mercoledì 19 gennaio 2011

AL VIA IL FESTIVAL DELLE SCIENZE DI ROMA

Tra analisi scientifiche, un pizzico di superstizione e una dose di salutare ironia, prende il via la sesta edizione del Festival delle Scienze, in programma da giovedì 20 a domenica 23 gennaio 2011 all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in partnership con Telecom Italia e in collaborazione con Codice.

Guida all’Apocalisse. Sì, perché l’idea che il mondo finirà è radicata nella cultura umana da sempre. E ne attraversa la storia, dalle profezie di Nostradamus alle previsioni del cosmologo Brandon Carter, secondo il quale la storia dell’umanità non sarebbe affatto all’inizio: semmai oltre la metà. Ma se la Fine è certa, resta solo da capire: quando? Perché a spazzare via la specie umana potrebbe pensarci il Sole – che esaurirà il combustibile tra cinque miliardi di anni – o un qualche anonimo asteroide. Ma non si deve sottovalutare la capacità dell’uomo di distruggersi con le sue mani: riscaldamento climatico, guerra nucleare, attacco terroristico. Senza dimenticare il primo “appuntamento” da superare (e scongiurare): il 21/12/2012 (che secondo i Maya è l’ultimo giorno del calendario).

LA CATTIVA SCIENZA IN TV - 1° PREMIO DEL CONCORSO

Da segnalare l'incontro che avverrà allo spazio BArt del Festival questo venerdì 21 gennaio alle ore 18,30 con il gruppo «(Cattiva) Scienza in TV» che consegnerà i premi ai vincitori del concorso (che continuerà per tutto il 2011) e che in modo ironico e divertente ha come obiettivo smascherare chi, sul piccolo schermo, cerca di utilizzare la nostra credulità popolare spacciandosi per portatore di contenuti scientifici.

Insieme ai premi verranno visionati filmati divertentissimi e buffi con cui la nostra TV spaccia per scienza quello che in realtà si rivelano bufale giornalistiche.

Questo gruppo, nato e sviluppatosi sul web, è formato da centinaia di blogger, cittadini, genitori, insegnanti, ricercatori, scienziati e giovani che desiderano lanciare un messaggio positivo: “chiediamo più chiarezza in certe trasmissioni che spacciano per misteri e per fenomeni inspiegabili quelli che non sono altro che bufale o credenze popolari da baraccone”.

Il gruppo ha recentemente indetto un concorso aperto a tutti in cui segnalare gli eventi che rientrano in queste categorie: l’aperitivo scientifico sarà l’occasione per premiare i vincitori e discutere di queste tematiche con il Presidente dell’Unione Astrofili Italiani Emilio Sassone Corsi, il promotore dell’iniziativa Claudio Pasqua e il conduttore e autore radio-televisivo Federico Taddia.

Per iscriversi e partecipare al gioco a premi il gruppo ha attivato

1° PREMIO LA CATTIVA SCIENZA IN TV
Venerdì 21 gennaio ore 21.00

Auditorium di Roma - Spazio BArt

ore 18,30
Ingresso libero
Per iscriversi all'evento:
http://www.facebook.com/event.php?eid=194770530536294

Il Festival propone inoltre lezioni magistrali, incontri, dibattiti, aperitivi scientifici, eventi per le scuole, mostre, spettacoli per esorcizzare le previsioni più pessimistiche con i grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale. Ma anche per discutere con filosofi, storici e scrittori sul perché ci affascina tanto l’idea della catastrofe.
Dal fisico Brandon Carter (conosciuto per i suoi studi sulle proprietà dei buchi neri) ai filosofi John Leslie (difensore della più ottimistica possibilità secondo cui l’uomo sopravviverà a lungo, e magari emigrerà in altre galassie prima che la Terra diventi inospitale) e Remo Bodei al direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito, alla docente di Fisica ad Harvard Lisa Randall, al geofisico dell’University College di Londra Bill McGuire, al biologo e ambientalista Bill Streever, al fisico teorico del Cern Gian Francesco Giudice fino agli scrittori Ian McEwan, Alan Weisman, autore di “The World Without Us” e Stefano Benni, circa 60 personalità provenienti da varie parti del mondo ci aiuteranno a comprendere, una volta per tutte, questo misterioso senso dell’uomo per la fine.

Anche in musica: si potrà ascoltare per la prima volta in Europa, infatti, la voce di Tashi Lama, Maestro Cantore ufficiale del Dalai Lama. E in mostra: per provare l’ebbrezza di sfuggire a eruzioni vulcaniche in 3D, vibrare insieme ai terremoti, improvvisarsi doppiatori dei più famosi film “catastrofici”, sperimentare bizzarre “patamacchine” ecologiche e case intelligenti, e dare un’occhiata ai pianeti più simili al nostro. Non si sa mai.


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