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giovedì 11 agosto 2022

CBD: normativa sulla canapa in Italia e in UE



Quando parliamo di canapa in molti, ancora oggi, arricciano il naso. La maggior parte delle persone conosce la marjuana e l’associa subito all’erba di Bob Marley. La cosa da sapere, invece, è che la legge ha regolarizzato il suo commercio e il consumo, tant’è che non reato l’utilizzo della cannabis privata di THC, ma contenente il CBD. Quest’ultimo, appunto, è quella sostanza priva di effetti psicoattivi, a differenza del THC, e che favorisce le persone che ne fanno uso a solo scopo terapeutico senza apportare effetti indesiderati. La cannabis terapeutica, trasformata in olio di CBD, attraverso un processo di estrazione, è considerata un vero tocca sana per chi soffre di patologie, anche croniche: visita questa pagina per approfondire. Sono passati, ormai, due anni da quando la Corte Europea si è pronunciata in modo positivo riguardo la commercializzazione nei paesi dell'UE. La pianta della canapa, specie vegetale ricca di varie sostanze chimiche, contiene una grande quantità di cannabinoidi, come ad esempio: cannabinolo, cannabigerolo e tetraidrocannabivarina. Tra questi, il THC e il CBD sono di certo quelli più riconosciuti per la quantità presente nei fiori di cannabis, ma nel corso degli anni si è rivelato impresa alquanto complicata riuscire a considerarli in modo distinto. E, questo aspetto, ha comportato discrete conseguenze riguardo la presa di coscienza della notevole differenza degli effetti di entrambe le sostanze sull’essere umano.

Gli effetti dei cannabinoidi

Attualmente, possiamo affermare che i tipi di canapa in circolazione hanno, di solito, una percentuale di THC, ovvero tetraidrocannabinolo, di gran lunga maggiore rispetto a quella di CBD, CBG, CBN e CBDA. Ciò ha causato una rilevante difficoltà a capire e isolare gli effetti del cannabidiolo, ovvero CBD, spesso nascosti da quelli psicotropi e sballanti del THC.

Stando alle tesi ispirate dagli studi e dalla ricerca, è stato stabilito che il CBD non provoca particolari effetti collaterali, che restano comunque legati a interazioni con altri farmaci o di abuso del consumo, per cui si comincia a pensare all’utilizzo dei derivati della canapa ad alto contenuto di CBD in ambito farmaceutico e medico. In vari nazioni, con legislazione mirata si è consentito all’uso di cannabis terapeutica, con pochissima percentuale di THC, per la cura di diversi disturbi.

CBD, UE e OMS

In Europa, si sono verificati casi clamorosi in merito alla somministrazione della canapa terapeutica. In Germania e in Gran Bretagna, quando era ancora nell’UE, sono state aperte cliniche che trattano i loro pazienti esclusivamente con prodotti derivati dalla cannabis. Basandosi su una vasta bibliografia che testimonia i riscontri positivi rispetto a tali protocolli curativi, i medici tedeschi e britannici trattano una importante gamma di problematiche dei loro pazienti. La libera circolazione della cannabis leggera, e dei suoi derivati, contenente il CBD è divenuta un volano anche per settori particolari: tipo il food. Utilizzata in Olanda, per esempio, nelle preparazioni di bevande, tisane e dolci, la marjuana venduta nei Coffee Shop è ultra sballante, ingerita diventa allucinogena. Privata del THC, invece, le cose cambiano del tutto. Infatti, l’OMS, e cioè l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rivelando la non pericolosità del cannabidiolo ha invitato l’ONU a fare altrettanto, per permettere l’uso della cannabis soprattutto, e per ora in modo quasi esclusivo, nel settore della farmacopea. Infatti, nei prodotti alimentari è ancora ritenuta sostanza non del tutto “non pericolosa”, anche se gli scienziati stanno portando avanti studi per valutare la possibilità di un impiego della cannabis nella produzione di farine, caramelle, biscotti, miele, infusi, caffè, condimenti per insalate, oltre agli olii. 

Non occorrono controlli, afferma l’OMS, sul CBD derivato da piante selezionate per contenere un minima quantità di THC. E, in effetti, visti i molteplici studi a sostegno dei benefici che il CBD può apportare alla salute di molti soggetti con diverse patologie, sarebbe apparso strano il contrario. Proprio per questo, sono sempre di più le persone che acquistano cannabis legale, e col passare del tempo si avverte una spinta sempre maggiore affinché la legalizzazione venga ampliata e il consumo favorito proprio in virtù delle future normative a tale scopo. I paesi più progressisti, in tal senso, sono oggi la Spagna, la Grecia, la Germania, la Polonia, la Svezia e, naturalmente, l’Olanda: le quali traggono un grosso vantaggio sia per chi consuma, ma anche per l’economia.

Comunque, per essere sicuri di acquistare canapa e oli di CBD certificati e di qualità è buona norma rivolgersi a rivenditori di qualificati online, come JustBob, o presso negozi fisici. In questa maniera avremo la certezza di avere comprato prodotti affidabili, di qualità, che rispettino le normative legali vigenti in Italia ed Europa, pertanto privi di rischi per la salute.

domenica 7 agosto 2022

Come diventare giornalista enogastronomico



Ci sono un paio di ambiti nel mondo della scrittura che sembrano avere un fascino universale: la scrittura di viaggi e la scrittura di cibo

Essere pagati per mangiare: cosa potrebbe esserci di meglio, giusto? La scrittura del food è ormai una delle specialità di molti vip della tv. E ad essere onesti, è più facile di quanto molte persone pensino  entrare in quest'area di settore. 

Ecco come puoi diventare giornalista o editor enogastronomico anche senza o con poca esperienza.

Chi scrive si è appassionato alla scrittura di cibo da almeno 12 anni:  un mio amico è un pasticcere e nel 2010, proprio mentre stavo iniziando la mia carriera da freelance, ho scritto un articolo su di lui.

Ho presentato l'articolo a una nota rivista italiana e mi è stato commissionato, acquistato e pagato. Capirete anche la gioia del mio amico. 

Quali sono i requisiti educativi per essere uno scrittore di cibo?

In verità, non ce ne sono. Inizialmente pensavo di diventare un food writer, ma avrei dovuto fare un corso di food writing. Non mi interessava criticare il cibo e non avevo frequentato alcun corso sulla scrittura sul cibo. Ma avevo una passione per il cibo (e mangiare!) ed ero uno scrittore freelance.

Quindi, nella mia preparazione per diventare freelance a tempo pieno, ho deciso di dedicarmi alla scrittura di cibo come una delle mie specialità.

Due anni dopo la pubblicazione di quell'articolo, la rivista iniziò a commissionarmi altri articoli sulla critica enogastronomica.  Capite bene che la cosa iniziava a preoccuparmi. Io avevo qualche abilità nella scrittura creativa ma scarse conoscenze di enogastronomia o di critica enogastronomica.

È per questo che decisi di iscrivermi Corso di Food Writing - Giornalismo Enogastronomico della Accademia Telematica Europea. Un ente che conoscevo da almeno un decennio e che mi aveva già dato prova di estrema serietà. 


Come diventare uno scrittore di contenuti enogastronomici

1. Trova la "tua" nicchia di mercato 

Sempre più credo che il successo nella scrittura freelance dipenda dalle realtà particolari.

Se vuoi diventare uno scrittore di cibo, pensa a cos'altro ti interessa e lancia storie in quel settore poco battuto. È un'equazione che può andare più o meno così: cibo + viaggi, cibo + agricoltura, cibo + innovazione, cibo + background culturale, cibo + tendenze, cibo + storia, cibo + occupazione, cibo + salute.

Il cibo è universale e, qualunque sia la tua nicchia, credo che tu possa trovare un incrocio che includa il cibo.

Conosco un blog in cui l'attenzione è concentrata sul cibo nei parchi a tema Disney, c'è un sito Web dedicato esclusivamente alla colazione e al brunch, ci sono numerosi siti Web su cibi eccentrici e che stimolano la curiosità.

Quindi, qualunque sia il tuo cibo preferito, c'è molto spazio per tutti noi.


2. Scopri che tipo di scrittore del food vuoi essere

Pensa al tipo di articoli che vuoi scrivere. Vuoi scrivere e testare nuovi ristoranti? Vuoi esplorare il cibo per quanto riguarda la sostenibilità? O forse vuoi guardare al turismo enogastronomico? 

Il vantaggio di pensare a che tipo di scrittura alimentare vuoi fare è restringere il campo delle pubblicazioni che vuoi presentare.

Ciò significa non solo pensare a riviste di cibo, sezioni di cibo di giornali o siti Web di cibo, ma anche a pubblicazioni nelle tue altre nicchie.

Forse sei un appassionato di attività all'aria aperta: perché non presentare un articolo sui migliori cibi da portare in un'escursione di più giorni?


3. "Nuovo" è uno dei modi più semplici per essere pubblicato

Ho messo piede sulla porta con la scrittura di cibo concentrandomi sulle tendenze e sulle aperture di caffè o ristoranti. Ci sono ristoranti o bar vicino a te che stanno per aprire?

C'è qualcuno al mercato agricolo locale che coltiva una varietà unica di ortaggi o utilizza nuove tecniche agricole?

Stai notando qualche tendenza quando esci a mangiare?

L'editore chiede sempre: "perché dovrei pubblicare questa storia ora?" E se tu riesci a dargli una motivazione, la pubblicherà.

Ma ho soddisfatto la mia curiosità o i miei desideri anche in altri ambiti.

Ad esempio, come amante della cucina etnica, o unito le mie passioni per i viaggi e il cibo esotico. Inoltre sono molto sensibile ai temi della ecosostebibilità . E come persona che cerca di ridurre consapevolmente la quantità di rifiuti alimentari che creo, è stato affascinante parlare con persone che stanno facendo la differenza in questo settore.

Tieni gli occhi aperti per nuove aperture o tendenze alimentari e sarai sulla buona strada.


4. Tieni sempre conto dei tuoi valori, pregiudizi e convinzioni

La scrittura di cibo ha ampliato i miei orizzonti da freelance: vedo spiragli per parlar di cibo quasi in ogni occasione. 

Ma scrivere di cibo può essere incredibilmente complesso, soprattutto se sei qualcuno che pensa che il cibo non sia politico.

Se sei uno scrittore di cibo, specialmente se stai scrivendo articoli sul "cibo degli altri", ti consiglio davvero di dare un'occhiata ad alcuni podcast come questo e leggere articoli che approfondiscono le complessità del cibo tradizionale dominato dai bianchi media.

Non sono un esperto e ho ancora molto da imparare in quest'area, ma scrivere di cibo è una delle grandi gioie della mia vita di scrittore.


G.A.


sabato 6 agosto 2022

E-commerce: la crescita inarrestabile post-Covid (e le statistiche)


Il commercio online ha rivoluzionato il settore delle vendite, adattandosi ogni anno alle nuove tecnologie e trend ed evolvendosi costantemente. 

Non sono solo i nuovi canali di comunicazione a influenzare il modo in cui si può acquistare e vendere su Internet ma anche le condizioni globali.

Con la pandemia il commercio online ha subito un notevole incremento ed è certo ormai che non si fermerà: secondo quello che è certo è che il commercio elettronico è qui per restare. Entro il 2040, l’e-commerce faciliterà fino al 95% delle vendite (Nasdaq).

Cavalcare l’onda delle nuove dinamiche di mercato, è fondamentale per la crescita della propria attività.

Per portare il tuo business al successo nel 2022 e nei prossimi anni, non si può quindi prescindere dall’avere uno shop online: vediamo i dati a sostegno e le statistiche che non si possono ignorare.

L'inarrestabile crescita post Covid19

Il commercio online è in costante aumento in tutto il mondo e, dopo la pandemia, ha visto un’impennata che sembra inarrestabile. 

La chiusura di molte attività fisiche durante i lockdown e il cambio di abitudini ha portato anche i consumatori più scettici a testare l’e-commerce, scoprendo la comodità di acquistare in ogni momento ciò che si vuole, scegliendo in un’offerta più ampia rispetto ai soliti negozi fisici e adagiandosi nella comodità dei pagamenti contactless.

I prodotti più acquistati online sono abbigliamento, scarpe e accessori, computer ed elettronica, libri, film, musica e prodotti di bellezza e si prevede che le vendite in rete arriveranno a toccare i 7,3 trilioni nel 2025 (Emarketer, 2022). 

I dati stimano che il commercio online sarà il settore che più trarrà beneficio dalla pandemia: l’indice di penetrazione del mercato, attualmente al 15%, dovrebbe toccare il 25% entro il 2025 (MarketWatch, 2020). 

Con il Covid19, lo shopping online da mobile è aumentato in media del 48% (in tutto il mondo) e del 62% solo in Europa (Astound Commerce, 2021). 

Chi ha un’attività non può ignorare queste statistiche e deve dare loro la giusta importanza per aggiornare e ottimizzare il proprio business. 

La flessibilità dei pagamenti 

La tracciabilità, la sicurezza e la facilità di gestione di un pagamento digitale sono la priorità per un commerciante digitale. 

Ormai chi ha un e-commerce e chiunque voglia essere pagato su Internet (anche senza sito) può utilizzare strumenti di pagamenti online che permettono di ricevere i soldi in modo flessibile, sicuro e tracciato, scegliendo fra varie modalità come i QR code, un tasto sul sito o inserendo un link in una mail.

Poter ricevere e richiedere i pagamenti online attraverso diverse soluzioni di pagamento intuitive e semplici è un vantaggio per ogni venditore digitale perché permette di dare la spinta al proprio e-commerce e far crescere l’attività, anche se si è poco pratici del mondo digitale.

Non solo siti web

Fare shopping da mobile è sicuramente un trend che è aumentato a dismisura ma vi sono nuove realtà che stanno prendendo il sopravvento, come il social media commerce. 

Infatti, nel 2021 il fatturato del social commerce è stato di 732 miliardi di dollari ma si stima arrivi a 2,9 trilioni entro il 2026 (Statista, 2021).  

L’importanza dei social media è indiscutibile e sono molti i brand che li integrano al proprio e-commerce. Instagram e Facebook stanno continuando a sviluppare la loro funzionalità di vendita ma anche TikTok si sta aggiornando in tal senso. 


La rilevanza del commercio online - che sia su un sito web, su un’applicazione mobile o direttamente tramite un canale social - è innegabile e non considerare le statistiche a riguardo significa rallentare o addirittura bloccare le proprie possibilità di vendita e di espansione.