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STAMINALI E BIOPOLIMERI PER RIMPIAZZARE GLI ORGANI DANNEGGIATI

Significativi passi avanti vengono fatti quotidianamente nel campo della medicina rigenerativa.
Un primo esempio fresco fresco: all'Istituto di Neurologia Sperimentale (Inspe), fondato nel 2005 al San Raffaele di Milano, è in corso un progetto di ricerca che dà speranza a coloro che a causa di un incidente hanno perduto l'uso di uno o più arti.




A gennaio 2009, terminata la fase di sperimentazione animale, il progetto entrerà nella seconda fase, quella clinica.

La ricerca prevede l'utilizzo di un supporto innovativo, un cilindretto di materiale biocompatibile, destinato a dissolversi nel tempo senza lasciare traccia, attraverso cui gli scienziati cercheranno di far ricrescere il nervo danneggiato utilizzando cellule staminali nervose con opportuni fattori di crescita.

Tornando di poco indietro nel tempo: è degli inizi di novembre la notizia del primo "cerotto" biodegradabile imbevuto di staminali in grado di riparare i danni dell'infarto negli animali.

E in alcuni laboratori del mondo si è in fase avanzata nella progettazione di organi artificiali completi e di vitale importanza, come il cuore ed il pancreas.

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