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FISCO, 2017 NUOVO ANNUS HORRIBILIS?

Si prospetta un anno terribile sul fronte delle scadenze fiscali, se verranno confermate le anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2017 con i vari provvedimenti collegati: un mix di vecchie pratiche e nuovi inserimenti, con l’aggiunta di interventi straordinari, che preoccupano già i contribuenti.



Manca ancora qualche settimana alla fine dell’anno, ma l’attenzione è già tutta concentrata – con surplus di preoccupazione – su quello che sarà il calendario delle scadenze fiscali del 2017, che si preannuncia particolarmente intenso e temibile, a causa in particolare di un mix tra vecchie pratiche, novità introdotte con la Legge di Bilancio e una serie di interventi straordinari (come rottamazione dei ruoli o voluntary) che completano un quadro che appare fosco per i contribuenti.


Il calendario della comunicazione di liquidazione Iva. La grande novità riguarda il popolo delle partite Iva, che è sempre più un “esercito” nel nostro Paese: come ricorda il portale Guida Fisco, infatti, dal 2017 entrerà in vigore un nuovo adempimento previsto dal decreto fiscale 193/2016, che impone la comunicazione Iva trimestrale da parte dei soggetti passivi IVA, sostituendo il vecchio spesometro. Le date da annotare in calendario sono il 31 maggio 2017, il 16 settembre 2017 e il 30 novembre 2017, che sono appunto i termini ultimi per la “comunicazione della Liquidazione IVA” relativa rispettivamente al primo, al secondo e al terzo trimestre dell’anno prossimo.

Più adempimenti e sanzioni sproporzionate. A lanciare l’allarme sul calendario delle scadenze del 2017 sono le associazioni dei commercialisti, che puntano il dito contro “il decreto fiscale varato dal MEF, che aggiunge ben otto nuove comunicazioni fiscali ai già numerosi adempimenti che gravano su imprese, professionisti e contribuenti”. Ma c’è un altro punto che forse si rivela ancora più critico: “come se non bastasse, viene introdotto un sistema sanzionatorio completamente sproporzionato”, spiegano ancora gli esperti.

Sanzioni pesanti. Anche il quotidiano economico Italia Oggi ha fatto il punto della situazione, concentrandosi in particolare sulla sproporzione del regime sanzionatorio che andrà in vigore dal prossimo anno, con un articolo intitolato “Errori di 1, sanzioni di 5mila”, a riprova di un fattore a dir poco paradossale introdotto dal decreto. Le nuove sanzioni, che sono ancora all’esame del Parlamento, prevedono infatti il pagamento di un minimo di 25 euro fino a un massimo di 25mila euro per l’omessa o l’errata trasmissione del nuovo spesometro trimestrale, mentre le sanzioni per l’omessa, incompleta o infedele nuova comunicazione trimestrale dei dati Iva andranno da un minimo di 5mila a un massimo di 50 mila euro.

Una giungla di adempimenti. Anziché semplificare un “sistema fiscale che occupa il 126esimo posto nel ‘ranking’ annuale sulla competitività elaborato dalla Banca Mondiale”, denunciano le associazioni della categoria professionale, il decreto fiscale aggiunge ben 8 nuovi adempimenti a carico di professionisti e imprese. E pensare che già oggi “gli adempimenti fiscali gravano mediamente su una impresa italiana 2,18 volte più di una impresa britannica, 1,73 volte più di una francese e 1,58 più di una spagnola”.


Possibili novità in arrivo. I commercialisti spiegano ancora che i nuovi adempimenti, con “i relativi costi e il sistema sanzionatorio” istituiscono “di fatto una nuova tassa occulta su tutte le categorie produttive del nostro Paese”. Ecco perché, tra gli emendamenti presentati  al testo del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 da parte delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati ci sono anche specifici interventi mirati a ridurre le sanzioni connesse al mancato o infedele invio dello spesometro trimestrale e dei dati relativi alle liquidazioni periodiche effettuate. In questo modo, i deputati stanno cercando di superare le principali criticità evidenziate proprio dagli operatori del settore in merito alla concreta applicazione della disciplina delle nuove comunicazioni trimestrali IVA, introducendo per altro anche un’altra novità, ovvero la previsione di un credito d’imposta di 50 euro per i soggetti che optano per la fatturazione elettronica.

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