giovedì 5 novembre 2015

L'ITALIA AVRÀ DRONI ARMATI: È L'UNICO PAESE AUTORIZZATO INSIEME A REGNO UNITO

L'Italia sarà il secondo Paese al quale viene accordato l'acquisto di droni armati dopo il Regno Unito, che li utilizza dal 2007. Anche la Turchia ha chiesto di potere acquistare droni armati. Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la richiesta italiana di armare due droni MQ-9 Reaper con missili Hellfire, bombe a guida laser ed altre munizioni. Sistemi d'arma che hanno giocato un ruolo determinante nelle azioni militari americane in Afghanistan, Iraq e Yemen.

Drone militare
Drone Militare - Shutterstock



L'Italia aveva presentato nel 2012 la richiesta di armare i suoi due droni General Atomics MQ-9 Reaper, la cui vendita era stata approvata per la prima volta nel 2009.

Si tratterebbe della prima vendita di droni armati approvata da quando il governo degli Stati Uniti ha stabilito a febbraio una politica per le esportazioni dei nuovi tipi di armi che hanno giocato un ruolo nelle azioni militari Usa in Afghanistan, Iraq e Yemen.

La nuova politica sulla vendita di velivoli senza pilota prevede infatti che gli acquirenti di droni militari debbano acconsentire a rigide condizioni, compreso il divieto di usare i droni per sorveglianza illegale o controlli sulla popolazione nazionale.

L'Italia acquisterebbe, si attende la ratifica ufficiale, 156 missili AGM-114R2 Hellfire II costruiti dalla Lockheed Martin, 20 GBU-12 (bombe a guida laser), 30 GBU-38 JDAM ed altri sistemi d'arma.

“La vendita è stata approvata perché l'Italia è un alleato chiave e partner storico degli Stati Uniti”.

L'acquisto dovrebbe costare 129,6 milioni di dollari. La vendita proposta comprende 156 missili AGM-114R2 Hellfire II costruiti da Lockheed Martin, 20 bombe a guida laser GBU-12, 30 Joint Direct Attack Munitions GBU-38 e altri armamenti.

2 commenti:

Mauro ha detto...

Domanda forse stupida: ma Italia e UK non hanno sufficiente tecnologia per costruirseli da sole i droni?

Redazione ha detto...

È lo stesso motivo per cui, ad esempio, nessuna azienda italiana può produrre e commercializzare un modello con le stesse caratteristiche di un iPhone. Lockheed Martin detiene alcuni brevetti, che nel caso di strumenti militari sono oltremodo sottoposti al veto del Dipartimento di Stato americano.