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BENVENUTI NELLA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE AL FABLAB TORINO

Massimo Banzi
"Benvenuti nella Terza Rivoluzione Industriale" è stato il claim dell'incontro avvenuto ieri sera a Torino con tre celebri innovatori / inseguitori dell'innovazione in Italia.

Riccardo Luna, primo direttore di Wired Italia, Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino, tra i promotori dell'Agenda Digitale, Massimo Banzi, fondatore di Arduino, introdotti da Leonardo Camiciotti, responsabile del programma per la creazione di imprese innovative di TOP-IX.

Pochi se ne sono accorti, ma siamo già dentro quella che è definita dai sociologi terza rivoluzione industriale. Siamo passati rapidamente, in poco più di un decennio, da un mondo dominato dagli atomi (Tayloristico), a uno dominato dai bit. Ora, solo nell'ultimo decennio, ci stiamo riappropriando delle "cose", e gli atomi stanno di nuovo lentamente prendendo il sopravvento.

Riccardo Luna

Mi spiego: stanno nascendo in tutto il mondo (e qui al FabLab c'è un bell'esempio italiano) un folto numero di innovatori che si fanno chiamare "makers" e che sono creativi, innovatori (chiamiamoli artigiani di nuova generazione)  in grado di sfruttare le tecnologie per promuovere varietà (tanti oggetti diversi, magari personalizzati) e qualità superiore. Questi artigiani di nuova generazione utilizzano le nuove tecnologie per aggirare i vincoli delle economie di scala e sfrutteranno la rete per proporsi al mercato.che utilizzano la tecnologia.

Per parafrasare quanto ha detto Juan Carlos De Martin, se fino al secolo scorso le grandi multinazionali ci hanno imposto il loro modello di vita (compra quello che produco, tanto tu non saresti in grado di realizzarlo), imponendoci modelli di iperspecializzazione (non ti preoccupare di come si costruisce un tostapane, tu preoccupati di chiudere la vite della catena di montaggio in cui lavori, che al resto pensiamo noi), ora le persone si stanno riappropriando degli atomi, della possibilità di manipolare la realtà, gli oggetti fino a una rivoluzione che chiamiamo l'“Internet delle cose”.


In questo, ovviamente, ci sarà una selezione naturale. Banzi ammette che su 10000 persone, giovani innovatori, solo 10 riusciranno a cambiare realmente il mondo con un prodotto innovativo. Ma è proprio qui che sta la grande opportunità: il fatto che grazie a macchine come le stampanti 3D o hardware open source come Arduino e alla possibilità di condividere concetti (una specie di creative commons allargata) ci saranno sempre più sperimentatori, giovani creativi che metteranno in pratica idee con investimenti minimi. Esattamente come facevano inventori del passato come Bell, il nostro Meucci, ecc. che non avevano a disposizione enormi laboratori, ma si costruivano gli strumenti in casa.

Juan Carlos De Martin 
Banzi puntualizza che su Internet ci sia quello che in elettronica chiamiamo rumore, un segnale che non dà valore aggiunto. Ma nella spazzatura ci sono anche le gemme. Sta a noi saperle valorizzare. In laboratori (ne stanno nascendo migliaia nel mondo) come FabLab si stanno creando gli innovatori, i maker del futuro.

De Martin aggiunge che quando si parla di possibilità offerta dall'open source e dai creative commons, non si deve pensare solo ed esclusivamente a ciò che viene deliberatamente messo in circolazione con alcuni permessi. Pensiamo anche ai dati liberi, o ai Big Data,  i dati pubblici, che permettono di essere manipolati e di realizzare (ad esempio) una app per trovare parcheggi liberi nelle grandi città. Questi dati sono già distribuiti e facili da reperire, e possono essere il valore aggiunto per realizzare qualcosa di più complesso.

All'evento di ieri il tutto esaurito al Toolbox Office di Torino

Per questo è importante (lo ricorda anche Riccardo Luna) il ruolo della neutralità della rete. Non è solo questione di libertà individuali. Storico rimarrà l’invito di Lawrence Lessig in Parlamento  parlando di  “Internet è libertà. Perché dobbiamo difendere la rete?”. Una occasione per molti sprecata (colpa dei dinosauri che abbiamo al potere).

Cerchiamo di non ripetere gli stessi sbagli del passato, come ha detto il prof. Raffaele Meo che è intervenuto in modo molto critico sulle scelte del nostro passato (esempio Olivetti) e sul nostro presente (ex governo Monti), in particolare sulle scelte operate sul software open source e sulla libertà della rete, fucina di opportunità che vengono letteralmente impedite dai poteri forti ai più giovani, complice anche la stampa generalista di informazione.


Per approfondire:

La terza rivoluzione industriale ha bisogno di una nuova generazione di artigiani

Nexa Center for Internet & Society

Il Blog del Prof. Juan Carlo De Martin

Il sito del ToolBox Office Torino e delle officine FabLab

L'incontro, che è stata anche l'occasione per presentare il nuovo libro di Riccardo Luna Cambiano Tutto!  si è svolto venerdì 14 giugno alle 18:30 presso Toolbox Coworking e Officine Arduino.






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