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L'IMPORTANZA DELLE COCCOLE


Premières Caresses
William-Adolphe Bouguereau (1825–1905)
Durante i primi anni di vita le cosiddette “coccole” possono avere un impatto notevole sul futuro individuo e, in assenza di contatto fisico, quest’ultimo potrebbe risultare essere sfavorito nello sviluppo di questa parte del sistema sensoriale. 

Lo afferma una ricerca condotta da Francis McGlone, dell'Università di Liverpool, Johan Wessberg e Håkan Olausson, rispettivamente delle Università di Göteborg e di Linköping, in Svezia - pubblicata su Nature- Cell Press

Nel nostro sistema nervoso sono infatti presenti alcune fibre nervose deputate alla selezione dei segnali derivanti da un “tocco” delicato. I neuroni  di queste fibre  privi di mielina sono caratterizzati da una risposta molto lenta: i segnali non vengono inviati alla corteccia somato-sensoriale, ma a differenti strutture coinvolte nella regolazione delle emozioni. 

Tutto ciò ha rivoluzionato gli studi condotti sui cinque sensi fino ad ora dando maggiore importanza a ciò che scatena il contatto fisico nel periodo definito “prima infanzia”. 

Le fibre in questione sono state fino ad ora poco studiate, ma la ricerca ha rivelato l’importanza di queste fibre sottili e lente, definite di tipo C, che hanno una funzione opposta a quelle che trasmettono segnali di tipo nocicettivo. 

Queste fibre sono collegate alle aree sensoriali della corteccia (S1  e S2). La tipologia di conduzione di queste fibre ha portato gli scienziati a dedurre che il tatto sia un mezzo di comunicazione molto importante nei primi stadi della vita e una conferma dell’importanza e dell’esistenza di queste fibre si è ottenuta valutando pazienti autistici che mostrano insofferenza al contatto fisico e alle carezze. 


2 commenti

Luca ha detto...

Bella segnalazione, ho scritto un articolo su quanto il contatto sia IL sistema sensoriale. L'idea alla base era che anche i neuroni, i mattoncini fondamentali su cui costruire la coscienza, si basano sostanzialmente sul contatto per la formazione dei collegamenti sinaptici (per chi vuole andare a dare un'occhiata lo trova qui).

Trovare però delle analogie o riferimenti non è affatto facile, visto che la vista fa l'assoluta parte del leone. In fondo è tutto riferito ad essa, in un modo o nell'altro.

Sarebbe bello integrarlo con ciò che la scienza scopre a riguardo, peccato però che di studi come questo non ce ne siano proprio tantissimi...insomma, dov'erano questi ricercatori dell'Università di Liverpool quando mi servivano?!?

Luigina Pugno ha detto...

la pelle ricopre quasi per intero il nostro corpo, non solo ci protegge, ma è anche un veicolo di scambio tra noi e gli altri.
Come ci sentiamo all'interno della nostra pelle deriva da come ci ha fatto sentire chi ci toccava mentre venivamo nutriti, cambiati, coccolati.
Non mi stupisce che trovino un riscontro a livello nervoso