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RITORNO ALLA LUNA

L'articolo seguente, traduzione di Regreso a la Luna, del nostro partner spagnolo "Gravedad Cero", ci viene inviato da Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona.


A distanza di poco più di un mese per le celebrazioni del 40esimo anniversario del primo allunaggio, l'uomo si appresta a tornare sulla Luna e questa volta lo fa in modo robotico. Dalla stazione spaziale di Cape Canaveral, domani (giovedì 18 giugno 2009) la NASA lancerà a bordo di un unico razzo Atlas V – proprio come è avvenuto un mese fa con i satelliti Herschel e Planck dell'ESA – le sonde spaziali Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e Lunar CRater Observation and Sensing Satellite (LCROSS).
Così, tra tutti gli oggetti del Sistema Solare, rivolgiamo lo sguardo di nuovo verso la Luna, l'oggetto più brillante del cielo notturno e unico satellite naturale del nostro pianeta.



Dall'ultima volta che l'uomo lasciò la sua impronta sulla superficie lunare, pochissime sono state le missioni che hanno mantenuto l'interesse per le sue sabbie seleniche. Eppure, dopo l'annuncio dell'ex-presidente George W. Bush nel gennaio 2004 sull'importanza di costruire colonie lunari, le sonde LRO e LCROSS rappresentano oggigiorno il simbolo del rinnovato interesse nordamericano per la conquista di nuovi territori.

In questo senso la missione LRO ha lo scopo di fare una radiografia del sottosuolo lunare e cercare possibili luoghi sicuri per futuri allunaggi, preparando così il ritorno degli astronauti alla Luna. Dopo un viaggio di quattro giorni il veicolo si disporrà su un orbita polare attorno al satellite, ad un'altezza di circa 50 chilometri. Da lì porterà avanti ricerche per lo studio degli effetti della radiazione cosmica nell'ambiente lunare e alla quale verrebbero esposti gli astronauti, impiegando un plastico speciale in grado di simulare il tessuto umano. Inoltre, grazie alla realizzazione di mappe 3-D della superficie lunare attraverso strumenti che lavorano nel rango ultravioletto, LRO potrà individuare potenziali risorse naturali con particolare interesse alla possibilità di trovare acqua allo stato solido.

Così, quella che sta diventando una vera e propria ossessione per la comunità di esperti in pianeti solari ed extrasolari, rappresenta anche la sfida principale del suo compagno di viaggio, LCROSS, che porterà allo spazio un missile destinato a bombardare un cratere della Luna, localizzato a ridosso della zona permanentemente ombreggiata. L'impatto lancerà materiale della sua superficie nello spazio creando un pennacchio di polvere che, per alcuni giorni, perdurerebbe sospeso nella “atmosfera” lunare. Solo allora LCROSS verrà diretto verso il materiale liberato dall'esplosione per raccogliere misure sulla sua composizione e che saranno trasmesse direttamente alle stazioni terrestri, prima che la nave spaziale si schianti contro il suolo. In questo modo ci si aspetta di stabilire l'eventuale presenza di acqua (ghiaccio o vapore), idrocarboni idrocarburi, materiali idratati e altre risorse naturali fondamentali per lo sviluppo di attività umane sulla Luna. Secondo le previsioni l'impatto sarà così imponente che lo si potrà osservare dalla Terra persino con un telescopio amatoriale, tra il 7 e 11 di ottobre di quest'anno.

Entrambe le missioni rappresentano, in definitiva, un ottimo banco di prova per verificare la tecnologia, le operazioni di volo, le tecniche di esplorazione, ridurre i rischi e aumentare la produttività per arrivare a Marte ed oltre. Tuttavia, risultano fondamentali anche per il proseguo delle attività scientifiche che si occupano di districare questioni sulla storia della Terra, il Sistema Solare e, perché no, sulla nostra posizione privilegiata (o no) nell'Universo. La Luna è il nostro vicino più prossimo, situato a “solo” circa quattrocentomila chilometri dalla Terra. È normale, quindi, cercare risposte nel mondo che ci è più familiare grazie a missioni come queste che non sono altro che un altro gradino nella lunga scalata per conoscere le nostre origini o, in altre parole, “Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità”.


L'autore:
Carlo Ferri si occupa di astrofisica delle alte energie e in particolare del trattamento dei dati dell'XMM-Newton dell'ESA per lo studio di novae in fase di post-esplosione e di variabili cataclismiche. Scrive regolarmente per Tuttoscienze e per El Pais.

2 commenti

Marco Fulvio Barozzi ha detto...

Scusate la mia ignoranza, ma che cosa sono gli idrocarboni? Se è un errore di traduzione, si tratta dell'unico neo di un interessante articolo. Comunque dell'argomento ne aveva parlato già il poeta scrittore uruguaiano Mario Benedetti, scomparso un mese fa:

Perché non ci sono più viaggi sulla Luna?

Quando quel buon uomo di Armstrong fece quei passi,
tutti registrammo come si muoveva,
grossolano, pesante, su un terreno biancastro,
oppure era di pomice? Chi si ricorda?

Per un attimo stavo pensando
e lo scafandro, o come si chiama,
ci impediva di vedere i suoi occhi
ma giurerei che il suo sguardo era
di pigrizia o abulia.

Qualcosa ha dovuto spiegare al suo ritorno,
qualcosa di diverso dal discorso di gloria
che gli ordinarono di pronunciare euforico
tra medaglie, fiori festosi e ghirlande.

Qualcosa ha dovuto dire ai suoi capi,
qualcosa di importante inaspettato.

Cioé: quando ero lassù
camminando come uno zombie sulla Luna
mio generale, mio colonnello pensavo a voi
e mi venne l’idea non so perché
che dovevo uccidervi con urgenza
uno a uno, due a due, eccetera.

O cioè due: quando camminavo lassù, eroico,
calpestando le bruttissime rughe del satellite,
immaginai che così dev’essere la morte,
vale a dire il paesaggio della morte.

O cioè tre: quando ero su Selene,
passeggiando per il nulla come un imbecille,
provai il disgusto infinito dell’assenza dell’uomo
e mi son detto che cazzo sto facendo qui.

Qualcosa di simile deve aver confessato ai suoi capi
con la sua voce straniata di robot dissidente
e forse per questo i detentori del potere
rinviarono sine die i viaggi sulla Luna.

Redazione ha detto...

Grazie per la segnalazione Popinga, errore corretto.
Simpatica la poesia, anche se forse un po' troppo pessimista :-)