giovedì 28 giugno 2012

XAVIER GABAIX E LADA ADAMIC VINCONO IL PREMIO LAGRANGE

Il Premio Lagrange Fondazione CRT è stato assegnato per il 2012 a Lada Adamic e Xavier Gabaix, studiosi dei sistemi complessi, come già segnalato da Gravità Zero. Eccoli sorridenti in posa per i fotografi.


Alessandro Vespignani, Direttore Scientifico della Fondazione Isi (ente di ricerca privato che da trent'anni si occupa di ricerca nell'ambito dei sistemi complessi) li ha presentati alla stampa come "due giganti , due persone che hanno dato contributi immensi al nuovo flusso di attività scientifiche, con lavori e risultati fondamentali che hanno raggiunto da giovanissimi".

Reti sociali e connettività del sistema web: Lada Adamic, professore associato alla School of Information and Center for the Study of Complex Systems dell'Univeristà del Michigan,  ha aperto le porte della scienza del web, attraverso una ricerca continua volta alla comprensione dei sistemi tecnosociali e del mondo iperconnesso in cui viviamo. Il premio le è stato assegnato perché, si legge nella motivazione:  "Con la sua ricerca innovativa, scoprendo le leggi nascoste che governano la struttura e le dinamiche delle reti sociali e dell'informazione, Lada Adamic ha contribuito a mettere a punto i concetti fondamentali necessari per definire una scienza dei sistemi complessi rigorosa, in grado di caratterizzare le moderne infrastrutture sociali e di comunicazione, i processi di diffusione dell'informazione e il marketing virale".

"I sistemi complessi sono la mia casa - ha sottolineato Lada Adamic - perché da sempre ho cercato di studiare il punto di intersezione tra reti complesse e la diffusione delle informazioni.Il mio lavoro è il risultato fortunato di ciò che si è reso disponibile negli ultimi anni: i big data. Noi oggi possiamo capire come interagiscono le persone attraverso le reti digitali".

Ogni giorno, per esempio, siamo i destinatari di un flusso di informazioni e notizie. "Le informazioni in generale - ha spiegato -  vengono filtrate da altri utenti con cui siamo connessi attraverso i social network. Se la persona che ci manda informazioni ha una sua posizione o un credo politico,  in modo indiretto può configurare la nostra 'esposizione' mutandola rispetto a quelle della nostra vita reale e a quella online. In questo modo veniamo definiti rispetto anche le interazioni che gli altri hanno verso di noi". Gravità Zero ha chiesto a Lada Adamic, che sta trascorrendo un anno sabbatico presso la sede di Facebook, se i suoi studi in qualche modo influenzino i meccanismi pubblicitari legati ai social network. Ecco come ha risposto:


Xavier Gabaix, Professor of Finance alla Stern School of Business nella New York University, inserito da The Economist tra gli otto più importanti economisti dell'ultimo decennio, è uno dei maggiori esperti di economia comportamentale, una scienza difficile da definire. Semplificando molto: Gabaix cerca di spiegare i "terremoti" del mondo economico spaziando dallo studio delle origini dei comportamenti irrazionali (talvolta solo in apparenza) alle leggi di scala, sviluppando modelli predittivi che in passato (come quello degli stipendi dei manager) si sono  rivelati corretti. Ii è aggiudicato il premio "perché ha saputo studiare le conseguenze dei comportamenti apparentemente irrazionali dei mercati azionari, prendendo direzioni inaspettate, sfruttando i modelli, basati su assiomi, della forma delle code delle distribuzioni di probabilità. Egli ha lavorato su diversi temi dell'economia finanziaria usando i metodi e le tecniche proprie dei sistemi complessi". In questo breve video sintetizza il suo lavoro.




Uno dei casi che Gabaix ha studiato riguarda l'interazione tra sistemi complessi e macroeconomia e le ricadute sulle fluttuazioni macroeconomiche. "Alla fine degli anni Novanta un gruppo di lavoro alla Boston University ha individuato una regolarità e una relazione tra volumi delle transazioni finanziarie e ritorni attesi. Abbiamo cercato di comprendere come il mercato azionario fluttuasse e che cosa succedesse laddove i grandi attori andassero a immettere grandi flussi di liquidità. La teoria che abbiamo sviluppato dimostra che ci sono dei veri e propri link tra le grandi aziende, i cosiddetti grandi player, e grandi quantitativi di denaro e transazioni. Questi link hanno evidenziato che esiste una correlazione in termini di comportamento: grandi gruppi come Nokia, Fiat o Boeing che si sono comportati in un certo modo sul mercato hanno provocato 'onde' che sono andate a propagarsi non solo sul mercato finanziario, ma anche rispetto agli altri player.  Quello che cerchiamo di fare è comprendere meglio grandi interazioni e sviluppare dei modelli predittivi da un punto di vista quantitativo".

(Ada Guglielmino)

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