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STATISTICA E PROBABILITA': PUNTATA 8 DI "N"

Buongiorno a tutti, cari lettori, e benvenuti all'ottava puntata di questa serie che, iniziata il 27 giugno 2023, sta procedendo, nonostante il periodo bollente in cui ci troviamo. D'altronde le sette puntate precedenti (1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7) stanno riscuotendo un certo successo, soprattutto perché non molti si mettono a divulgare Statistica. La fisica sì, la matematica anche, la chimica un pochino, ma la statistica è proprio rara nelle pubblicazioni divulgative. Non a caso quindi ho scritto: "Non è colpa della statistica" e continuo questa serie di "N" puntate.

Oggi vorrei parlare di rischio, ovvero di un termine che sembra significare tante cose diverse a seconda del contesto di utilizzo. Pensate ad esempio a come parlare di rischio a un bambino oppure ad un adolescente neopatentato o ancora ad un lavoratore nell'ambito di un corso sulla sicurezza.

Esistono dei casi che hanno colpito l'opinione pubblica, cioè delle situazioni in cui, dopo che si sono verificati giganteschi danni a persone e strutture, si è capito che - evidentemente - ci si trovava in una situazione di alto rischio. Ma nessuno lo sapeva? E' possibile che nessuno non abbia fatto niente per evitare un disastro? Prendiamo in considerazione il caso - del 4 agosto 2020 - relativo all'esplosione che si verificò nel porto di Beirut. In quel giorno detonarono 2750 tonnellate di nitrato d'ammonio: ci furono 220 vittime e danni molto ingenti. Il nitrato d'ammonio era - da anni! - stoccato in un capannone insieme a quantità rilevanti di fuochi d'artificio. Pare che l'innesco sia stato qualche scintilla generata dai lavori di manutenzioni svolti in prossimità del capannone.

Esistono poi casi in cui il rischio è meno evidente, il danno potenziale è nascosto molto bene, ma è pronto a saltar fuori. Tuttavia esso colpisce una persona e noi speriamo sempre che il danno grave - per esempio di salute - vada a manifestarsi da un'altra parte, che sia a carico di qualcun altro. Ne facciamo una questione individuale, ma tanti individui insieme - tutti affetti dalla stessa patologia - fanno una collettività, cioè una questione che interessa la Statistica. 

A tal proposito prendiamo in considerazione il cancro, oggetto dello studio "Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD)" pubblicato nel 2022, di cui ha recentemente scritto Cristina Da Rold, datajournalist dal 2022. Cito le sue parole: "Una delle sfide della ricerca scientifica in medicina è riuscire a isolare quanto influisce ogni fattore di rischio - esposizione a sostanze, alimentazione, attività fisica, solo per citarne alcuni - sul rischio di ammalarsi di una certa malattia o su un esito più o meno favorevole delle terapie". In questo lavoro: "i ricercatori sono riusciti ad avere un numero di dati significativo e solido da stimare quanti decessi e quanti anni vissuti in disabilità per 23 tipi di cancro sono verosimilmente attribuibili ad ognuno dei 34 fattori esaminati". Ma cosa significa che, fra i casi di cancro dovuti ai fattori di rischio (circa la metà del totale), una gran percentuale è attribuibile al fumo, all'alcol, all'obesità e via dicendo?

Arrivederci alla prossima puntata!

Walter Caputo

Divulgatore specializzato in Scienze Statistiche

Autore del libro: "Non è colpa della statistica" - C1V Edizioni

N.B.: La foto dell'articolo è uno screenshot effettuato sul video dell'esplosione del porto di Beirut (video realizzato dal canale "Geopop" su Tik Tok).


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