostro controllo inibitorio è ai massimi e quindi ci impedisce di distrarci. Al contrario, se dobbiamo svolgere un compito intuitivo è meglio farlo di tardo pomeriggio o di sera, quando il ridotto controllo inibitorio rappresenta una risorsa. E' vero che non siamo tutti uguali, ma è anche vero che - in linea di massima abbiamo solo due trend diversi durante la giornata. E il pregio del libro è proprio quello di mettere le mani avanti sulle generalizzazioni, che sono sempre pericolose e in più fornire - al termine di ogni capitolo - una serie di ausili pratici, per rispondere alla propria variabile "When". 


Anche nell'ambito medico il "quando" è importante e talvolta addirittura essenziale. Ad esempio arrivare in ospedale di pomeriggio potrebbe non essere una buona idea, nel senso che è più facile che le cose non vadano per il verso giusto. E' vero che talvolta un medico (o qualunque altro lavoratore) non ha un effettivo controllo sul proprio orario di lavoro, nel senso che non può distribuire le attività in una maniera ottimale, ma è anche vero che ci sono rimedi per ovviare a queste situazioni. Un rimedio sono le pause che però andrebbero fatte in un certo modo. Bisognerebbe muoversi piuttosto che stare seduti, fare pause insieme agli altri (ma senza parlare di lavoro) e non da soli rispondendo alle email di lavoro tramite il telefono. La pausa ottimale è quella fatta all'aperto, possibilmente in presenza di alberi, vegetazioni, fiumi e torrenti. La pausa deve rappresentare un distacco sia fisico che psicologico dal lavoro. Altrimenti, in effetti, non è una pausa.


Il libro insomma è pieno di spunti per migliorare la propria vita cambiando non il modo in cui facciamo le nostre attività, ma semplicemente quando. Talvolta il miglioramento si traduce in un incremento dell'efficienza, cosicché riusciamo a svolgere le nostre attività in minor tempo e il tempo guadagnato è per noi, serve per fare le cose che veramente ci piacciono e che ci fanno sentire bene. Questo è proprio il tema di un workshop che verrà tenuto domani a Torino, in occasione della festa dei 20 anni dell'Associazione E.C.O.. Sabato 29 settembre dalle 17 alle 19 il sottoscritto (in qualità di esperto di controllo di gestione) con la collaborazione di uno psicoterapeuta (il Dott. Fulvio Trombotto) vi farà toccare con mano l'equazione "efficienza = tempo per te". Ai partecipanti verranno chieste le loro fonti di inefficienza e quali strategie di cambiamento hanno adottato. Si forniranno quindi strumenti pratici per ricominciare con il piede giusto (potete iscrivervi al workshop scrivendo a ecoassociazione@gmail.com).

Walter Caputo


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