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FESTIVAL DELLA COMPLESSITÀ A TARQUINIA



Perché gli scienziati si  interessano tanto alle reti e ai sistemi complessi in grado di evolvere? 
Cosa accomuna gruppi diversi, come le scelte di relazioni sessuali tra individui, le interazioni tra proteine in un batterio, le citazioni nelle pubblicazioni scientifiche, gruppi di scienziati coautori di articoli, i malati di AIDS o di SARS, i rapporti preda-predatori in un ecosistema isolato (come ad esempio gli animali di uno stagno), le relazioni tra gli attori di Hollywood che hanno recitato insieme, Internet e il World Wide Web? 
Diciamo innanzitutto che sono tutte reti con una struttura non casuale, ma comune e universale. Dietro una apparente casualità traspare invece molto ordine

Capita molto spesso che i sistemi complessi siano organizzati sotto forma di reti, con nodi e vertici contestualizzati in uno spazio. Reti di trasporto e mobilità, internet, reti di telefonia mobile, reti elettriche, reti sociali e di contatto, reti neurali: sono tutti esempi in cui lo spazio è determinante, e la topologia da sola non fornisce tutte le informazioni necessarie. Capire struttura ed evoluzione delle reti spaziali diventa, dunque, cruciale per numerosi campi di studio: dall'urbanistica all'epidemiologia.
"Il festival non è un convegno tra esperti, non è una passerella di scienziati. E’ un momento di incontro tra persone che appunto vogliono conversare in un’atmosfera pacata, rilassante. Non ci sono persone da convincere, posizioni da conquistare. Anche quest’anno tra chi parla e chi ascolta non ci saranno barriere: tavolini, scrivanie,palchi o pedane che creano asimmetria .Le conversazioni si svolgono, volutamente, in piccole piazze, piccole chiese o sale che possono ospitare al massimo 100 / 150 persone. Pensiamo che la suggestione dei luoghi e dei temifaranno di ogni conversazione un’esperienza unica, irripetibile, basata sull’esserci,sull’immediatezza della parola".
Fulvio Forino, direttore del Festival


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