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AL NOBEL RITA LEVI-MONTALCINI LA LEGION D'ONORE


Avevamo proprio oggi parlato di lei in occasione del suo recente libro appena pubblicato da Baldini Castoldi Dalai ed ecco arrivare un'altra bella notizia: Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la medicina e accademica dei Lincei, ha ricevuto la Grand officier della Légion d’honneur (la Croce di Grande Ufficiale della Legione d'Onore) tra le più alte onorificenze francesi.

La consegna è avvenuta a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma, alle ore 17, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
"Sono davvero grata per le generosità della Francia e del presidente Nicolas Sarkozy. E' difficile per me accettare tanti e tali riconoscimenti superiori ai miei meriti", ha confessato la scienziata.
L'ambasciatore francese in Italia, Jean Marc de la Sabliere, presente a Villa Medici, ne ha tessuto le lodi descrivendola come "a ogni momento, a ogni età, in tutti i campi, una donna impegnata, una donna integra, una donna di testa. Il suo impegno al servizio della scienza, delle donne e dell'ambiente, la sua passione per la ricerca e per la vita, la sua personalità -sottolinea il diplomatico- sono davvero fonti di ispirazione per l'Europa di domani".

L'ambasciatore francese ha ricordato anche che:
"con coraggio e costanza, ha saputo combattere tutte le discriminazioni che la storia e gli uomini spesso infliggono a una bambina come lei che, quando all'inizio del secolo scorso ha rifiutato in modo ostinato un destino già segnato di casalinga con la proibizione dell'uso della biblioteca pubblica, ha deciso di studiare da sola, per conto suo, iniziando le sue ricerche sul sistema nervoso in un laboratorio di fortuna, sistemato in una casa di campagna" e all'età in cui gli studenti costruiscono il loro futuro, lei si è costruita invece una coscienza politica, laddove nessuno intorno ne possedeva una. Tramite lei la Francia rende omaggio al contributo dell'Italia ai progressi della scienza e dello spirito umano".

"Sono profondamente commossa - ha risposto la scienziata - e riconoscente alla Francia, Paese che io considero come la mia seconda nazione, e dove cercai serenità nei momenti tragici della dittatura fascista in Italia, per questo altissimo e prestigioso riconoscimento".

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