Il massacro delle Foibe e i crimini dei partigiani di Tito visti con gli occhi di una bambina
In occasione del Giorno del Ricordo 2026, il Comune di Bussoleno organizza, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Valsusa e l’ANVGD – Comitato di Torino e provincia, la presentazione del libro “Fogolèr – Storia di una famiglia istriana” di Grazia Del Treppo.
L’incontro si terrà giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 17:30 presso Casa Aschieri (Via Walter Fontan 23, Bussoleno).
Coordina l’evento Dario Prodan, divulgatore della cultura istriana.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
L’appuntamento non è soltanto la presentazione di un libro, ma un momento di testimonianza diretta su una delle pagine più drammatiche del confine orientale italiano.
Chi è Grazia Del Treppo
Grazia Del Treppo è una esule istriana nata nel 1941 a Canfanaro (oggi Kanfanar, in Croazia), nel cuore dell’Istria.
Bambina durante gli anni del secondo dopoguerra, visse in prima persona il clima di tensione e repressione instaurato nei territori passati sotto il controllo della Jugoslavia guidata da Josip Broz Tito.
Nel 1951 fu costretta, insieme alla sua famiglia, a lasciare la propria terra nell’ambito dell’esodo giuliano-dalmata.
Da allora ha dedicato gran parte della sua vita alla testimonianza pubblica, intervenendo nelle scuole di tutta Italia per raccontare agli studenti cosa significò essere italiani in Istria nel periodo delle violenze titine e cosa comportò l’abbandono forzato della propria casa.
Il suo impegno si colloca nel solco dell’attività dell’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), che promuove la memoria dell’esodo e delle foibe.
Nel libro Fogolèr – termine friulano che indica il focolare domestico – Del Treppo ricostruisce:
- il clima di paura e intimidazione,
- le pressioni politiche e amministrative,
- le persecuzioni contro la popolazione italiana,
- l’esperienza nei campi profughi italiani (Roio Pineta, presso L’Aquila; Casermette San Paolo a Torino),
- il difficile percorso di integrazione.
La sua non è una ricostruzione ideologica, ma una memoria familiare che si intreccia con la grande storia del Novecento.
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| La panchina dedicata a Norma Cossetto e alle vittime delle foibe a Bussoleno |
Che cos’è l’esodo giuliano-dalmata
Tra il 1943 e la metà degli anni Cinquanta, oltre 250.000 italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia lasciarono le proprie case.
Le cause principali furono:
- il nuovo assetto dei confini stabilito dopo la Seconda guerra mondiale;
- le politiche di nazionalizzazione del regime jugoslavo;
- il clima di intimidazione e repressione politica;
- la paura concreta di arresti, deportazioni o discriminazioni.
L’esodo giuliano-dalmata rappresenta uno dei più rilevanti spostamenti forzati di popolazione nella storia italiana contemporanea.
Tra il 1943 e la metà degli anni Cinquanta, oltre 250.000 italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia lasciarono le proprie case.
Le cause principali furono:
- il nuovo assetto dei confini stabilito dopo la Seconda guerra mondiale;
- le politiche di nazionalizzazione del regime jugoslavo;
- il clima di intimidazione e repressione politica;
- la paura concreta di arresti, deportazioni o discriminazioni.
L’esodo giuliano-dalmata rappresenta uno dei più rilevanti spostamenti forzati di popolazione nella storia italiana contemporanea.
Le foibe: una pagina tragica del confine orientale
Nel contesto delle violenze sul confine orientale si colloca la tragedia delle foibe.
Le foibe sono cavità carsiche naturali utilizzate tra il 1943 e il 1945 come luoghi di esecuzione e occultamento dei corpi.
Le vittime furono militari, funzionari statali, esponenti del fascismo, ma anche civili, sacerdoti, insegnanti e oppositori politici del nuovo regime jugoslavo. In alcuni casi furono colpiti anche sloveni e croati considerati ostili al potere titino.
Le uccisioni si verificarono in due fasi principali:
- l’autunno 1943, dopo l’armistizio italiano;
- la primavera 1945, durante l’occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e Fiume.
Le stime complessive delle vittime variano, ma la ricerca storica colloca il numero nell’ordine di diverse migliaia.
Per decenni la vicenda rimase marginale nel dibattito pubblico nazionale. Solo nel 2004 lo Stato italiano ha istituito il Giorno del Ricordo, fissato al 10 febbraio, per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo.
Memoria e attualità
La presentazione del libro a Bussoleno non è soltanto un momento commemorativo, ma un’occasione di approfondimento storico e confronto civile.
Negli ultimi anni, in diverse città italiane – compresa Bussoleno – si sono verificati episodi di vandalismo contro monumenti o simboli dedicati al ricordo delle vittime del confine orientale.
Questi episodi dimostrano come la memoria delle foibe e dell’esodo resti ancora oggi un tema sensibile, talvolta divisivo.
In questo contesto, la testimonianza diretta di Grazia Del Treppo assume un valore particolare: non come strumento di contrapposizione ideologica, ma come contributo alla conoscenza storica e alla consapevolezza civile delle nuove generazioni.




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