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FOIBE: IL GIORNO DEL RICORDO. PULIZIA ETNICA E ODIO RAZZIALE "MADE IN ITALY"

Fra il 1943 e il 1947 oltre 10mila persone furono gettate nelle foibe, le cavità carsiche ai confini orientali, o uccise dopo processi sommari dai comunisti di Tito non senza la complicità degli italiani.

Riportiamo la dichiarazione odierna della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che ha le radici a Medolino (Medulin, Istria), dove è nato il papà, esule dal 1947.

"Dal 2004, anno dell’istituzione della Giornata del Ricordo, abbiamo tutti imparato a conoscere e riconoscere la terribile tragedia che ha investito migliaia di nostri connazionali costretti ad abbandonare per sempre la propria terra, la propria casa, le proprie radici".

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"L´esodo degli italiani dell´Istria, di Fiume e della Dalmazia, la questione delle foibe, il terrore titino rappresentano una pagina di storia che per troppo tempo, colpevolmente, è stata sottaciuta, mistificata, se non addirittura nascosta.
Certo, desta una certa impressione il ricordo per legge; eppure è stato necessario farlo, per rendere chiara, leggibile a tutti, una pagina della nostra storia.
Dodici anni di impegno di tante persone, determinanti per compiere enormi passi avanti nella divulgazione e riconoscimento di questa tragedia.
copertina de la Domenica del Corriere
del gennaio 1944
Al di là dei dettami di legge e di qualche residua minoranza di negazionisti, possiamo finalmente affermare che questa pagina di storia appartiene a tutti come comunità nazionale. A tutti, senza più alcuna distinzione tra sinistra e destra. Un passato che investe l’intimo di tante famiglie italiane. Tra cui la mia, quella di mio padre. 
Un passato che tragicamente scorgiamo anche oggi nelle immagini dei tanti profughi che fuggono da una presente di morte, distruzione e violenza. Oggi come allora, il nostro dovere come esseri umani e rappresentanti delle istituzioni é proteggere chi fugge. L´Italia, memore della nostra storia, é da anni meritoriamente in prima fila nel salvare vite umane.

Quello delle foibe rappresenta forse l’emblema più cruento di una storia assai più complessa. Come non ricordare, al fianco dei martiri delle foibe, i tanti che sono morti nei campi profughi italiani. Come non ricordare la strage di Vergarolla sulla spiaggia di Pola o i tanti nostri soldati morti prigionieri nel campo di concentramento jugoslavo di Borovnica. O ancora i tanti italiani rinchiusi nel lager titino di Goli Otok per essere ‘rieducati’. 

Raccontare la verità di questi crimini dopo oltre 60 anni è un dovere. 
Certo, non ci può essere risarcimento materiale per quel che è successo. Come italiani, e come rappresentanti delle istituzioni, possiamo però – seppur in ritardo – fare tutto il possibile perché venga finalmente inserita nella nostra storia una pagina di verità. Ricordando che ancora oggi, tanti nostri connazionali vivono in quelle terre. Sentono, parlano e sognano in italiano. Esattamente come noi. Oggi, che siamo cittadini europei, possiamo guardare oltre gli steccati di ieri. Senza però dimenticare, per avere dal ricordo grandi insegnamenti.

Ricordare tutto, senza pregiudizi o partigianerie. Solo così potremo onorare a testa alta tutte le vittime di persecuzioni razziali, religiose o politiche. Il mio auspicio è che siano soprattutto i giovani ad essere sensibilizzati sul dramma vissuto dalla comunità giuliano-dalmata, affinché essi traggano da una vicenda così dolorosa un giusto insegnamento, ovvero il pieno rispetto dei valori della tolleranza e della convivenza pacifica.
Questa è una giornata importante, che per me non rappresenterà ora né in futuro una cerimonia celebrativa, ma un momento che ci deve spingere a riflettere e a interrogarci sulle forme di razzismo, discriminazione e violenza ancora oggi esistenti. Impariamo dagli errori e dagli orrori del passato per onorare a tasta alta come uomini e comunità nazionale il presente e il nostro futuro".


1 commento

Mauro ha detto...

Io sono anche figlio e nipote di istriani (io sono nato a Genova, ma la mia famiglia viene da Rovigno, da tante tante generazioni), ma - pur io stesso asserendo l'assoluta italianità dell'Istria - mantengo una certa obiettività, cosa che mi porta a ricordare che le foibe sono state usate contro i nemici politici fin dai tempi dei romani... e in tempi recenti dai fascisti prima ancora che dai titini. Forse la Lorenzin dovrebbe studiare la storia prima che l'ideologia.