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A CHI SERVE LA MATEMATICA?

Ci sono libri che ti fanno vedere la Matematica sotto un altro punto di vista. Uno di questi è "Numeri e forme - Didattica della matematica con i bambini", scritto da Ana Millan Gasca - professore associato di matematiche complementari presso l'Università di Roma Tre - e pubblicato da Zanichelli. E' certamente un libro importante per gli insegnanti di matematica, soprattutto per coloro che la insegnano ai bambini.

Ma in realtà, nel libro, c'è molto di più di ciò che vi aspettereste. Infatti non tutti fanno gli insegnanti di matematica, né hanno bambini come studenti. C'è chi utilizza la matematica nel proprio lavoro (a volte inconsapevolmente), c'è chi non ha ancora capito che la matematica non ha mai fatto male a nessuno (ma gli insegnanti di matematica sì) e c'è anche chi ha studenti adolescenti e non trova un modo per far apprezzare la materia.

Insomma, tutti hanno bisogno di un nuovo punto di vista sulla Matematica. In principio la matematica "serviva" solo a coloro che svolgevano mestieri che avevano a che fare con il calcolo pratico. Si trattava di una materia riservata soprattutto a contabili e geometri. E ancora oggi esiste questo genere di matematica, che io insegno anche tramite libri ad hoc per fare le scritture contabili, le buste paga e il controllo di gestione

Ma poi, ad un certo punto, si è scoperto che la Matematica serviva a tutti, non era quindi più riservata ad alcune professioni che utilizzavano il calcolo quotidianamente. Perché la Matematica si è diffusa in qualunque scuola e università? Perché serve per invitare a pensare e svegliare le menti, è utile quindi per diffondere i pilastri della scienza, come ho fatto con il libro "La pizza al microscopio" e come ha fatto Eugenia Cheng con il libro "Biscotti e radici quadrate". D'altronde, l'idea che la Matematica non possa cambiare, né evolvere (come succede a qualsiasi disciplina scientifica) è tanto radicata nelle persone, quanto falsa. La matematica cambia, evolve, si dota di strumenti più precisi e talvolta più semplici da utilizzare. E così può capitare che un cambio di prospettiva porti alla soluzione di un importante paradosso.

"Oggi non dobbiamo addestrare dei piccoli calcolatori e calcolatrici, ma invitare i bambini a una passeggiata per il vasto mondo dei numeri e delle forme. Qual è lo zainetto con il quale partono per la loro avventura?" scrive l'autrice. E già questo deve farvi pensare. Ma se non basta, ecco cosa aggiunge Ana Millan Gasca: "Ogni bambina e ogni bambino, può e deve provare a pensare da sè, a sbagliare e, con l'aiuto dell'adulto e dei compagni, correggersi e sorridere, cercando di arrivare alla soluzione... come tante volte succede nella vita".

Dopo l'ascesa (e la caduta) delle nuove tecnologie nell'insegnamento (soprattutto tablet e libri elettronici), si è constatato che a scuola l'insegnante ha un ruolo più importante della tecnologia e che quindi può portare gli studenti sulla strada giusta, lasciando che ogni tanto si perdano un po'. Ad esempio, egli può invitare gli studenti a "disegnare" un problema prima di risolverlo, può rivelare (finalmente!) che esistono tante strade per risolvere lo stesso problema e infatti il compito dell'insegnante è attivare il cervello degli studenti, non formare le scimmie ammaestrate di cui si parla nel libro "Contro l'ora di matematica". 

La Matematica è difficile? Pensate di adottare la scorciatoia di infiniti esercizi fino a sfinire i vostri studenti? Ebbene, sappiate che (come ci ricorda giustamente l'autrice) se è una ripetizione è un esercizio (tipo scimmia ammaestrata), se è banale non è Matematica. Buona lettura a tutti.



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