martedì 22 settembre 2015

COMUNICAZIONE E INTERAZIONE GENETICA FRA MADRE ED EMBRIONE ANCHE SU OVULI DONATI

Questo il risultato di uno studio della Fondazione IVI condotto dal direttore scientifico delle cliniche IVI e da un altro ricercatore del Gruppo. Questa scoperta conferma che la futura madre è in grado di modificare il genoma del figlio anche quando l’ovulo è di un’altra donna, come succede nel caso di donazioni di ovuli. Le abitudini della madre sono quindi fondamentali nello sviluppo embrionale e possono portare ad alterazioni nel genoma dell'embrione

Madre in attesa con foto a ultrasuoni - Shutterstock 
Un recente studio della Fondazione IVI (FIVI) dal titolo Hsa-miR-30-d, secreted by the human endometrium, is taken up by the pre-implantation embryo and might modify its transcriptome, è stato pubblicato oggi nella rivista scientifica Development dell’associazione inglese dei biologi e genetisti. I ricercatori di IVI, Felipe Vilella e Carlos Simón – quest’ultimo direttore scientifico della FIVI - dimostrano, per la prima volta nella storia della genetica, che la relazione feto-materna è in grado di incidere sul patrimonio genetico del nascituro, anche quando non sussistono legami biologici fra la futura madre e l’ovulo fecondato. In sostanza, si dimostra quello che, nel 1990 Barker aveva teorizzato quando disse che “quello che succede nel grembo materno è più importante di quello che avviene in casa dopo la nascita”: la comunicazione tra gestante ed embrione può dare luogo a modifiche del genoma del neonato anche in caso di ovodonazione.

Questo lavoro dimostra che la madre può interferire sull’informazione genetica del figlio, anche quando l’ovulo è il risultato di una donazione cosa che cambia completamente il paradigma della ovo-donazione e della maternità surrogata, aprendo le porte alla speranza delle madri costrette a ricorrere alla donazione di ovociti.

“Questa scoperta ci dimostra che esiste uno scambio tra endometrio ed embrione, cosa che già sospettavamo a causa della coincidenza tra alcune caratteristiche fisiche tra madri e figli nati da ovo-donazione e della incidenza di alcune malattie infantili legate a patologie materne durante la gestazione come obesità o tabagismo” spiega Daniela Galliano, direttore del centro IVI di Roma.

Alcune condizioni nelle quali si possono trovare le donne finiscono per modificare le loro cellule (anche quelle dell’endometrio): il tabagismo e l’obesità ad esempio. Questo fa sì che il fluido endometriale cambi anch’esso e che nella sua secrezione, venga rilasciata l’informazione genetica della madre che viene assorbita dall'embrione, modificando così il suo sviluppo.

“Questa comunicazione può portare al fatto che nell’embrione di esprimano o si inibiscano specifiche funzioni dando così luogo a delle modifiche il che spiega il processo di trasmissione di malattie come il diabete o l’obesità” ha spiegato la Dottoressa Galliano.

“Questa pubblicazione apre la porta alla possibilità di evitare alcune tipologie di malattie, come queste, quando la loro causa è epigenetica. Sapendo che esiste questo tipo di trasmissione, in futuro saremo in grado di evitarla, ponendo fine alla tendenza di madri obese che danno vita a bambini obesi o, nei Paesi nei quali è permessa la maternità surrogata, dare più importanza alla conoscenza delle abitudini precedenti alla gestazione mantenute dalla madre”.

IVI

IVI ha aperto le porte nel 1990 come primo Istituto medico in Spagna specializzato nella riproduzione umana. Attualmente conta con più di 40 clíniche in 10 paesi ed è leader europeo nel campo della medicina della riproduzione. Ha appena aperto un centro in Italia per permettere ai tanti pazienti italiani di poter accedere alle tecniche e alla consulenza specialistica fornita da IVI direttamente nel proprio paese di residenza.

Fondazione IVI

La Fondazione IVI è la prima in Spagna dedicata alla ricerca applicata nel campo della riproduzione umana e offre un servicio di carattere scientifico accademico e sociale. Fa parte del Parc Científic, il cluster di aziende tecnico-scientifiche dell’Università di Valencia ed è il dipartimento di ricerca e supporto scientifico di IVI.

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