mercoledì 20 giugno 2018

GUIDA AL CONTO DEPOSITO: COS'È E PERCHÉ AVERLO?


Il conto deposito è un conto corrente bancario con delle caratteristiche particolari e delle funzionalità specifiche correlate allo scopo per il quale esso viene aperto, e cioè garantire degli interessi il più possibile alti rispetto alle somme di denaro che vengono investite. Nella maggior parte dei casi, un conto di questo tipo non prevede spese di gestione, mentre il tasso di interesse è molto più elevato rispetto a quello previsto da un conto corrente classico. Chi possiede un conto deposito deve, però, essere titolare anche di un conto corrente tradizionale, a prescindere dal fatto che i due conti siano ospitati dalla stessa banca o da due istituti di credito differenti: in questo modo è disponibile un conto di appoggio verso il quale e dal quale possa essere versato il denaro.

Come funzionano i conti deposito


titolari dei conti deposito non possono prelevare dagli stessi una quantità di denaro superiore rispetto alla liquidità a disposizione, ed è per questo motivo che per l’apertura di un conto deposito non è richiesta alcuna garanzia: insomma, non importa che si sia inseriti nella lista dei cattivi pagatori oppure no. Le banche possono offrire delle condizioni più convenienti nel caso in cui il capitale che si deposita venga vincolato: in tali circostanze, il capitale può essere prelevato in qualsiasi momento, ma se ciò avviene prima che il vincolo scada non si ha più il diritto di riscuotere gli interessi che sono stati maturati.

Perché aprire un conto deposito


Il motivo principale per cui è consigliabile aprire un conto di questo tipo, dunque, va individuato nella possibilità di conseguire rendimenti elevati dalla somma di denaro che si decide di depositare senza dover far fronte a obblighi o spese. Il rendimento effettivo è proprio l'elemento che deve essere valutato nel momento in cui si è chiamati a decidere in quale banca aprire il conto deposito: a tale scopo è consigliabile prendere in considerazione la logica di capitalizzazione degli interessi, il tasso di interesse che viene promesso e le eventuali spese che devono essere sostenute per il deposito.
Per verificare la redditività dei conti si può fare riferimento anche al tasso effettivo, un unico parametro che rende il confronto più semplice. Ogni conto garantisce tassi di interesse differenti, che consistono nel rendimento garantito. Gli istituti di credito in genere dichiarano il tasso di interesse lordo, a cui deve essere sottratto il 26% di tasse: tasse che, in ogni caso, non devono essere pagate direttamente dal correntista in sede di dichiarazione dei redditi ma che sono detratte dalla banca stessa nel momento in cui gli interessi vengono capitalizzati. Bisogna sempre prestare attenzione alle condizioni di favore che potrebbero essere proposte ai nuovi clienti che, però, potrebbero essere trasformate dopo un certo periodo di tempo.

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