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Medicina, ammessi ma non tutti in Italia: il caso Tirana e il nuovo sistema di accesso

di Claudio Pasqua 

Sono entrati a Medicina grazie al nuovo semestre filtro, ma per circa 220 studenti italiani l’inizio del percorso universitario non sarà in Italia. La loro destinazione è Tirana, in Albania, dove è attivo un corso collegato all’Università di Roma Tor Vergata tramite un accordo internazionale.

Il Palazzo del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino

La possibilità di frequentare una sede estera rientra nelle regole del nuovo sistema di ammissione, che prevede un primo semestre selettivo con esami preliminari. L’obiettivo è aumentare i posti disponibili e offrire opportunità anche tramite collaborazioni con università straniere. Il corso di Tirana è un joint degree, sviluppato insieme all’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”, con pieno riconoscimento accademico in Italia.

Il problema, segnalato da molti studenti e famiglie, riguarda la trasparenza nelle assegnazioni. Chi si è piazzato nelle posizioni più basse della graduatoria ha scoperto solo dopo l’assegnazione che avrebbe dovuto iniziare a studiare all’estero, con possibilità di scelta molto limitate.

A complicare la situazione c’era anche la questione economica: la retta prevista per la sede di Tirana superava i 9.000 euro annui, molto più alta rispetto ai contributi richiesti negli atenei pubblici italiani. La notizia aveva suscitato proteste e acceso il dibattito sul diritto allo studio.

Dopo il confronto tra il Ministero dell’Università e della Ricerca e l’Università Tor Vergata, la situazione è stata rettificata: gli studenti destinati a Tirana pagheranno le stesse tasse dei colleghi che studiano a Roma, calcolate in base all’ISEE. Inoltre, il primo semestre si svolgerà a Roma, prima del trasferimento in Albania.

Il caso Tirana mette in evidenza le sfide del nuovo semestre filtro: se da un lato amplia le opportunità di accesso a Medicina, dall’altro richiede informazioni più chiare e trasparenti per studenti e famiglie, soprattutto quando si tratta di trasferimenti internazionali e costi elevati.

Per gli studenti piemontesi e torinesi che ogni anno tentano l’accesso alle facoltà mediche, la vicenda rappresenta un esempio di come il sistema stia cambiando e di quanto sia importante conoscere le regole fin dall’inizio.

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