venerdì 17 giugno 2016

COME CAMBIARE GESTORE TELEFONICO: LA GUIDA COMPLETA

Se ritieni che un altro operatore sia più conveniente o offra un servizio di maggior qualità, in questo articolo ti spieghiamo come cambiare gestore telefonico.
telefono fisso - shutterstock
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Molti utenti si chiedono come cambiare operatore di telefonia fissa. I motivi sono sostanzialmente due: ritengono che l’offerta che hanno attivato non sia più molto conveniente oppure il servizio che gli viene offerto non è di grande qualità. Qualunque sia il tuo caso, se fai parte di quelli che vogliono cambiare gestore telefonico, allora devi sapere che si tratta di un’operazione piuttosto semplice e che si occuperà di quasi tutto il tuo nuovo operatore. In questo articolo, ti spiegheremo come comunicare la tua decisione al vecchio operatore e a quali spese andrai incontro.

Cambiare gestore telefonico per attivare una nuova offerta

Prima di tutto, devi sapere che puoi cambiare gestore telefonico in qualsiasi momento e senza dover pagare nessuna penale. Questo è stato disposto dalla Legge Bersani, ovvero la Legge n°40/2007. L’unica cosa che devi fare è prevedere un periodo lungo al massimo 30 giorni da quando fai la richiesta a quando il nuovo contratto viene attivato. Per avviare la procedura di trasferimento della tua linea da un operatore all’altro, devi contattare il nuovo gestore che hai scelto e comunicargli la tua intenzione.
Puoi farlo telefonando al call center del suo Servizio Clienti oppure direttamente dal sito internet, selezionando l’offerta che preferisci. Il nuovo operatore ti chiederà alcune informazioni:
  • i tuoi dati personali;
  • i dati dell’abitazione dove attivi il servizio;
  • il tuo codice di migrazione.
Il codice di migrazione è una sequenza alfanumerica lunga tra i 7 e i 18 caratteri che puoi trovare su tutte le tue bollette telefoniche. Serve a identificare in maniera univoca la tua linea telefonica e a facilitare e velocizzare le operazioni di trasferimento del servizio. Se sei un cliente Telecom, lo troverai sotto il nome “codice segreto”.
Dopodiché, il nuovo gestore ti invierà direttamente a casa i documenti che ti servono. Dovrai quindi stamparli, compilarli, firmarli e rispedirli al mittente. Si occuperà direttamente lui di disdire il contratto telefonico con l’altro operatore. Non dimenticarti, però, di restituire eventuali dispositivi che ti sono stati lasciati a noleggio o in comodato d’uso: rischi di pagare delle penali.
Quanto costa cambiare gestore telefonico?
Nonostante, come abbiamo detto, cambiare gestore telefonico non comporti delle penali, bisogna comunque prevedere dei costi, che servono a coprire le spese di disattivazione dell’operatore. L’importo dipende dal tipo di offerta che hai attivato e dalla presenza o meno di una durata minima sul contratto.
Potrebbe venirti, in ogni caso, addebitata una penale, ma solo in un caso: se dimentichi di restituire eventuali dispositivi a noleggio o in comodato d’uso (come ad esempio router, modem o apparecchi telefonici). Se non li rispedisci entro 30 giorni dalla fine del contratto, con le modalità previste dal tuo operatore, allora ti verrà addebitato il costo del dispositivo.

Per quanto riguarda, invece, i costi di disattivazione, questi vengono calcolati dal gestore e comunicati preventivamente all’AGCOM, che li controlla e li pubblica sul suo sito. Come dicevamo, l’importo varia in base all’offerta che hai attivato (disattivare una linea ADSL costa meno di una con fibra ottica) e, in media, va dai 30 ai 100€. In più, ricordati di controllare che il tuo contratto non preveda una durata minima. Infatti, spesso gli operatori ti permettono di accedere a sconti e promozioni, azzerando magari i costi di attivazione di un’offerta, ma solo se la mantieni attiva per almeno un tot di mesi (12, 24 o 36 di solito). Se recedi prima dal contratto, allora ti verrà addebitato anche lo sconto di cui avevi usufruito

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