venerdì 15 febbraio 2008

STA SCHERZANDO, MR. FEYNMAN!


di Claudio Pasqua

15 febbraio 1988 - 15 febbraio 2008

Richard Feynman -foto Wikipedia
“Ci sono due tipi di geni: i geni “ordinari” e i “maghi”.
Un genio ordinario è un tipo come potrebbe essere uno di noi se solo fosse molte volte più bravo. Non c’è nessun mistero nel modo in cui funziona la mente.
Con i maghi è diverso.
Essi sono, per usare un'espressione dei matematici, nel complemento ortogonale rispetto a dove siamo noi, il funzionamento della loro mente ci è del tutto incomprensibile.
Raramente, o forse mai, hanno allievi, perché non possono essere emulati e deve essere estremamente frustrante per una mente giovane e brillante confrontarsi con i modi misteriosi in cui funziona la mente del mago.
Richard Feynman è un mago di altissimo livello”

A queste parole del matematico Marc Kac, il fisico Hans Bethe faceva seguire: "Un mago fa cose che nessun altro potrebbe mai fare, e che appaiono completamente inaspettate, è così Feynman".

Era questa l'immagine che avevano di lui i colleghi, gli amici, anche loro icone della scienza del secolo scorso. "Dick" Feynman fu uno dei più originali fisici teorici del dopoguerra, che diede contributi fondamentali in quasi tutti i campi della fisica e per tutto l'arco della sua vita, fino alla sua morte, avvenuta esattamente 20 anni fa, il 15 febbraio 1988.

Divulgatore ironico e irriverente, Premio Nobel nel 1965 insieme a Julian Schinger e Sin-Itiro Tomonaga per i risultati ottenuti nell'abito dell'elettrodinamica quantistica (QED), che in soldoni è una nuova dscrizione sulla luce e sulla materia che utilizza le regole della relatività ristretta.

Nelle sue celebri lezioni tenute all'UCLA (University of California), raccolte in QED (Adelphi), la sua teoria è descritta a un livello comprensibile a uno studente del biennio universitario scientifico. Vengono descritte le ricerche di Weinberg e di Abdus Salam sulle particelle W e Z0 che avrebbero poi fatto vincere il Nobel nel 1984 al nostro Carlo Rubbia.
Immagine di Qed
Il metodo che però, a differenza dei suo colleghi, introdusse Feynman era assolutamente unico, "visuale", non prevedeva cioè l'uso di formule ma di diagrammi, i celebri diagrammi che portano il suo nome. Diagrammi che ormai vengono utilizzati in numerosi campi della fisica e della matematica.

Nel 1986 è stato l'unico scienziato a partecipare alla commissione d'inchiesta che dovette indagare le cause del disastro dello shuttle Challenger pochi secondi dopo il lancio.

Quasi settantenne, con solo un bicchiere d'acqua e qualche pezzo di ghiaccio riuscì a dimostrare a centinaia di ingegneri, burocrati della Nasa e giornalisti presenti che le causa del disastro era dovuta unicamente all'irrigidimento degli anelli di gomma (O-Ring) di uno dei due razzi ausiliari a propellente solido a basse temperature, inferiori a zero °C.

Incidente che, come denunciò, scaturiva dal cattivo rapporto che nella Nasa esisteva tra dirigenti e ingegneri. La morale della relazione conclusiva di Feynman è una lezione che oggi, dopo il recente disastro del Columbia, colpisce ancora di più.

"Se si vuole mantenere una rigida tabella di marcia per i lanci spaziali -spesso il lavoro di ingegneria non può essere compiuto abbastanza velocemente da permettere di rispettare i previsti criteri di sicurezza. Questo implica una diminuizione nella sicurezza dei voli. La Nasa dovrebbe informare onestamente i cittadini di questo pericolo". [...] "Per una tecnologia di successo, la realtà deve avere la precedenza sulle relazioni pubbliche, perché la natura non può essere ingannata!

Questa dimostrazione pubblica davanti alle reti televisive lo fece diventare una specie d'eroe nazionale ma anche considerare un vero "rompiscatole" dai vertici Nasa (in realtà il termine che usarono fu un po' più colorito).
Immagine di Il piacere di scoprire
Per chi è curioso, una indimenticabile intervista realizzata per la trasmissione Horizon, della Bbc, nel 1981 ne delinea con vigore lo spirito brillante. Dall'intervista è tratto "Il piacere di scoprire" di Adelphi, consigliato anche a chi non ha dimestichezza con la fisica.

Per chi in Italia, come il sottoscritto, ha invece avuto la fortuna di sostenere gli esami all'università sulle sue "Lecture on Physics" (recentemente ristampate da Zanichelli con il titolo "La fisica di Feynman"), rimarrà per sempre il ricordo di una fisica "raccontata", con una chiarezza di esposizione assolutamente uniche (è noto che alle sue celebri lezioni partecipassero come uditori molti dei suoi "colleghi" del Caltech che riscoprivano così un modo di spiegare la fisica totalmente innovativo).

Feynman può anche essere considerato il padre delle nanotecnologie, con un noto discorso passato alla storia come "There's plenty of room at the bottom"[1] (1959), in cui per la prima volta si considerava la possibilità di manipolazione diretta degli atomi nella sintesi chimica.

Tuttavia i maggiori contributi li diede in un altro settore, studiando la superfluidità dell'elio, un fenomeno in cui l'elio liquido fluisce senza viscosità. Ne diede una descrizione incredibile, la sua descrizione prevedeva l'uso della meccanica quantistica, ma inquadrata in modo semplice ed esemplare come modello di chiarezza scientifica.

E' inoltre considerato uno degli ispiratori del calcolatore quantistico.
Nel 1981, al Massachusetts Institute of Technology (MIT) si tenne un convegno che sarebbe stato il primo sul rapporto che esiste tra fisica e computazione. Feynman, presentò una memoria dal titolo "Simulating Physics with Computers". Feynman non vedeva nulla di particolarmente esaltante nelle simulazioni approssimate della realtà fatte fino ad allora dai computer. Era, invece, interessato alla possibilità di ottenere una simulazione esatta attraverso un computer che potesse fare le stesse cose che fa la natura. Feynman già intuiva che la computazione non era solo una disciplina matematica ma anche fisica. La simulazione di un fenomeno sul computer classico richiede un mondo prevedibile in modo deterministico.

Non ci sono incertezze nel comportamento di circuiti costituiti da miliardi di trilioni di atomi ed elettroni. "Ma un computer tradizionale fino a che punto può emulare il mondo quantistico?" - Si domandava Feynman.

L'argomento, dopo una quarantina di anni di ricerche, ha prodotto in ambito teorico notevoli risultati, per i quali si attendono nel prossimo futuro interessanti riscontri sul piano delle applicazioni. Qui basterà dire che tutta la "Teoria della Informazione classica "così come impostata da C. Shannon, è in corso di revisione.

Nella foto in alto, la Apple lo ritrae come tra gli uomini che hanno lasciato una indelebile impronta al secolo scorso, e sulla maglietta si vede una stilizzazione proprio della Connection Machine,
Immagine di «Che t'importa di cosa dice la gente?»
Alle riconosciute doti di fisico, Feynman affiancava un senso dell'umorismo fuori dal comune (molti aneddoti sulla sua vita sono raccontati in prima persona nelle raccolte "Sta scherzando, Mr. Feynman!" e "Che ti importa di cosa dice la gente?") e una passione per la musica e la pittura (suonava il bongo e faceva ritratti - di donne - con lo pseudonimo "Ofey").

Amava definirsi Nobelist Physicist, teacher, storyteller, bongo player, ovvero Fisico premio Nobel, insegnante, cantastorie, suonatore di bongo.

Morì per un tumore all'addome che lo obbligò, negli ultimi anni, a entrare e uscire dall'ospedale per subire delicati interventi chirurgici. Questo non gli impedì di partecipare all'inchiesta del disastro del Challenger, di cui abbiamo parlato, e di dare ancora importanti contributi alla fisica. Le sue ultime parole prima di morire, fedele fino all'ultimo al suo personaggio, furono:

"I'd hate to die twice. It's so boring"

"Non sopporterei di morire due volte... è così noioso"


NOTE

[1] Trad. "C'è moltissimo spazio in basso" - dove il termine "in basso" è inteso come il mondo al di sotto delle dimensioni molecolari.
Qualche anno dopo Jean-Marie Lehn parafraserà Feynman con l'espressione There's even more room at the top indicando la strada al di sopra delle dimensioni molecolari verso la chimica supramolecolare



BIBLIOGRAFIA

Da non perdere per chi si occupa di fisica. la raccolta del Vega Trust: la registrazione fatta nel 1979 a Auckland, in Nuova Zelanda, delle sue celebri conferenze raccolte in QED. La strana teoria della luce e della materia, Adelphi 1989.


Citazioni di o su Richard Feynman

(EN) Feynman On Line
(EN) Lavorare con Feynman (EN) e (FR)



Appena pubblicato da Adelphi

Immagine di Deviazioni perfettamente ragionevoli dalle vie battuteDeviazioni perfettamente ragionevoli dalle vie battute.
Le lettere di Richard Feynman

Quasi vent'anni dopo la sua morte, Feynman non cessa di stupirci. Questa volta con l'aiuto della figlia Michelle, che ci consegna una parte copiosa dell'epistolario di suo padre. E basta scorrerne i destinatari - eminenti scienziati, ma anche ammiratori, studenti, picchiatelli, gente comune che si rivolgeva a lui in cerca di consigli - per avere la conferma della sua leggendaria versatilità e anticonformistica vocazione didattica. Ci capiterà allora di incontrare, magari nella risposta a uno sconosciuto, passi illuminanti su qualche arduo problema della fisica: "Alla gente piace imparare" diceva del resto Feynman "e il modo migliore di "intrattenerla" è.darle la possibilità di capire, almeno in parte, qualcosa che non aveva mai capito prima". Parteciperemo inoltre - attraverso un libro che si rivelerà l'autoritratto di un uomo che non riusciva a far nulla banalmente - alla comica vicenda delle, sue dimissioni dalla National Academy of Sciences, istituto che gli appare privo di qualsiasi scopo, se non quello di selezionare i personaggi degni di farne parte; rivivremo la prima esplosione nucleare, descritta con vividezza di immagini in una lettera alla madre;c apiremo come arrivò alla sbalorditiva soluzione del caso del Challenger."Sono un esploratore, no?" ha dichiarato Feynman. "E quindi mi piace scoprire".


La biografia di Richard Feymnan
Immagine di Genio
Genio
La vita e la scienza di Richard Feynman

In questa biografia di 670 pagine l'autore, James Gleck, esplora i sentieri dell'intelligenza, della personalità, ma anche delle emozioni e della creatività di un Genio. Racconta la vertiginosa evoluzione della fisica nel nostro secolo, spiegandola al profano.
Ne esce una personalità del genio Feynman che da complessa è diventata leggendaria. Enfant terrible del programma atomico, architetto delle teorie quantistiche, inventore dei celebri diagrammi che portano il suo nome, vulcanico suonatore di bongo e fantastico narratore, infaticabile seduttore, in grado di spiegare la causa del disastro dello Shuttle con un bicchier d'acqua e un anello di gomma. La biografia di una una personalità al di fuori da ogni regola.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Julian Schwinger.
Non è che sapete dove recuperare il libro di Gleick, 'Genio', di cui parlate a fondo pagina vero? E' qualche tempo che lo cerco ma pare ormai ufficialmente fuori produzione.

Anonimo ha detto...

In inglese è ancora disponibile.