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SCRIVERE DI SCIENZA PER I PIÙ GIOVANI


"Se sai scrivere per i più giovani sai scrivere per tutti!" E' una frase che mi ritorna spesso alla mente, soprattutto quando scrivo. E' del caporedattore di Mondo Erre, Claudio Facchetti. Me la confidò all'inizio del rapporto di lavoro con loro.  Un insegnamento importantissimo per qualsiasi giornalista. Claudio dirige la rivista per cui scrivo ogni mese da anni, testata che arriva ad oltre 30.000 famiglie su abbonamento, rivolta a giovani dai 9 ai 14 anni (anche se sono molti gli adulti che la leggono).
Una rivista che ha oltre  30 anni di storia.

E' una frase cardine, quella di Claudio, principio della divulgazione scientifica (e non solo quella scientifica). Se sai rendere cose difficili con un linguaggio semplice senza annoiare neppure un ragazzino, hai centrato nel segno! 

Una rivista bellissima e non solo per le sue illustrazioni. Solo nel settore scientifico hanno scritto penne di altissimo livello. Basti pensare che prima di me Piero Bianucci in persona curava una rubrica scientifica, e che tra gli intervistati ci sono stati premi Nobel, astronauti e scienziati di gran fama internazionale. 

Un'esperienza davvero unica. Cosa c'è di più antitetico a "giovane ragazzo" se non la parola "matematica", spauracchio di generazioni.

Ebbene la mia rubrichetta è là, esce ogni mese ormai da anni (ho perso il conto), se non mi hanno ancora cacciato è perché probabilmente non si sono accorti che sono io a far loro perdere lettori di mese in mese. Quando se ne accorgeranno, sarà uno dei più brutti giorni della mia carriera di divulgatore scientifico.

Nell'ultimo numero c'è un quiz, noto come l'indovinello di Albert Einstein. Apparso a pagina 48 sul numero 5 (questo mese) della rivista. A chi appartiene il pesciolino?

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