martedì 20 ottobre 2015

E LUCE FU... SCIENZA E CULTURA

Presso l’Accademia delle Scienze di Torino si tiene il Convegno “Luce e Cultura” con Michael Berry dell’Università di Bristol ospite d’onore 

Anno Internazionale della Luce - Shutterstock
“Luce e Cultura” è il convegno con cui l’Accademia delle Scienze di Torino celebra mercoledì 21 ottobre l’Anno Internazionale della Luce 2015, indetto dall’UNESCO. Un’occasione per declinare l’argomento luce sotto diverse prospettive, da quelle della fisica e dell’astrofisica, a quella della chimica e della fisiologia, senza trascurare aspetti storico-umanistici.

Nella Sala dei Mappamondi, in via Accademia delle Scienze 6, i lavori si aprono alle 9:30 del mattino. Dopo il saluto del Presidente dell’Accademia Alberto Conte, il primo intervento sarà la Lectio Magistralis “Nature’s optics and our understanding of light” di Michael Berry dell’Università di Bristol, famoso per aver dato il nome a un particolare effetto che si osserva nell’ottica e nella meccanica quantistica, detto appunto fase di Berry.

«La conferenza promette un’ampia ricognizione nel campo dei fenomeni ottici visibili, spiegando la loro importanza per lo sviluppo di concetti fisici e matematici», spiega il professor Conte.
Quello dell’accademico di Bristol non è il solo nome illustre. Sir Berry è stato invitato a partecipare al convegno da Massimo Inguscio, Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM), che introduce la sessione mattutina del convegno e parla nel pomeriggio di “Luce che gela”, la luce laser impiegata per raffreddare e quindi studiare e manipolare gli atomi.
Giovanni Bignami dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, noto al grande pubblico per la sua attività di divulgazione scientifica, tratta di “Luce dell’universo”.
Con Elio Giamello, professore all’Università di Torino, si entra nel campo dell’interazione tra la luce e la materia: il suo intervento spiega il ruolo della struttura quantica di atomi e molecole nel determinare i fenomeni che portano alla emissione o all’assorbimento di luce.

Adriano Zecchina, professore emerito dell’Università di Torino, già direttore del Centro di Eccellenza interdipartimentale Superfici e Interfacce Nanostrutturate (NIS), si occupa del binomio indissolubile tra “Luce e arti visuali”, per poi presiedere la sessione pomeridiana del convegno. Il suo intervento offre una breve storia dell’arte vista attraverso il progressivo arricchirsi della tavolozza del pittore, artigiano della luce, dai primitivi pigmenti usati in età paleolitica fino alla varietà ottenuta nel tempo grazie al progresso nella metallurgia, nell’alchimia e nella chimica.

La percezione della luce come funzione sia visiva sia sensoriale, con i suoi risvolti nell’attivare reazioni chimiche negli organismi viventi, è il tema dell’intervento di Davide Lovisolo, docente all’Università di Torino.
Giovanni Ferraris, professore emerito di mineralogia, guarda all’interazione tra luce e materia spiegando la struttura dei cristalli quale strumento per conoscere le diverse proprietà della luce.
“Fiat Lux. Luce e creazione dell’Universo” è il titolo dell’intervento di Giovanni Filoramo, storico delle religioni, che prende in esame il ruolo della luce nei racconti cosmogonici, mostrando l’originalità del racconto biblico della creazione.
«Rilevante è stato il contributo dell’INRIM alle celebrazioni dell’Anno della Luce, iniziativa internazionale con cui l’UNESCO ha inteso promuovere una maggiore conoscenza del ruolo che le tecnologie basate sulla luce rivestono per lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita», fa notare Massimo Inguscio.

Tutto è iniziato il 26 gennaio a Torino, nella splendida cornice di Palazzo Madama, con la cerimonia italiana di apertura dell’Anno della Luce, che ha visto l’INRIM affiancare nell’organizzazione dell’evento la Società Italiana di Fisica (SIF). Il 27 gennaio l’INRIM proseguiva l’impegno con la conferenza “Fundamental Physics with Light and Atoms”, in cui riuniva eminenti studiosi, tra cui il Premio Nobel per la Fisica Wolfgang Ketterle, nel campo della scienza che studia la luce e le sue interazioni con la materia elementare. Altri appuntamenti con l’Anno della Luce si sono poi susseguiti nel corso dell’anno.

Anche Alberto Conte dell’Accademia delle Scienze sottolinea la piena collaborazione dei propri Soci a una ricorrenza così importante.

Il convegno “Luce e Cultura” non è il solo esempio di cooperazione tra l’INRIM e l’Accademia per l’Anno della Luce: lo scorso 12 ottobre il professor Conte ha dato il benvenuto nella Sala dei Mappamondi ad Alain Aspect, uno degli scienziati che hanno contribuito a porre i fondamenti della meccanica quantistica, chiamato dall’INRIM a tenere una Lectio Magistralis.

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