Header Ads

LAUREARSI DA  ADULTI IN INGEGNERIA CIVILE, AMBIENTALE  E TERRITORIALE  

Perché iscriversi a un corso di laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio a 30, 40 o 50 anni? E, soprattutto, cosa fa un ingegnere del territorio? L’ingegnere ambientale è specializzato nel campo della progettazione e programmazione urbanistica con lo scopo di prevenire, gestire e monitorare gli effetti ambientali di opere edilizie.



Chi vuole svolgere il lavoro di ingegnere ambientale, deve conseguire una laurea in Ingegneria Civile Ambientale – Territoriale, come quella promossa dall’Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale che richiede per il conseguimento del titolo triennale (di primo livello) l’acquisizione dei 180 crediti formativi.


I laureati del Corso in Ingegneria Civile e Ambientale devono avere una solida base culturale sia nelle discipline relative alle strutture ed alle costruzioni, con le loro interazioni con l’ambiente esterno, sia nelle discipline dei sistemi ambientali, con tutti gli aspetti di interazione tra i vari sottosistemi (ad esempio terra, acqua, aria, biosfera ecc.) e con l’interferenza che questi hanno con l’ambiente costruito.

Tale intento viene raggiunto attraverso un curriculum che prevede in primo luogo due anni sostanzialmente bloccati, in cui oltre alle discipline di base relative agli ambiti matematico, fisico, chimico, informatico ed economico, si forniscono più approfonditi strumenti di analisi nel campo delle costruzioni ponendo un obbligo per tutti sui corsi di Meccanica Razionale e Scienza delle Costruzioni.

Sono inoltre forniti più approfonditi strumenti di analisi dei sistemi ambientali e della loro interazione con l’ambiente costruito, attraverso i corsi obbligatori di Statistica, Analisi dei Sistemi, Fenomeni d’Inquinamento e Geologia Applicata. Una tale base comune è completata nel terzo anno da materie tipiche dell’Ingegneria Civile ed Ambientale quali l’Idraulica, la Geologia Applicata, la Geotecnica, la Topografia e la Fisica Tecnica.



Di conseguenza un ingegnere ambientale si occupa di tutti quegli aspetti che prevedono l’integrazione delle attività umane con il territorio, a partire da:

  • progettazione di opere di ingegneria civile a basso impatto ambientale
  • garantire uno sfruttamento responsabile e sostenibile del territorio
  • mettere in sicurezza zone e infrastrutture
  • monitoraggio delle risorse idriche
  • risanamento di ambienti inquinati
  • effettuare bonifiche di siti contaminati
  • produrre sistemi informativi territoriali
  • pianificazione di interventi di difesa di un territorio
  • certificare la qualità ambientale
  • salvaguardare persone e cose dai rischi ambientali
Fra le sue numerose possibilità lavorative si trova la difesa del territorio e la gestione delle risorse ambientali in tutti gli aspetti, potendo dare risposte sempre più efficaci a dinamiche e problematiche ambientali e territoriali di ampio genere, come la gestione delle risorse idriche, di quelle energetiche o relative allo smaltimento dei rifiuti. 


Nessun commento