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IN ITALIA LA RICERCA E' MALTRATTATA

Parola di Nicola Cabibbo, fisico già più volte candidato al Nobel, che spiega alle pagine del Messaggero come l'Italia stia diventando il fanalino di coda nella ricerca mentre Cina e Corea ci stanno superando.

E parla della Fisica, una delle branche in cui noi italiani, con Fermi e Carlo Rubbia, eravamo tra i più forti.

« (i giovani ricercatori) partono, molti sono andati in Spagna e in Svizzera, dove trovano guadagni più alti e contratti stabili. E’ ora di accorgersi che questo esodo è una grande perdita».

Sono le stesse parole che disse non molto tempo fa anche un Nobel italiano, questa volta per la medicina. Renato Dulbecco su Repubblica:

"HO LASCIATO il mio Paese nel 1947, a soli 33 anni, per gli Stati Uniti, per poter sviluppare le ricerche scientifiche che mi hanno fatto meritare il Premio Nobel per la Medicina, molti anni dopo, nel '75. Oggi mi fa male vedere che, dopo oltre 60 anni, la situazione di crisi della ricerca scientifica in Italia non è cambiata, anzi. Lo dimostrano i più di mille ricercatori italiani sparsi per il mondo che hanno già riposto all'appello di questo giornale e che hanno dovuto, come me, lasciare il Paese per dedicarsi alla scienza".

Si tratta di una situazione di cui ci accorgiamo perfino noi, all'interno della nostra pur piccola redazione: tra i laureati che collaborano con Gravità Zero sono quasi la metà quelli che hanno scelto di emigrare all'estero nel settore della ricerca scientifica.


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