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RISPONDIAMO A MASSIMO GRAMELLINI: PERCHÉ LAMENTARSI NON FA BENE ALL'ITALIA

Siamo davvero un Paese impantanato nella propria mediocrità?

Massimo Gramellini  in una  foto di Niccolò Caranti (creative commons)

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Il "Buongiorno"  odierno, scritto dal  vicedirettore de La Stampa, farebbe pensare a un Paese Italia impantanato nella propria  mediocrità, nell'impossibilità di emergere dal punto di vista innovativo rimasto indietro rispetto alle altre città europee. 

Ma quello che viene affermato è l'esatto contrario di quanto dimostrato ogni giorno da giovani innovatori e dalle storie delle loro startup, dalle innumerevoli imprese che, nel silenzio generale e non senza pochi sacrifici, promuovono cultura, innovazione e ricchezza per il paese. L'Italia non è fatta solo di intercettazioni e da gente che si lamenta: ma anche da giovani speranze e da industrie virtuose che permettono al Paese di vincere premi come l'European Capital of Innovation Award.




Gramellini? Gli svedesi non parlano inglese meglio di noi, quelli che hanno dato adesione sono volontari, VOLONTARI, ok? Anche in Italia ci sono giovani e meno giovani che possono svolgere egregiamente questo compito, 


Caro Massimo,

leggevo il tuo giornale ai tempi in cui anche TuttoScienze era considerato "serio" e non trovo corretto che un giornale nazionale trasmetta in prima pagina messaggi negativi e scoraggianti come questo, cavalcando la leggenda metropolitana  che in Italia non funzioni mai nulla.
Mentre sfiduciavi la capacità innovativa degli italiani, la tua stessa città (nelle stesse ore in cui scrivevi il tuo "buongiorno") vinceva uno dei premi europei più prestigiosi nell'innovazione: l'European Capital of Innovation Award, aggiudicandosi il secondo posto dopo Amsterdam e prima di Parigi e un premio da 100.000 €.

Ripeto: l'unione europea ha deciso di selezionare 9 città tra le più innovative e il premio non l'ha vinto la città svedese di cui lei parla (che pure ha avuto una simpatica idea creativa) ma una città italiana, anzi due, perché, insieme a Torino, Milano è arrivata tra le 9 finaliste: 2 città italiane, record storico.

Tra i punti di forza scelti da Milano e Torino per aggiudicarsi il premio figurano diverse iniziative  di innovatori lanciate nei due capoluoghi, tra cui i servizi della sharing economy quali il bike sharing, il car sharing e il coworking. Torino è stata premiata per il suo impegno a favore e sostegno delle startup dell'innovazione sociale e della smart city.

Cerchiamo allora sul web quali sono le motivazioni e soprattutto i video realizzati dall'Unione Europea in occasione del premio per capire perché Torino e Milano sono le migliori d'Europa in fatto di innovazione, promozione sociale, turistica e culturale soprattutto con i nuovi media digitali, e gli italiani capiranno anche perché noi piemontesi chiamiamo affettuosamente con il termine "la busiarda" il quotidiano sabaudo.

Claudio Pasqua 

1 commento

Massimo ha detto...

In effetti denigrare il paese non è mai una cosa simpatica.
Riguardo all'iniziativa svedese, penso che sia scorretto dire, ma anche pensare, che tutti, dico tutti, gli italiani siano una massa di cafoni e maleducati.
Gli svedesi che hanno accettato di aderire a quella iniziativa sono dei volontari che, probabilmente, sono stati scelti in base a determinati requisiti.
Penso che su uno compone un numero a caso dell'elenco telefonico svedese può, sicuramente, trovare lo stesso campionario di persone che troverebbe in Italia.