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STAMPANTE 3D LOW COST PROVATA PER VOI SU NOVA 24

Oggi su Nova24 (inserto domenicale del Sole24Ore) nella rubrica "applicazioni" a cura di Antonio Larizza, la descrizione di Sharebotpro, una 3D printer nata per il mondo consumer. La redazione l'ha provata per settimane, da quando arrivò, il 14 maggio.

Un cubo di venti centimetri di lato tutto legno e plastica, e, quel che più conta, made in Italy.

La storia della giovanissima azienda, Sharebot (attiva da giugno 2012)  è raccontata sul sito della stessa azienda da Andrea Redaelli, 28 anni e fondatore di questa realtà italianissima.
Il primo prototipo si chiamava Share-station (dall'idea che fosse una stazione di condivisione di oggetti reali) ed era molto simile alla Makerbot ToM, ma per eliminare le ore di assemblaggio dei particolari in legno, decisi di sfruttare la capacità di modellarsi di un composito di alluminio e PET che tramite una tecnica che prevede taglio e incisione, permette di montare la stampante in pochi minuti piegando e fissando le varie parti come fosse una scatola di cartone.  
Per la movimentazione degli assi avevo optato per viti senza fine, il risultato fu una grandissima solidità e precisione di posizionamento a scapito di velocità ed accelerazioni bassissime; inoltre avevo mantenuto lo stesso volume di stampa della ToM, troppo limitato (100x100x100mm) e cosa che non mi è mai piaciuta era il fatto che muovevo l'estrusore solo in Z e mi portavo in giro con X e Y il “pezzo” in stampa. L'evoluzione della Share-station è stato il modello Kiwi (per chi se lo chiedesse ha questo nome in quanto rispetto alla precedente ha un aspetto “paffutello”).  
Mantenendo l'utilizzo del materiale composito per le strutture della stampante 3D, si è andati ad aumentare il volume di lavoro (200x200x200) e le prestazioni, rivoluzionando un po' la disposizione degli assi X,Y,Z, così da muovere il piano di stampa solo in Z mentre con X e Y l'estrusore. Il risultato ottenuto è favoloso, l'unica pecca è l'attenzione che richiede la calibrazione iniziale degli assi X e Y per la messa in squadra e il giusto tensionamento delle cinghie.  
Per non snaturare l'idea iniziale di creare una macchina economica con un alta risoluzione di stampa ma che sia assemblabile da chiunque senza impazzire, siamo passati oltre... Kiwi LC (laser cut) è la versione definitiva (o quasi): veloce e facile da montare, area di lavoro di 200x200x200. L'asse Z continua a muovere il piano di stampa, gli assi X e Y muovono l'estrusore, attraverso un sistema a ponte. Oggi proponiamo Sharebot Pro, lo stato dell'arte nella stampanti 3D desktop.

Per impratichirsi, la redazione di Nova24 ha utilizzato Replicatot G, un software opensource che permette di regolare tutti i parametri della stampante 3D.

Si sono inoltre appoggiati a una gallery di oggetti presenti su Thingiverse

Come più volte abbiamo rimarcato, queste macchine più che fornire da supporto a settori esistenti, possono aprire nuovi mercati e agire da stimolo per singoli creativi e imprenditori  in settori come design, tecnologia, moda, medicale, alimentare. 

Prossimo appuntamento dell'azienda di Como? Partecipare al 3D PrintShow London.
E noi, state certi, li seguiremo!








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