lunedì 10 giugno 2019

COME SI ESEGUE UNA SALDATURA AD ARCO?


La saldatura è il procedimento che è necessario adottare quando si deve provvedere alla lavorazione del ferro. Essa consente di ottenere un'unione tra due elementi in acciaio o in ferro stabile e, al tempo stesso, duratura. I pezzi che vanno uniti sono fusi con il metallo di apporto lungo la linea di contatto: il risultato è, appunto, un pezzo unico, visto che in seguito al raffreddamento le parti sono compenetrate tra di loro. Lo scopo è quello di usufruire di una resistenza meccanica molto elevata. Ma perché il metallo si fonde? Le temperature che si raggiungono sono molto alte, intorno ai 3mila gradi, e ciò è possibile in virtù del calore di combustione di una miscela di gas.

Come funziona una saldatura

Prima di capire come avviene una saldatura è importante trovare lo strumento più adatto per eseguirla: il prezzo saldatrice Helvi più conveniente permette di spendere poco senza rinunciare alla qualità di prestazioni elevate. La saldatura ad arco è così chiamata perché si basa sullo scoccare di un arco calorifico e molto luminoso che si verifica nel momento in cui due conduttori sotto tensione vengono messi a contatto l'uno con l'altro. Tali conduttori sono ad alto amperaggio e a basso voltaggio.


Come è fatta una saldatrice ad arco

Una saldatrice ad arco può essere a inverter o a trasformatore. In tutti e due i casi, dallo strumento escono due cavi riguardanti i poli della tensione: su entrambi è presente una pinza, che per il polo positivo è destinata ad accogliere l'elettrodo del metallo di apporto. Uno degli elementi che devono essere saldati, invece, viene stretto alla pinza del negativo. A questo punto, dopo che la pinza da saldare è stata impugnata e il metallo è stato toccato con l'elettrodo, parte l'arco calorifico che permette di fondere l'elettrodo del metallo di apporto e, ovviamente, le parti che devono essere saldate.


Gli elettrodi nella saldatura ad arco

Non tutti gli elettrodi vanno bene per la saldatura ad arco: è necessario, infatti, trovare quelli del diametro giusto a seconda dello spessore degli elementi che devono essere saldati. Non solo: il diametro condiziona anche la potenza dell'arco che viene generata. Infatti, se l'arco fosse eccessivamente debole, gli elettrodi più grossi non riuscirebbero a fondere. D'altro canto, anche un arco troppo forte potrebbe essere inutile o addirittura dannoso, in quanto gli elettrodi di diametro più piccolo finirebbero per essere fusi in modo violento e, addirittura, fuori controllo.

Come cambia la potenza dell'arco

Tutte le saldatrici sono munite di un sistema di regolazione della corrente di saldatura, dal momento che la potenza dell'arco è proporzionale rispetto alla corrente in circolazione in occasione del corto circuito che si verifica a causa del contatto tra il metallo e l'elettrodo. Per le saldatrici tradizionali, tale sistema di regolazione è rappresentato da un volantino situato nella parte anteriore e che permette di definire la corrente di saldatura nel momento in cui viene ruotato in un senso o nell'altro. Per rilevare la corrente di saldatura ci si serve di un indice apposito. Per quel che riguarda le saldatrici a inverter, invece, è necessario agire su uno specifico potenziometro se si è interessati a regolare la corrente. 


La sicurezza delle saldatrici

Dei sistemi di protezione appositi devono essere presenti per la linea di alimentazione di ogni saldatrice: si tratta di interruttori automatici o fusibili in grado di sostenere il massimo assorbimento dello strumento. Nel caso in cui per il cavo di alimentazione ci sia bisogno di una o più prolunghe, esse devono essere caratterizzate da una sezione che deve essere uguale o superiore a quella del cavo della saldatrice stessa. 

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