UN LIBRO UMANO SULL'ANIMAZIONE SOCIALE
Forse è proprio così che tutti vorrebbero un manuale. Non di 800 pagine, ma di sole 80 pagine. Non scritto in caratteri piccoli semplicemente nero su bianco, ma composto da caratteri ben leggibili con colori e grafiche adeguate e accattivanti. Insomma, per imparare ci vorrebbe proprio qualcosa che si può leggere in una mattina, perché il testo non è da manuale, ma è divulgativo ed è ben curato.
Sto parlando di un libro piccolo, ma prezioso: "Animazione sociale - Fondamenti, ruolo e competenze del tecnico - Volume 1", scritto da Laura Boggi. Magari il titolo può apparire un po' impegnativo, ma il libro non lo è affatto, in quanto mantiene la promessa degli argomenti citati nel titolo, ma li tratta in modo che possano essere compresi davvero da chiunque. Inoltre potremmo anche affermare che si tratta di un libro essenziale, ma non nel senso di un riassunto, più nell'accezione "fondamentale" - termine usato spesso in Fisica - che richiama gli elementi (primordiali) di una teoria da cui derivano poi un sacco di cose.
Chi può scrivere un libro del genere? Necessariamente un tecnico che opera nel settore dell'animazione sociale. E tale è Laura Boggi, educatrice e formatrice nel campo sociale. Lavora occupandosi di relazione, cura e sostegno alle persone nei loro contesti di vita. Insegna nei corsi di animazione sociale e conduce laboratori finalizzati alla partecipazione e alla crescita del gruppo.
Nell'introduzione Laura si racconta, così scopriamo che il suo percorso comincia all'Accademia delle Belle Arti di Carrara, e l'arte sarà poi una costante della sua vita, perché l'arte può essere orientata anche alla cura. Poi si sposta a Torino ed inizia con lavori in cui prendersi cura degli altri può essere visto dall'esterno, come qualcosa di incredibilmente pesante. Ma Laura non si scoraggia, diventa ausiliaria in un ospedale, poi OSS e torna all'Università, studiando Scienze dell'Educazione. Conduce dei gruppi unendo le esperienze anche eterogenee che ha avuto, riuscendo ad ottenere inclusione, partecipazione e coesione. Poi condivide queste esperienze nei corsi, e questo è il suo primo libro, che potrebbe essere benissimo adottato nei corsi di animazione sociale.
La collana prevede altri quattro volumi, che prendono in considerazione gruppi specifici di utenti: bambini, adolescenti, anziani e disabili. Ho conosciuto Laura proprio in un corso e mi ha detto: "Questo primo volume è pensato come l’avvio di una piccola collana, che vorrei dedicare ai diversi contesti e alle diverse età della relazione educativa, mantenendo sempre un taglio operativo e accessibile". Più in dettaglio mi ha spiegato anche perché ha scritto questo libro, che "nasce dall’esigenza di dare forma scritta a un approccio all’animazione sociale costruito sul campo, tra pratica educativa, riflessione teorica e lavoro con i gruppi. L’idea è quella di uno strumento agile, utilizzabile sia in formazione sia nel lavoro quotidiano degli operatori".
Il libro parte dalla comunicazione, poi affronta la questione dei gruppi - come costituirli, come renderli coesi, come far sì che producano un notevole valore aggiunto per gli utenti. In un capitolo successivo Laura esemplifica al massimo le principali teorie psicologiche applicate all'animazione, poi descrive una serie di laboratori facilmente realizzabili. Infine fa un quadro degli interventi sociali e delinea molto bene ciò che fa un tecnico di animazione sociale per migliorare la qualità di vita degli utenti dei suoi gruppi.
So che magari ora vi è venuta voglia di conoscere di persona Laura Boggi. Se siete di Torino o vi trovate di passaggio, sabato 14 febbraio 2026 alle 18:30 andate al Gauapamole Lab in Via degli artisti 33/B. E' prevista la presentazione del libro, un laboratorio di coesione sociale, buona musica e aperitivo ad hoc.
Walter Caputo

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