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AMEDEO BALBI: IL LATO OSCURO DELL'UNIVERSO AL TEDx

Alle TED siamo da anni affezionati uditori. Ormai tradotte anche in lingua italiana sono conferenze di 10-20 minuti in cui parlano persone tra cui, senza finta modestia, ci sono coloro che verranno ricordati sui libri di storia.
La missione è riassunta nella formula "ideas worth spreading" (idee degne di essere diffuse).

Le Tedx nascono da questo spirito e vengono organizzate localmente per spingere il dibattito sui temi importanti del futuro del mondo (cercate su google in ogni città! Esempio qui a Reggio Emilia e qui a Torino). Non vi nascondo che sono sempre elettrizzato quando seguo uno di questi seminari perché c'è sempre molto da imparare, da come vengono organizzati, dai ritmi studiati con cui vengono gestite le relazioni. Veloci, rapide, dirette, efficaci, geniali. Gravità Zero ne ha parlato in molte occasioni, ad esempio qui e qui.

Amedeo Balbi, in una TEDx, parlando della "materia oscura" ha detto una cosa che mi ha colpito e su cui sono convinto: "il nostro cervello non si è evoluto per questo motivo, e dunque è sorprendente come siamo riusciti a capire queste cose"! 

Altra chicca... materia oscura: meglio definirla materia trasparente. Capiamo perché!

E' un vero piacere presentarvi, dunque, uno dei blogger scientifici più noti al pubblico, Amedeo Balbi,  autore del blog Keplero e di numerosi libri per grandi e piccini.

 

Questo intervento si è tenuto l'8 ottobre 2011 all'interno del TEDxReggioEmilia. Una giornata di 19 mini-lectio magistralis sul tema "Italia da esportazione", ovvero una serie di buoni motivi (e persone) per cui vale ancora la pena vivere nel nostro Paese.

Una manifestazione curata da Riccardo Staglianò e organizzata da WW Lab (Laura Credidio, Alessandro Schiatti e Paolo Tegoni). Astrofisico, ricercatore all'Università di Roma Tor Vergata, Amedeo Balbi si occupa di problemi all'interfaccia tra la fisica fondamentale e la cosmologia; qui ci spiega il lato oscuro dell'Universo.

3 commenti

Unknown ha detto...

Cita alcune metafore presenti nell'introduzione del suo ultimo libro: "Il buio oltre le stelle" (che sto leggendo).
Ottimo monologo ma l'ultima parte l'avrei spiegata in modo meno frettoloso.

Paolo Ciafaloni ha detto...

Non ho capito cosa significa "il nostro cervello non si e' evoluto per questo motivo".
Mi sembra poi, che la caratteristica peculiare della materia oscura non sia che essa e' trasparente, invisibile. L'Universo e' pieno di oggetti trasparenti e invisibili dei quali conosciamo abbastanza bene le proprieta': i neutrini ad esmpio. Invece riguardo alle proprieta' della materia oscura sabbiamo poco: in questo senso, "oscura" e' approppriato.

Claudio Pasqua ha detto...

Mi fa molto piacere, Paolo, che tu abbia sollevato questi dubbi, perché si tratta di un campo veramente affascinante della neurobiologia.

"il nostro cervello non si è evuluto per questo motivo"

Sta a significare che il nostro cervello si è evoluto dandoci sì una capacità competitiva rispetto alle altre specie. La capacità di astrazione e quella del linguaggio della nostra corteccia è un prodotto dell'evoluzione, e ci ha permesso di controllare processi mentali complessi come la matematica e la lingua.

Ma, come afferma il matematico e neuroscienziato Stanislas Dehaene, il nostro cervello non si è evoluto con lo scopo di praticare calcoli formali; gli algoritmi sofisticati dell'aritmetica superano le capacità naturali dell'architettura cerebrale, di per sé dotata solo di un'idea vaga e approssimativa dei numeri.

In questo senso "matematica" e "lingua" sono incidenti di percorso, fenomeni non previsti. Quelli che sotto il concetto di auto-organizzazione è uno dei cardini della teoria della complessità e che si chiamano "fenomeni emergenti".

Riporto un passo del grande biologo evoluzionista Stephen Jay Gould.

Anche Darwin comprese questo principio, giacché sospettava che il cervello umano, evoluto per altre ragioni nel corso di molti milioni di anni, potesse essere male equipaggiato per risolvere gli interrogativi più profondi e astratti sul significato ultimo della vita. Come scrisse al botanico americano Asa Gray nel 1860: «Ho la nettissima impressione che tutta la materia sia troppo profonda per l'intelletto umano. Un cane potrebbe speculare altrettanto bene sulla mente di Newton».

Per quanto riguarda invece la denominazione "materia oscura" - "materia trasparente", credo sia più una questione di gusto personale e di quale peso vogliamo dare alla parola "oscura" (che come fa notare Balbi ha anche una connotazione negativa nel linguaggio comune.

Tra coloro che usarono il termine "materia trasparente" ci fu di sicuro il fisico del Fermilab Joseph Lykken:

"Astronomers have argued that such matter cannot be seen merely because it is not bright like stars; dozens of suspects have been proposed to account for this "dark" matter. But it's possible, says Dr. Lykken, that dark matter is actually "transparent" matter, residing in nearby braneworlds and therefore invisible."

Del resto, come ricorda anche Amedeo Balbi sul suo libro "Il buio oltre le stelle" oltre 2500 anni fa il filosofo Confucio aveva già trovato la risposta a questo interrogativo:

"Non c'è niente di più difficile che trovare un gatto nero in una stanza buia. Specialmente se non c'è nessun gatto" :-)