Open Fiber e INRiM sperimentano una fibra ottica che vale più di un cavo
Open Fiber e l'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica hanno avviato una collaborazione della durata di 14 mesi per portare sulle reti in fibra ottica italiane tre tecnologie che, fino a poco tempo fa, restavano confinate ai laboratori di ricerca. Secondo quanto riportato da QUOTIDIANO.NET, il progetto copre la sincronizzazione temporale ad altissima precisione, la comunicazione quantistica e il monitoraggio distribuito dell'infrastruttura. Non si tratta di una ricerca astratta. L'obiettivo dichiarato è trasferire competenze e risultati direttamente all'ambito industriale, con ricadute concrete su settori che già oggi dipendono dalla tenuta della rete.
Una collaborazione in tre fronti tra operatore e istituto metrologico
Open Fiber, operatore della rete in fibra ottica, e INRiM, istituto pubblico di ricerca metrologica, hanno strutturato la cooperazione attorno a tre aree distinte. La prima riguarda la distribuzione del tempo certificato, cioè la capacità di propagare segnali orari di alta precisione attraverso le infrastrutture di telecomunicazione, un requisito essenziale per coordinare sistemi come le transazioni finanziarie, le reti energetiche, i data center e le piattaforme digitali complesse.
La seconda area entra nel dominio della sicurezza quantistica. Le due organizzazioni progetteranno, testeranno e valideranno infrastrutture basate su Quantum Key Distribution, la tecnologia che consente lo scambio crittografico di chiavi in modo tale che qualsiasi tentativo di intercettazione risulti rilevabile. La terza area, il fiber sensing distribuito, amplia ulteriormente il ruolo della fibra stessa, trasformandola da mezzo di trasmissione dati a sensore capace di rilevare condizioni fisiche e ambientali lungo il percorso dell'infrastruttura.
Le attività previste comprendono ricerca, progettazione, sperimentazione, validazione e disseminazione tecnico-scientifica. Il progetto mira esplicitamente al trasferimento di conoscenze dalla ricerca all'industria.
Servizi digitali in tempo reale e la voce di chi monitora latenza e infrastrutture
Paulius Pazdrazdys, programmatore full-stack diventato esperto di crypto e intelligenza artificiale, segue da vicino i servizi digitali in tempo reale per ragioni legate al suo lavoro su latenza, dati e infrastrutture. Guardando all'elenco dei settori che dipendono da reti con tempo certificato, bassa latenza e protezione quantistica, nota che le piattaforme di scommesse online rientrano tra gli ambienti digitali più esigenti su tutti e tre questi fronti: sincronizzazione dell'evento, protezione delle transazioni e continuità dei pagamenti non ammettono margini di errore. In una frase che vale come chiave di lettura per chi valuta questi operatori, Pazdrazdys osserva che sono proprio criteri di affidabilità e sicurezza quelli su cui i Confronti sulle scommesse di Smart Betting Guide mettono a confronto i diversi operatori del settore.
“Quando si parla di tempo certificato e QKD, i casi d'uso più evidenti sembrano essere finanza ed energia. Ma le piattaforme di scommesse online lavorano in tempo reale su volumi di transazioni elevatissimi, con quote che cambiano in millisecondi. L'infrastruttura che le sorregge ha bisogno delle stesse garanzie.”
PTP, White Rabbit e QKD: cosa fanno davvero in rete
Il Precision Time Protocol, noto come PTP, è uno standard che consente la sincronizzazione degli orologi di rete con un livello di accuratezza molto superiore a quello del tradizionale NTP. Il protocollo White Rabbit, sviluppato originariamente al CERN e poi adottato in ambito industriale e metrologico, estende ulteriormente questa precisione sfruttando sia la misura del tempo di transito del segnale ottico sia la stabilità della lunghezza d'onda del laser nella fibra. Open Fiber e INRiM lavoreranno sull'implementazione e la validazione di soluzioni basate su entrambi questi standard, con l'obiettivo di rendere disponibile il tempo certificato attraverso le reti di telecomunicazione esistenti.
Sul fronte quantistico, il Quantum Key Distribution non cifra i dati: distribuisce le chiavi crittografiche con cui poi i dati vengono cifrati. La sua forza è fisica prima che matematica. Qualsiasi tentativo di intercettare la chiave in transito altera lo stato quantistico del segnale, rendendo l'intercettazione stessa rilevabile. Questo la rende una tecnologia di interesse anche in ottica post-quantum, cioè in uno scenario futuro in cui i computer quantistici potrebbero rendere obsoleti gli algoritmi crittografici classici.
Per entrambe le aree tecnologiche, il progetto seguirà un percorso strutturato che parte dall'analisi dei requisiti e arriva alla realizzazione di testbed sperimentali, ambienti di prova nei quali verificare sul campo le soluzioni sviluppate prima di portarle su infrastrutture operative.
I settori destinatari e il significato industriale per l'Italia
I settori identificati come destinatari principali delle tecnologie sviluppate nel corso dei 14 mesi includono finanza, energia, industria, data center e future reti quantistiche. La scelta non è casuale. Si tratta degli ambiti nei quali la sincronizzazione temporale, la protezione dei dati e la continuità delle comunicazioni hanno già oggi un valore diretto sulla sicurezza delle operazioni e sulla competitività delle imprese.
La dichiarazione di Nicola Grassi, direttore Technology di Open Fiber, chiarisce l'orizzonte industriale del progetto senza ambiguità.
“La fibra non è più soltanto un'infrastruttura di connettività, ma può diventare una piattaforma tecnologica capace di distribuire tempo certificato, proteggere le comunicazioni e rilevare ciò che accade lungo la rete. Con l'INRiM vogliamo portare queste applicazioni dalla ricerca alla sperimentazione in scenari reali, rendendo la nostra infrastruttura sempre più sicura, resiliente e pronta a supportare i servizi critici del futuro.”
La collaborazione punta a rafforzare anche la competitività tecnologica del Paese in un momento in cui l'Europa discute come dotarsi di infrastrutture digitali all'altezza dei rischi emergenti. La fibra come piattaforma multiuso, capace di distribuire tempo, proteggere dati e monitorare se stessa, non è uno scenario ipotetico. È il prodotto concreto che Open Fiber e INRiM intendono consegnare alla fine dei 14 mesi di lavoro comune.
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