lunedì 18 febbraio 2008

GLI ITALIANI E LA SCIENZA

In quali settori di ricerca si dovrebbe investire di più secondo gli italiani? Come sono cambiati gli interessi dei cittadini sull’energia e sul clima? E di chi si fidano quando si tratta di questioni scientifiche?

Il livello di (an)alfabetismo scientifico degli italiani non è particolarmente elevato, ma vicino alla media europea: tre intervistati su quattro identificano il DNA come elemento caratteristico degli organismi viventi ma quattro su dieci sono convinti che il sole sia un pianeta!

Sono queste alcune dei temi che hanno avuto risposta in una pubblicazione presentata oggi a Torino dal titolo "Gli italiani e la scienza", Primo rapporto su scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia.
A cura di Observa-Science in Society, e con il sostegno della Compagnia di San Paolo
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La conferenza di presentazione dell'opera si è tenuta alle ore 17.00 presso il Circolo dei Lettori, Palazzo Graneri della Roccia.

Nella foto da sinistra: Massimiano Bucchi (Observa – Science in Society), Gabriele Beccaria (TuttoScienze e Tecnologia - La Stampa), Enrico Predazzi (Presidente Associazione TopESOF), Piero Gastaldo (Segretario Generale Compagnia di San Paolo), Aldo Fasolo (Università di Torino, vicedirettore L’Indice)

L’immagine della scienza che prevale nell’opinione pubblica è generalmente positiva: la stragrande maggioranza ne riconosce i benefici e il ruolo centrale nello sviluppo economico. E gli scienziati spiccano come l’interlocutore più credibile, allorché scienza e tecnologia divengono socialmente rilevanti, seguiti da ambientalisti e associazioni civiche, mentre la politica appare su questi temi in grave deficit di credibilità.

La ricerca scientifica è una priorità in materia di investimenti pubblici per un italiano su sei, dopo assistenza sanitaria, istruzione e lotta alla criminalità, ma nettamente davanti a trasporti e viabilità. I settori di ricerca considerati da privilegiare sono soprattutto quelli legati all’ambiente: la ricerca sulle energie rinnovabili catalizza da sola il 45% delle risposte, seguita dagli studi sui mutamenti climatici (16,4%).

Gli orientamenti degli italiani non sono tuttavia esenti da ambivalenze, in particolare su aspetti più specifici dell’organizzazione della ricerca: un numero non trascurabile di italiani critica sia la permeabilità della ricerca nei confronti degli interessi economici, sia la poca trasparenza delle procedure di reclutamento: per il 64% “nel mondo della ricerca fa carriera solo chi è raccomandato”. Ancor più diffusa è la sensazione che la ricerca italiana sia penalizzata da un eccessivo condizionamento della politica.

Secondo Massimiano Bucchi, professore di Sociologia della Scienza all’Università di Trento e tra i curatori dell’indagine insieme a Valeria Arzenton, “emerge a diversi livelli una richiesta di maggiore partecipazione alle decisioni che riguardano scienza e tecnologia: oltre l’80% ritiene che i cittadini dovrebbero essere più coinvolti e il 43% afferma addirittura che anche le priorità della ricerca debbano essere definite con il concorso di ‘tutti i cittadini’. Ugualmente diffusa è l’aspettativa di un maggiore impegno, da parte dei ricercatori, per informare i cittadini sui risultati delle proprie ricerche”.

Nel complesso, gli atteggiamenti degli italiani verso la scienza possono essere riassunti in quattro tipi fondamentali: l’antiscientista disinformato (26,8%, poco attento e in generale scettico, più diffuso tra i meno istruiti e i più anziani), lo scientista informato (13,6%, il più interessato e fiducioso, prevalente giovane, maschio e molto istruito), il pragmatico informato (15,8%, ha una visione utilitaristica della scienza, che apprezza soprattutto per le sue implicazioni pratiche) e il critico ottimista (43,8%, ottimista sulle implicazioni della scienza, ma perplesso soprattutto sulle attuali logiche organizzative della ricerca).

Qui la sintesi [pdf] della ricerca
Per approfondimenti: www.observa.it


La ricerca Gli Italiani e la Scienza è un approfondimento della pubblicazione, giunta alla quarta edizione, "Annuario Scienza e Società", nella quale trovare i risultati di ricerche demografiche sui rapporti con le attività della scienza e risposte alle domande tra cui:

- Quali sono le città europee più attive in ricerca e innovazione?
- E le regioni italiane con gli studenti più bravi in scienze?
- In quali Paesi i ricercatori sono pagati meglio?
- Dove si trovano le migliori università del mondo?
- Quali aziende investono di più in R&S in Italia?
- A quali organizzazioni di ricerca gli italiani hanno destinato più contributi del 5 per mille?
- Chi sono i maggiori consumatori di energia?


Ulteriori approfondimenti sul sito www.observa.it/view_page.aspx?ID=418&LAN=ITA


1 commento:

Alice Della Puppa ha detto...

Argh! Il Sole un pianeta... oddio, vorrei dire che non ci credo, ma purtroppo è capito anche a me sentirlo dire non più tardi di una settimana fa, erano dei bambini di terza elementare, però.. lo stesso...
Meno male che esistiamo noi! ;)