mercoledì 9 febbraio 2011

NON CREDO AI MIEI OCCHI!


Date uno sguardo alla seguente immagine e ditemi se ritenete sia più lungo il tavolo di sinistra o quello di destra.

E quale è più largo dei due?


Prendete un righello e misuratene i lati. Sorpresi?





Si chiama percezione visiva e spiega i come "interpretiamo" l'ambiente che ci circonda.

Il nostro apparato visivo è uno strumento complesso, eppure talvolta viene ingannato da illusioni ottiche. Queste illusioni, in realtà dimostrano un dato di fatto: che i nostri sensi, la nostra vista, è ingannevole. O meglio: che quanto percepiamo è una interpretazione della realtà.

E non solo quando ci accorgiamo dell'inganno: "Ciò che noi vediamo" è infatti sempre il frutto dell'elaborazione centrale di informazioni provenienti dalle retine e non da una immagine reale presente nel nostro cervello, o nella realtà, come la psicologia ingenua potrebbe portarci a pensare.

Per dimostrare quanto affermo, mostro alcuni "inganni della mente" come l'illusione che avete appena visto, scoperta alla Stanford University da Roger Shepard nel 1981, e che gioca sulla nostra tendenza a rendere reali alcune interpretazioni che nella realtà non esistono.

L'illusione è maggiormente amplificata in questa figura dove abbiamo colorato gli oggetti.

I due tavoli, apparentemente differenti, hanno i lati rispettivamente uguali a due a due.

Misurate per credere!

Questa illusione viene anche chiamata "costanza di forma" ed è talmente forte che non possiamo fare a meno di cancellarla dalla nostra mente: continuiamo a vedere i tavoli diversi anche se sappiamo benissimo (avendoli poi misurati) che sono di lunghezze identiche.

Questo e altri esempi stupiscono spesso i presenti: non sono infatti abituati a pensare che gli oggetti che vediamo quotidianamente sono in realtà costruzioni del nostro cervello.

Noi vediamo il mondo attraverso gli stimoli elettrici che ci arrivano dalla retina, e "vediamo" attraverso gruppi di milioni di cellule (i neuroni) che sono situate nella parte posteriore (occipitale) del nostro cervello.


DOMANDA
Chi è più abile e veloce a trovare la spiegazione del perché vediamo i tavoli così diversi?
Provate a indovinare: tentar non nuoce :-)


AGGIORNAMENTO DEL 11.02.2011

In effetti avete risposto tutti correttamente.

L'illusione percettiva è dovuta alla presenza della 3° dimensione (le gambe del tavolo).

Se provate ad eliminare le evidenze prospettiche della terza dimensione, come in questo esperimento, l'illusione percettiva perde di efficacia e le due superfici tornano a essere uguali.

Il nostro cervello viene cioè "ingannato" dalla presenza della tridimensionalità dei due tavoli: siccome il tavolo di sinistra si "allontana" da noi, sempre per il nostro cervello deve per forza rimpicciolire, come farebbero le rotaie di una ferrovia. Ma se rimpicciolisce allora il nostro cervello ci comunica che il tavolo di sinistra deve anche essere in realtà più lungo di quanto non sia... e dunque più lungo della larghezza del tavolo di destra.



Fonte: Shepard RN (1981) Psychological complementarity. In: Kubovy M & Pomerantz JR (eds) Perceptual organization. 279-342. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum Associates.






3 commenti:

Fozzillo ha detto...

Provo ad indovinare:
Le misure dei segmenti sono le stesse ma il nostro cervello è interessato alle dimensioni dei tavoli ed applica una correzione per compensare la prospettiva.

Contando le mattonelle a terra risulta che il segmento blu è di circa 4,5 mattonelle quando è orizzontale, mentre è di circa 5,2 quando è verticale.

Segmenti uguali in proiezione, tavoli diversi.

Fozzillo ha detto...

Anzi mi pare più 3,5 mattonelle in orizzontale e 5 in verticale

energio ha detto...

Legge gestaltica dell’esperienza passata: dato che siamo abituati a vivere in un mondo tridimensionale prospettico, pertanto questa condizione ha la "precedenza" sulla geometria piana dell'immagine per cui i due tavoli sarebbero uguali e ruotati di 90°...