lunedì 13 dicembre 2010

RECORDED FUTURE: "PREDIRE" IL FUTURO CON LA RETE


Gli appassionati di fantascienza ricorderanno la teoria del pre-crimine ipotizzata da Philip K. Dick in Minority Report. Oppure la psicostoriografia di Isaac Asimov, "scienza" immaginata dallo scrittore e in grado di prevedere l'evoluzione della società umana, attraverso cui si basa il ciclo della Fondazione.

Sembra proprio un film di fantascienza quanto sto per scrivere su ciò che propone una start-up, finanziata dalla Cia e da Google, dal nome altamente evocativo: Recorded Future (futuro registrato).

Si tratta di una azienda che ha perfezionato un algoritmo di analisi predittiva che si basa su processi che monitorano eventi temporali passati e presenti tra persone e aziende localizzate attraverso la rete web. Un motore che promette di "predire il futuro" basandosi su connessioni di reti sociali-temporali.




Una evoluzione, dunque, della Social Network Analysis, la scienza che studia le relazioni sociali basandosi sulla fisica statistica o delle tecniche già utilizzate dal marketing predittivo. Agenzie come la CIA investono ogni anno in ricerca e tecnologie per aumentare la tracciabilità delle informazioni che trovano ogni giorno su milioni di pagine web, post e conversazioni su blog, pagine di YouTube, canali come Twitter e perfino commenti lasciati su siti apparentemente innocui come Amazon. E tutto per trovare le relazioni tra persone, organizzazioni, azioni e incidenti – sia presenti che futuri.




Il software ha certamente le potenzialità per individuare eventi e tendenze in anticipo, selezionando nel mare di spam e informazioni ininfluenti che pervade la rete. Gli autori hanno ideato un indice chiamato "momentum" che è legato alla pertinenza e alla verosimiglianza di una affermazione, di un documento, e alla sua connessione con altri eventi o documenti di pari entità.

L'algoritmo che è stato sviluppato riuscirebbe così a dare un "peso" a un file trovato in rete basandosi su "soffiate", impressioni e sentimenti di singoli, gruppi o intere comunità.

Che la Cia si stia interessando a questo nuovo strumento non è un mistero: tra i finanziatori c'è anche la In-Q-Tel, la "mente tecnologica" della Central Intelligence Agency. Ed è noto da Febbraio, grazie a un articolo sul Washington Post, che “la compagnia di ricerca su Internet più grande al mondo e la più potente organizzazione di sorveglianza elettronica del mondo stanno collaborando in nome della cyber sicurezza.”


DON'T BE EVIL

Gli scenari, Come Wired ha sottolineato in un articolo, potrebbero essere molto più complessi di quanto si immagini. La primavera scorsa - scrive Noah Shachtman - è stato rivelato che le macchine di Google Street View avrebbero preso segretamente terabyte di informazioni da wi-fi private per più di tre anni in Europa e negli Stati Uniti. E il Sunday Times ha riportato che l’azienda ha “ottenuto informazioni online dei cittadini da reti informatiche wi-fi non protette di case e uffici.”

A Luglio il Washington Post ha scoperto che Google fornisce mappe e prodotti di ricerca a dipartimenti di agenzie segrete americane.

E cosa dire riguardo alle e-mail e alle ricerche sul web? L’anno scorso, il New York Times ha sottolineato come le intercettazioni dell’NSA di “telefonate private e messaggi e-mail degli Americani siano più vaste di quanto non si pensasse”.

C'è anche da dire che uno studio del prestigioso National Academy of Sciences, pubblicato nel 2008, e intitolato "Protecting Individual Privacy in the Struggle Against Terrorists: A Framework for Assessment", aveva ridimensionato l’utilità di estrarre dati analizzandone i collegamenti e usarli come strumento contro azioni di tipo criminale o terroristico.
Le conclusioni dello studio affermano che non c'è alcun consenso scientifico riguardo all’effettiva affidabilità di queste tecniche. In modo perentorio l'Accademia ha affermato che queste tecniche “hanno altresì un enorme potenziale per quanto riguarda la violazione della privacy perché finiranno inevitabilmente per forzare l’individuo bersaglio a spiegare e giustificare il proprio stato mentale e emotivo.”

Se pensate che queste tecniche vengano utilizzate solo in casi estremi, come quelli potenzialmente pericolosi, potreste sbagliarvi. Il reporter Mike Elgan ha rivelato infatti in un articolo su Datamation, che a “Santa Barbara, California, una società nascente chiamata Social Intelligence intende estrarre i dati dei social network per aiutare le compagnie a decidere se assumere o meno personale, basandosi sui dati trovati in rete, e prevedere così comportamenti giudicati non apprezzabili.

Social Intelligence è la prima compagnia che scandaglia sistematicamente i social network per trovare la prova di comportamenti devianti o cattivi caratteri di una persona per consegnare tali prove a una azienda che intenda assumere.

La prima ma non l'unica, dato che sono ormai decine le compagnie per la previsione del comportamento come Attensity e Visible Technologies, che utilizzano algoritmi che analizzano quanto pubblicato sulle pagine Facebook, Twitter, Flickr, YouTube, LikedIn, blog, e 'migliaia di altre fonti.

Queste compagnie, in pratica, possono acquisire un rapporto completo su ognuno di noi basandosi sul passato e sul presente trovato in rete, e non semplicemente su un curriculum preconfezionato.

Sono progetti, tra l'altro, non isolati.

La Darpa (Agenzia della Difesa americana) sta per esempio sperimentando Adams, incaricato di predire l'insorgere di patologie mentali nei soldati impiegati in operazioni militari logoranti sul piano psicofisico.
Oppure Smite, un progetto che è molto simile a Recorded Future.
E infine il software dell'Ibm Crush (da Criminal Reduction Utilising Statistical History) che analizza i dati storici degli archivi della polizia per anticipare i crimini, proprio come in Minority Report.


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