martedì 1 gennaio 2019

Preso l' ex assessore Fago è un trafficante di droga
















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Preso l' ex assessore Fago è un trafficante di droga
TARANTO - Capolinea alla stazione Termini per la latitanza di Antonio Fago, 59enne ex assessore tarantino. Gli agenti della squadra mobile lo hanno identificato ieri mattina, all' interno dello scalo dove stava attendendo la moglie proveniente da Napoli. Per lui sono scattate le manette in forza dell' ordine di carcerazione spiccato esattamente dodici mesi fa, dopo la condanna definitiva a sei anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. I poliziotti erano sulle tracce del ricercato da alcuni giorni, dopo aver scovato il piccolo appartamento alla periferia di Roma in cui si nascondeva. Il latitante è stata pedinato ed intrappolato. Poi il trasferimento in carcere dove Fago dovrà scontare complessivamente otto anni e due mesi di reclusione. Nell' anno di latitanza, infatti, a quella per droga si sono aggiunte altre tre condanne, per truffa, ricettazione e riciclaggio. Un curriculum non proprio lusinghiero del quale fanno parte anche procedimenti ancora in via di definizione. Su tutti spicca quello in cui figura come mandante dell' attentato dinamitardo subito nell' ottobre del 1992 dall' ex sindaco di Taranto Giancarlo Cito. Antonio Fago, politico di scuola democristiana, alla fine degli anni '80 aveva conquistato la poltrona di assessore comunale. La sua stella, dopo un periodo di appannamento, era tornata a brillare in tempi più recenti, con il successo elettorale del movimento "Prospettive" fondato proprio da Fago. Con la sua abilità era anche riuscito a scavare un posto per il suo movimento all' interno dell' attuale giunta comunale tarantina guidata dal sindaco Rossana Di Bello, della quale ha fatto parte per molto tempo suo figlio Fabio Fago. L' incalzare dei problemi giudiziari, però, aveva convinto Antonio Fago ad uscire di scena. Il suo tramonto ha portato in dote anche l' esclusione del figlio dalla giunta municipale. Ieri mattina la conclusione della sua carriera scandita dal sinistro tintinnio delle manette. (angelo longo)

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