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LE BREAST UNIT IN PIEMONTE: UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE NELLA PREVENZIONE E NELLA CURA DEL TUMORE AL SENO.

Un convegno che si svolgerà a Torino, promosso dall’Assessore alla Sanità Antonio Saitta in collaborazione con Europa Donna Italia, il movimento che rappresenta i diritti delle donne riguardo alla prevenzione e alla cura del tumore al seno (*).  19 febbraio 2016, Torino - h 9.30, Aula Magna Istituto Rosmini

Campagna nastro rosa per la prevenzione del tumore al seno - Shutterstock


Entro il 2016 su tutto il territorio nazionale dovrà essere attiva una rete omogenea di Breast Unit, centri di senologia caratterizzati da un approccio multidisciplinare alla malattia e da un adeguato volume di casi trattati all’anno (minimo 150). 

La direttiva nasce dall'intesa 185/CSR del 2014 tra Governo e Conferenza Stato-Regioni con cui le Regioni si sono impegnate ad adeguarsi alle linee di indirizzo ministeriali sui centri di senologia multidisciplinari. È un’evidenza scientifica che il tumore trattato in questi centri riduce la mortalità fino al 20%; la loro istituzione garantirà alle donne tutte le cure necessarie e di qualità controllata in un'unica struttura, evitando pellegrinaggi della salute. 

“In Regione Piemonte i centri di senologia si inseriscono nel modello organizzativo della rete oncologica”, spiega Oscar Bertetto, direttore della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta, che su mandato dell’Assessore ha partecipato alla definizione del programma del convegno torinese. “Per ottenere l’approvazione da parte della rete – continua Beretto - ogni centro deve obbligatoriamente adottare modalità definite per l’accoglienza clinica, infermieristica e amministrativa; percorsi che assicurino diagnosi e stadiazione con esami appropriati, coordinati e tempestivi; un approccio interdisciplinare e multiprofessionale per i trattamenti. Inoltre deve prestare attenzione ai problemi psicologici, sociali, familiari, relazionali, riabilitativi e palliativisti.” 

“Riteniamo importante che i centri di senologia si mettano in rete, perché il confronto e lo scambio reciproco migliora le prestazioni, l’organizzazione e la qualità dell’assistenza e il convegno di oggi è un’occasione preziosa in questo senso”. Questo il commento di Anna Sapino, Direttore di Anatomia Patologica all’IRCCS di Candiolo e Referente regionale di Senonetwork onlus, associazione scientifica che promuove i centri di senologia multidisciplinari in Italia, che aggiunge: “La collaborazione con il volontariato femminile, di cui Europa Donna è portavoce, può contribuire a far conoscere questo modello terapeutico-assistenziale che sarà presto alla portata di tutte le cittadine piemontesi”. 

I lavori si articoleranno in vari momenti: la prima parte dedicata all’analisi dei dati epidemiologici e dei servizi offerti alla donna (diagnosi precoce, terapia, follow-up, normativa regionale) con interventi da parte delle Istituzioni, la seconda con interventi della comunità scientifica e la terza con le esperienze delle associazioni e dei gruppi di volontariato presenti sul territorio. 

“Il ruolo delle associazioni sul territorio è di grande rilievo, grazie al loro fattivo apporto nelle attività di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione femminile sul carcinoma mammario – afferma Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia – e riscontriamo con piacere la disponibilità da parte dell'Assessore alla Salute Antonio Saitta nell’accelerare il processo di realizzazione dei centri multidisciplinari, affinché anche sul territorio piemontese possano essere garantite cure di qualità per questa patologia che colpisce 1 donna su 8 nel corso della vita”. “Siamo certe – continua D’Antona - che la delibera approvata lo scorso 23 novembre dalla giunta regionale sia l'espressione dell'impegno, dell'attenzione e della disponibilità della Regione nel sostenere un approccio sempre più interdisciplinare alla cura, volto a garantire a tutte le pazienti del territorio il livello di qualità richiesto dagli standard europei." 

A livello nazionale, è previsto un incremento di nuovi casi di tumore al seno: dai 44.000 del 2010, ai circa 49.000 del 2020, agli oltre 51.500 del 2030. Sono questi alcuni dei dati che danno una dimensione dell’incidenza del tumore al seno, il tema al centro del convegno. 

(*) Europa Donna Italia è membro della Coalizione Europea “Europa Donna”, nata nel 1994 da un’idea del Professor Umberto Veronesi e oggi presente in 47 Paesi. 

Per contatti Europa Donna Italia: 02 36709790
Uffico Stampa: Simona Loew simona.chiara@tiscali.it,
Elisa Travaglio elisa.travaglio@europadonna.it
Coordinamento operativo: Elisabetta Sestini elisabetta.sestini@europadonna.it


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