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GIOVANNI FILOCAMO IL 6 MARZO A TORINO: L'INTERVISTA DI GRAVITÀ ZERO

Il 6 marzo 2015 a Torino, in occasione della Festa della Matematica, ci saranno conferenze, esposizioni di esperimenti scientifici, gare fra esperti e gare fra principianti. Al mattino sono previste due conferenze: "La formula segreta. Dispute pubbliche e private nella soluzione delle equazioni di terzo grado nel Cinquecento" di M. Lovisetti e D. Squassina e poi "Il matematico curioso. Come scoprire la matematica in ogni angolo" di Giovanni Filocamo.

Giovanni Filocamo - immagine tratta da
www.giovannifilocamo.com
L'8 febbraio il Blog Pizza e Scienza, tra gli sponsor dell'evento, aveva già fornito alcune anticipazioni. Ora Gravità Zero lascia la parola a Giovanni Filocamo, laureato in Fisica e Phd in Matematica, noto divulgatore scientifico e cofondatore di Matefitness.

Lei ha una lunga esperienza come animatore scientifico e progettista di eventi di divulgazione scientifica. Secondo lei, quali sono gli ingredienti di successo per un evento divulgativo sulla matematica?

La risposta meriterebbe molto spazio, e si potrebbero elencare molte variabili, ma - in accordo con la teoria del caos -  basterebbe un piccolo cambiamento per causare la differenza tra il successo e il fallimento. Ma consideriamo le cose davvero fondamentali: cominciamo a vedere il problema da P.M. (Project Manager, n.d.r.). Sotto questo punto di vista è importante sapere quale budget abbiamo a disposizione. Una volta che lo sappiamo possiamo decidere come impiegarlo e cercare, per esempio, una proiezione cinematografica, un grande exhibit interattivo, un piccolo gioco da tavolo o un animatore scientifico con un foglio di carta in mano sempre con lo stesso obiettivo, ad esempio, spiegare le sezioni coniche.

A prescindere dal tipo di divulgazione, abbiamo comunque bisogno di ingredienti fondamentali: aver capito bene (beh, diciamo il meglio possibile) il concetto che vogliamo comunicare, cercare di metterci dalla parte di chi ascolta e immaginare cosa può provare chi conosce a malapena le 4 operazioni, metterci fantasia e creatività per trovare modalità originali e passionali, insomma "metterci il cuore" (tecnicamente io credo nell'Intelligenza Artificiale, quindi non posso farlo). La nostre emozioni possono passare anche dall'altra parte e questo è il momento più bello, sia per noi che per chi ci ascolta.

Consiglierebbe ad un giovane di intraprendere la carriera di divulgatore scientifico? Si può vivere di sola divulgazione, oppure è necessario svolgere un altro mestiere?

Come per molte altre professioni, quando diventano di moda c’è meno posto e per la divulgazione scientifica, negli ultimi (quasi) 15 anni, il mestiere è diventato molto più  “fashion” rispetto a quando ho cominciato.

Però, se piace davvero, e si ha la pazienza di aspettare, penso che la professione possa funzionare anche perché aiuta a formare molte persone come "piccoli scienziati", cosa di cui abbiamo bisogno! Oltre a questo posso dire che, anche a causa della concorrenza, è molto importante inventare!! Inventarsi qualcosa anche per raccontare proprio le invenzioni. Credo che questo sia fondamentale in tutti i campi.

Nel suo lavoro qual è la percentuale di tempo dedicata alla divulgazione scientifica? Il tempo residuo (di lavoro) a cosa è dedicato?

25% dormire - 15% tango argentino - 60% divulgazione scientifica - 10% il resto (so che la somma è sbagliata ma l’ho fatto apposta).


Secondo lei, perché si ama la matematica e perché la si odia?

Ci sono molte cause, sia per l'amore che per l'odio. Riassumendo al massimo, penso che la maggior parte della responsabilità sia legata alla scuola “tout court”. Quindi mi sto riferendo sia ai professori che al Ministero: è proprio quest'ultimo che impone programmi e modalità di svolgimento degli stessi.

Walter Caputo - Science writer

Sulla copertina di uno dei suoi libri (“Il matematico continua a curiosare”) c'è (anche) una pizza. Può spiegarci il legame fra pizza e matematica?

Ahahah! Ci sono molti legami. Io l’ho usata nel modo più semplice: mi serviva per
spiegare le frazioni e anche formule base per il calcolo della superficie a due dimensioni.
Ma ci possono essere anche legami molto più complessi e avanzati, come il teorema di Rick Mabry e Paul Deiermann che, nel Maggio del 2009, hanno annunciato di aver dimostrato il teorema del taglio “equo” della pizza.

Ho letto su "Genova Mente locale" di una possibile evoluzione del progetto “Matefitness” (la palestra della matematica), di cui lei è stato cofondatore. Che cosa diventerà Matefitness? Chi saranno i destinatari di riferimento? Come verrà finanziato il progetto?

Per ora non posso fornire dettagli, in quanto ci stiamo lavorando e stiamo creando le entità necessario. Inoltre seguiamo gli sviluppi di questo progetto così amato e ricercato. Possiamo volentieri fare una chiacchiera tra pochi mesi (se ce la facciamo, per il 20 aprile) quando potrò raccontare le cose con maggior precisione.

Dico solo che io, assieme agli altri due ideatori Manuela Arata e Giuseppe Rosolini, stiamo creando un'associazione per poter portare avanti questo progetto in modo più semplice e comodo per tutti. La nostra decisione è motivata dal fatto che ora Matefitness è un progetto scientificamente maturo ed ha tantissime attività da offrire (più di 400).

Dopo aver ricevuto un premio di 100.000 dollari da Google, che ha definito Matefitness come uno dei “progetti che stanno cambiando il mondo”, abbiamo una grande ricerca per aprire palestre in tutto il mondo e, con nuove modalità organizzative, tutto diventerà più semplice. Oltre a questo stiamo portando avanti il progetto nei suoi due campi fondamentali: il sito internet (che consentirà una maggiore ottimizzazione della gestione) e i progetti per gli oggetti con cui facciamo molte delle nostre attività, ovvero exhibit interattivi molto semplici.


Può anticipare ai lettori di Gravità Zero qualcosa sulla conferenza che terrà il 6 marzo 2015 in occasione della Festa della Matematica?

Si tratta di una conferenza avente lo stesso titolo di uno dei miei libri ("Il matematico curioso. Come scoprire la matematica in ogni angolo" - n.d.r.) e quindi… non avrà niente a che fare con il libro (altrimenti nessuno lo leggerà)! Quasi-scherzi a parte, si tratta di una delle avventure del “matematico curioso”, una persona speciale che vede (e ci fa vedere) la matematica ovunque…


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